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Stoppata l’intesa Stato-Regioni su tagli Sanità. Attenzione rivolta al tema immigrazione
di Mariaelena Casaretti

Nella giornata in cui il ministro Alfano ha dichiarato: “Dobbiamo chiedere ai Comuni di far lavorare gratis i migranti”. Chiamparino, pres. Conferenza: “Per un’accoglienza distribuita equamente tra le regioni”

Tags: Conferenza Delle Regioni, Sergio Chiamparino, Immigrazione, Sanità



ROMA - Nulla da fare. Anche la Conferenza Stato-Regioni del 7 maggio non ha partorito l’accordo sul riparto dei tagli alla Sanità da oltre 2 miliardi di euro, previsto dalla legge di stabilità 2015. Disilluse le dichiarazioni che il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha rilasciato al “Quotidiano Sanità”, sottolineando che il motivo del rinvio, visto che le Regioni hanno già trovato l’accordo da circa un mese, “bisognerebbe chiederlo al Governo. È ovvio che più passa il tempo e più diventa inevitabile che si riduca l’ammontare dei tagli di cui le Regioni possono farsi carico. Il problema quindi è dell’Esecutivo, e immagino che sia perfettamente consapevole della situazione”. Evidentemente – ha aggiunto Chiamparino -  il Governo “starà facendo delle valutazioni politiche tese a ridurre il carico della manovra sulla sanità. E questo io non posso che considerarlo positivamente”.

La seduta unificata Stato-Regioni non porta a casa l’intesa e cambia rotta virando sulla questione immigrazione. Sull’argomento spinoso è il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ad affrontare nuovamente la questione dell’accoglienza dei migranti, focalizzandosi su due punti cardine: il lavoro e la loro distribuzione sul territorio.

“Dobbiamo chiedere ai Comuni di applicare una nostra circolare che permette di far lavorare gratis i migranti. Invece di farli stare lì a non far nulla, che li facciano lavorare”. Questo l’irremovibile parere del ministro, che in merito alla questione della distribuzione dei migranti sul territorio fa appello ad un’equa distribuzione tra tutti i Paesi dell’Europa e tra tutti i paesi dell’Italia, affermando “che un criterio di giustizia debba valere per tutti: sia per i Paesi d’Europa, sia per le Regioni d’Italia”.

Più cordiali le parole del presidente Sergio Chiamparino, che ha espresso la volontà della maggior parte delle Regioni di “contribuire ad una accoglienza distribuita in modo più equo su tutto il territorio nazionale, in modo da non lasciare che siano solo le Regioni rivierasche del Sud ad avere il carico dell’accoglienza dei profughi, dei richiedenti asilo e dei migranti in generale”. Se c’è una situazione che si avvicina all’emergenza, che si dichiari o meno l’emergenza stessa, bisogna lavorare come se ci fosse – ha sottolineato poi Chiamparino - noi siamo pronti a fare la nostra parte per una strategia di distribuzione il più possibile articolata e diffusa sul territorio. Pensiamo che l’accoglienza di queste persone, spesso minori può essere concentrata in grandi strutture, ma per questo obiettivo occorre collaborazione fra Stato, Regioni e Comuni a cui però deve affiancarsi una stretta cooperazione fra le diverse amministrazioni dello Stato”.
 
Con riferimento ai distinguo posti da alcune Regioni, Chiamparino, pur ribadendo che tale posizione è abbastanza condivisa, ha precisato che non si può “imporre nulla alle altre Regioni se non la moral suasion per cui di fronte ad un problema che riguarda persone che fuggono da situazioni di guerra e di fame che tutti conosciamo, che sono alla ricerca di un miglioramento della loro condizione di vita, tutti gli altri problemi dovrebbero passare in secondo piano”.

Articolo pubblicato il 09 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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