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Salvatore Paolo Cantaro: "Pronto soccorso apertura entro l’anno"
di Serena Giovanna Grasso

Forum con Salvatore Paolo Cantaro, Direttore generale A.O.U Policlinico di Catania

Tags: Salvatore Paolo Cantaro



Alla luce della sua consolidata esperienza nella sanità, qual è il suo giudizio sul Policlinico?
“Il Policlinico è una struttura moderna che si occupa, oltre che dell’ordinaria assistenza sanitaria, di ricerca e della formazione di medici, infermieri ed ogni altra professione sanitaria formata dall’Università degli studi di Catania. La formazione inizia nel triennio per gli infermieri e si conclude per i medici dopo i sei anni previsti dal Corso di laurea con la specializzazione.
Dopo i quattro anni trascorsi a Caltanissetta e i due al Cannizzaro, il ritorno al Policlinico di Catania mi ha fatto conoscere una realtà nuova, sconosciuta per molti aspetti e sorprendente, dunque, l’impressione è favorevole. D’obbligo far rilevare l’importante attività ambulatoriale registrata nel Policlinico presso il grande padiglione delle medicine. L’Azienda comprende cinque presidi: Vittorio Emanuele, Ferrarotto, Santo Bambino, Santa Marta e Policlinico.
Una nuova grande avventura sarà rappresentata dall’ospedale San Marco di Librino. Molteplici vantaggi deriveranno dalla presenza della struttura in un quartiere così densamente popolato: innanzitutto, si tratta di  un servizio sanitario essenziale che smorzerebbe il flusso sanitario; non meno importante è la riqualificazione sociale che la struttura metterebbe in atto. Dunque, ci troviamo di fronte ad un investimento sociale che permette il riscatto della periferia degradata e consente di creare un circolo virtuoso ponendo in essere una possibilità di crescita. Un crono programma stabilirà presto i tempi necessari all’espletamento dell’attività”.

Quali sono i primi passi che intende intraprendere, sotto il profilo strategico e quello ordinario?
“Due sono gli importanti obiettivi che mi prefiggo di raggiungere entro l’anno: ovvero, punto sull’apertura del pronto soccorso del Policlinico e del cosiddetto “Serpente”. Per quel che attiene al pronto soccorso, l’esterno è già pronto, l’elisuperficie è certificata, dunque è necessario che la Regione riconosca l’esigenza del completamento della struttura. Principalmente sono due i benefici che ne deriverebbero: innanzitutto, la canalizzazione dell’utenza che scende dalla fascia pedemontana, ma anche la condizione di essere la sede naturale di formazione alle emergenze per i medici e le professioni sanitarie.
Passando al Serpente, di notevole spessore sono i compiti a cui sarebbe deputata la struttura dedicata alle alte specialità, sede di cardiologia, cardiochirurgia, ematologia e chirurgia vascolare. In primo luogo intendiamo far spiccare l’attività di trapianto di cuore, di rene e midollo osseo. È prevista la presenza di otto grandi sale operatorie, con possibilità radiodiagnostiche per ognuna di queste e attività chirurgica di livello europeo.
Ulteriore attività che intendo perseguire attiene la riconduzione degli insegnamenti e delle cliniche universitarie nella sede originaria. Siamo già a lavoro per riportare al Policlinico la clinica di Rasario che, per intenderci, fu l’autore che tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 scrisse il libro di semeiotica medica su cui si sono formati tutti i medici di tutte le facoltà d’Italia”.

Un giudizio su investimenti sui macchinari e sul personale?
“La strumentazione in dotazione è moderna. Stiamo completando tre gare per l’alta specializzazione del Serpente, dal valore di diversi milioni di euro. Il personale trovo che sia competente e particolarmente motivato. Fuoriusciamo dal piano di rientro e la Sicilia è una regione dove, da cinque anni, non si fanno concorsi. Questo comporta, nell’avvicendamento, grandi rilevanti problemi. Le scelte in merito non possono essere assunte autonomamente dal direttore generale, ma derivano dalle decisioni dell’assessorato regionale”.
 
Quali novità si prospettano all’orizzonte?
“La marcia in più del Policlinico è data dall’autentica valorizzazione della sua diversità che contraddistingue la struttura dalle altre aziende ospedaliere. Quindi, ciò su cui voglio fare leva è la ricerca. Di fronte al Policlinico vi è un complesso ancora in apertura definito “Torri della ricerca”, si tratta di due grandi torri in cui avrà sede il triennio non clinico della facoltà di Medicina (anatomia, biochimica, fisiologia, patologia generale ed altro ancora). In queste strutture sono presenti apparecchiature all’avanguardia e di primo livello. Il problema che mi pongo è quello di fare in modo che queste torri possano svilupparsi in coerenza con le attività che si svolgono al Policlinico. Ad esempio, sarebbe possibile testare le molecole biologiche sui pazienti in cura al Policlinico. O ancora partire dai trapianti per studiare lo sviluppo delle cellule staminali e la rigenerazione dei tessuti. In sostanza creare un legare un canale fra questo dipartimento biomedico e l’attività assistenziale clinica”.

Quali azioni avete messo in campo per prevenire la corruzione?
“Con delibera del 28 aprile è stata predisposta la rotazione dei dirigenti del ruolo professionale tecnico e amministrativo. Uno strumento, quello della rotazione, di prevenzione della corruzione e di garanzia della funzionalità dell’amministrazione, contemplato dalla normativa vigente”.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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