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Nuova frontiera bioedilizia: case costruite in canapa
di Chiara Borzì

In Sicilia il primo, ancora in realizzazione, è stato condotto a Palermo. Rispetto della natura, ma gli ostacoli sono i costi alti

Tags: Bioedilizia



CATANIA - Costruire case con la canapa, potrebbe essere questa la prossima sfida dell’edilizia siciliana. Certamente lo è già oggi per alcuni frangenti della bioedilizia italiana, in un sistema che lentamente comincia a credere nella possibilità di realizzare costruzioni con materiali biocompatibili.
 
In questo senso i bisogni dell’ecosistema sarebbero tanti. I cambiamenti climatici lo dimostrano, spesso anche in modo violento, mettendo in evidenza il legame tra trasformazioni ambientali e insostenibilità delle costruzioni. Rimanendo necessario il bisogno di realizzare case e infrastrutture, si potrebbe pensare allo sfruttamento di materiali provenienti direttamente dalla natura.

Della possibilità, ad esempio, di utilizzo della canapa in architettura si è discusso all’interno della fiera della canapa svolta a Le Ciminiere di Catania. Esperti dell’Anab (Associazione nazionale architettura biologica) e professori universitari hanno parlato dell’utilità delle costruzioni biocompatibili e in particolare degli effetti positivi dell’utilizzo della calcecanapa o il canapulo sulle costruzioni. Il materiale sarebbe innanzitutto un isolante termico.

Come spiegato da Sergio Sabbadini del Politecnico di Torino con la canapa si possono realizzare mattoni, pareti, pannelli, vernici, prefabbricati e altri elementi tutti ad impatto zero sull’ambiente. In Italia le prime tecniche di realizzazione dei materiali con la canapa sono state sperimentate ben 25 anni fa, in particolare sfruttando la capacità di isolante della pianta per l’edilizia. L’alto costo della canapa per la realizzazione dei materiali potrebbe essere oggi uno dei motivi che frena la nascita di costruzioni frequentemente composte da questo elemento, ma in Sicilia un primo esperimento è stato condotto a Palermo su una casa attualmente in fase di realizzazione.

“L’architettura ha grandi responsabilità - ha evidenziato Adriana De Gregorio, referente di Anab -. Non esiste solo l’energia esterna, ma anche quella interna degli edifici, cioè l’energia grigia, e può essere sfruttata. Nel realizzare una casa il conto economico deve tenere in considerazione tutto il ciclo: non è economica la realizzazione se poi è costoso l’impatto dell’edificio sull’ambiente. E’ tutto il percorso a dover avere un basso impatto ambientale”.

Articolo pubblicato il 06 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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