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Quotidiano di Sicilia

Approvato dal ministero un rimedio contro la Xylella
di Emiliano Zappalà

Malattia inserita tra quelle per cui può essere chiesto lo stato di calamità

Tags: Xylella



CATANIA - Autorizzato qualche settimana fa dal ministero della Salute, con la procedura del mutuo riconoscimento, un prodotto fitosanitario a base di olio essenziale di arancio dolce per la lotta alla xylella in agricoltura biologica. Si tratta di un prodotto a base di Terpene D-limonene, riconosciuto dall'Efsa.

L'autorizzazione del prodotto è di estrema rilevanza dal momento che consente agli agricoltori biologici di avere finalmente uno strumento per la lotta a tale malattia che sta devastando gli ulivi nel Sud Italia e permette loro di non perdere gli aiuti ad essi concessi nell'ambito del Piano di Sviluppo rurale per la lotta fitopatologica secondo le pratiche autorizzate dal metodo di produzione biologico. Il prodotto agisce per contatto con un modo d'azione fisico e provoca il disseccamento della cuticole degli insetti con esoscheletro molle quali le cicaline che sono veicolo della xylella.

Per quel che si sa la diffusione della malattia avviene tramite un batterio trasmesso attraverso insetti vettori, rappresentati principalmente da cicaline. Il batterio persiste negli adulti dei vettori e si moltiplica nel loro canale alimentare. Il prodotto in questione è stato già autorizzato in Francia, dove è stato rinvenuto un focolaio della malattia ed era molto atteso dagli olivicoltori. La dose è di 8 litri per ettaro e sono autorizzati tre trattamenti l'anno.

Inoltre a fine aprile, con il Decreto Legge Agricoltura il Governo ha inserito xylella finalmente tra gli eventi per i quali lo stato di calamità può essere dichiarato ai sensi delle norme sul fondo di solidarietà nazionale. In questo modo si alleviare il problema delle scadenze contributive e fiscali per le aziende agricole colpite dalla calamità, oltre a quelle relative al pagamento dei mutui.

Riuscire a debellare il batterio però è fondamentale per la nostra agricoltura. Secondo le associazioni di categoria infatti ammontano ormai a circa un miliardo di euro i danni subiti dalle coltivazioni Made in Italy a causa delle invasioni di parassiti “alieni” provenienti da altri continenti, che sfruttando l’intensificarsi degli scambi commerciali sono riusciti ad attecchire in Italia ed a trovare un habitat favorevole; si va ormai dalla Popillia Japonica alla Drosophila suzukii fino alla Aetina Tumida. Ad essere a rischio i simboli dell’agricoltura italiana, dall’ulivo al pomodoro, dagli agrumi al castagno, dalle ciliegie ai mirtilli, ma anche le piante ornamentali come le palme e perfino le api.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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