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Biogas, una ricchezza nascosta e senza accise
di Carlo Alberto Tregua

Produrre energia elettrica pulita

Tags: Biogas, Energia



Pochi sanno che biogas ed energia  elettrica e termica, di origine biologica, non sono sottoposti ad accise, se destinati a usi propri del soggetto che li produce (Dlgs 26/2007). Le stesse regole valgono per l’olio vegetale puro, sempre utilizzato per la produzione di energia elettrica e termica. Il che significa un forte abbattimento del prezzo rispetto all’energia elettrica e termica prodotta con greggio o gas naturali.
Questa forte convenienza economica dovrebbe indurre imprese di ogni genere e cittadini a rendersi autonomi con l’autoproduzione di energia, in modo da conseguire notevoli risparmi.
Non aggiungendo al costo di produzione le accise, anche l’Iva pesa molto meno. Incidentalmente, osserviamo che solo in Italia lo Stato applica un’imposta sull’imposta, cioè l’Iva anche sulle accise.
Una Regione, il cui presidente fosse capace, dovrebbe investire in piani estesi a tutto il sistema delle imprese e a tutti i cittadini affinché attivassero gli impianti per la produzione di energia pulita.

Se tali piani fossero attivati in tempi brevi, si metterebbero in moto migliaia di attività con la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro. Ecco un modo concreto di fare politica con riforme incisive.
La produzione di energia pulita non è ancora arrivata all’attenzione dell’opinione pubblica, né per impianti domestici e condominiali e neppure per impianti al servizio delle imprese.
Certo, vi sono tanti privati e imprese che hanno proceduto all’installazione dei propri impianti. Ma, quantitativamente, costituiscono un numero molto basso, come si evince dall’inchiesta pubblicata all’interno.
La produzione di energia pulita non è una novità, anzi fino a poco tempo fa vi erano forti agevolazioni per l’installazione di impianti. Bisogna, quindi, che con campagne stampa la Regione faccia vedere ai cittadini le forti convenienze all’autoproduzione e sostenga le iniziative delle imprese, garantendo ogni sorta di autorizzazione entro trenta giorni dall’istanza. Se non dovesse arrivare, s’intenderebbe approvata col silenzio-assenso.
 
Evidenziare le convenienze di un settore recente ma non nuovo, significa prospettare una soluzione che verta al risparmio energetico e a produrre Pil e nuovi posti di lavoro.
Proprio su questi obiettivi si dovrebbe concentrare l’attenzione del presidente della Regione e dei suoi assessori, anziché cianciare da mattina a sera su questioni senza capo né coda.
In Sicilia servono piani di investimento che attraggano risorse nazionali ed estere e che sostengano quel nutrito tessuto di micro, piccole e medie imprese, che sono una ricchezza non utilizzata.
Tutti gli assessori dovrebbero avere dal presidente un indirizzo in questa direzione - ripetiamo: produzione di ricchezza e occupazione - tralasciando le attività inutili che servono solo ad alimentare clientelismo ed inefficienza.
Ovviamente, in questo nuovo modo di amministrare l’Isola dovrebbero essere coinvolti i tantissimi bravi dirigenti regionali, che ci sono, e mandare a casa tutti quelli inutili e dannosi che, però, continuano ad incassare i loro lauti stipendi.

Al riguardo, vi è un’importante innovazione del ddl Madia sulla riforma della Pa, che disconnette il licenziamento del dirigente da uno specifico evento che lo giustifichi, per cui la risoluzione del rapporto con un dirigente non ha bisogno di giustificato motivo oggettivo o soggettivo.
Quando un dirigente non ottiene i risultati previsti, oppure non è in grado di dirigere con efficienza la struttura di propria competenza, ovvero non rispetta con lealtà indirizzi degli organi di governo, può essere licenziato. Peraltro, la norma esiste già (art. 21 del Dlgs 165/01). Sol che essa condiziona la risoluzione del rapporto a una giustificazione, cosa che non accadrà più se il ddl Madia verrà approvato così com’è stato presentato.
Quanto scriviamo non è una divagazione rispetto all’argomento energia, perché pone in evidenza la necessità che i piani di sviluppo, eventualmente progettati e messi in atto, siano sostenuti da una burocrazia efficiente che non pensi più a se stessa, ma si metta a completo servizio dei cittadini.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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