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Solo il 5% dei siciliani si muove in bici
di Liliana Rosano

Rapporto di Legambiente: il primato per i trasporti sostenibili se lo aggiudica l’olandese Houten. In Italia le città che reggono il confronto con il resto dell’Europa sono quelle del Nord

Tags: Bicicletta, Legambiente, Sicilia



ROMA - Houten, una cittadina olandese di 48 mila abitanti rappresenta il tipico paese da cartolina con le aiuole sempre curate a fare da corredo urbano. Come da tradizione, Houten non può tradire una delle caratteristiche che contraddistingue i paesi bassi: spostarsi in bici. In effetti ad Houten il 44% degli abitanti si muove pedalando. Un primato tutto europeo che la porta in cima alle classifiche seguita da altre due città olandesi, Eindhoven e Oss.

La classifica è quella dell’ultimo rapporto di Legambiente, l’Abc della Ciclabilità, ricerca sull’uso della bici nelle città italiane capoluogo di provincia realizzata da in collaborazione con Rete Mobilità Nuova e presentata alla vigilia di VeloLove, il festival nazionale dei ciclisti urbani.

Le bici in Sicilia? Queste sconosciute. I siciliani sono ancora troppo affezionati alle quattroruote o al massimo, se proprio di due ruote parliamo, sono quelle delle moto e scooter.

Soltanto Catania è in classifica, sebbene al 33 esimo posto, con il 5 per cento delle persone che si sposta in bici. Le altre sono non classificabili per mancanza di dati o di bici.

A tenere in alto la bandiera dell’Italia, paese di Bartali e Girardengo, ci pensano le città del Centro-Nord, che mantengono livelli di performance europee.

In quattro comuni capoluogo, infatti, almeno un quarto della popolazione si sposta a pedali; in altre cinque il 20% degli spostamenti è soddisfatto dalle bici e in 11 la percentuale di ciclisti è comunque superiore alla soglia del 10%. Accanto a grandi aree urbane, da Bari a Torino, dove la mobilità non motorizzata fatica ad affermarsi ci sono insomma tante realtà dove - grazie all’azione dell’amministrazione locale o spontaneamente - il numero dei frequent bikers è in costante crescita. è il caso di Treviso, col 25% degli abitanti che monta in sella quotidianamente, di Ferrara (27%) e soprattutto di Pesaro e Bolzano che sono molto vicine al 30%.

Bolzano e Pesaro, dunque, davanti a tutti. Una performance che è frutto di un preciso progetto delle amministrazioni locali teso a favorire la mobilità nuova per i percorsi che si sviluppano all’interno del centro abitato. Il comune altoatesino, ad esempio, ha via via collegato tra loro, formando una sorta di grande anello ciclabile, tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative cittadine determinando un passaggio da un uso quasi esclusivamente ricreativo della bicicletta a un utilizzo per i movimenti casa-scuola e casa-lavoro. Poiché la scarsa larghezza di molte carreggiate urbane non consentiva la realizzazione di corsie ciclabili senza interferire con la sosta su strada, in molti tratti si è data priorità alle due ruote vietando completamente il parcheggio a raso o regolamentandolo in modo differente, cercando peraltro di recuperare almeno parte dei posti auto soppressi attraverso una riorganizzazione delle vie limitrofe.

Nello stesso tempo ci sono stati interventi mirati sui punti critici (in particolare i grandi incroci) dando priorità agli attraversamenti non motorizzati, mentre un nuovo sistema di segnaletica ha fatto nascere la percezione negli abitanti che esiste oramai un vero e proprio sistema di mobilità ciclabile che ha la stessa importanza e dignità degli altri sistemi di mobilità.

Obiettivo ottenuto anche attraverso attività di comunicazione e marketing, che hanno trasmesso l’idea che la bici permette uno stile di mobilità cool.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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