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LÂ’Economia siciliana va indietro rispetto agli obiettivi di Lisbona
di Lucia Russo

Indagine Svimez-Sole 24 Ore Sud: nessuna crescita significativa del Prodotto interno lordo. Spesa ricerca in stallo: la Sicilia ferma allo 0,9% del Pil lontana dal 3% europeo

Tags: Economia, Sicilia



PALERMO - Situazione economica generale, occupazione, innovazione, riforma economica, coesione sociale, sostenibilità ambientale: da tutti questi indici di Lisbona la Sicilia è così lontana che risulta impossibile il raggiungimento del target entro la scadenza.

Per fare un esempio, se si guarda alle prime due voci della tabella qui pubblicata, il Prodotto interno lordo espresso in Purchasing power standards - usato per rendere uniforme il potere d’acquisto delle differenti valute nazionali - al netto del tasso d’inflazione, anzicchè crescere dal 2001 al 2006 è sceso di otto punti percentuali. Ed ancora il Prodotto interno lordo per occupato anzicchè una crescita significativa, come indicato da Lisbona, ha subìto rispetto al 2001 un calo di 13 punti percentuali.

Lo studio è stato svolto dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) per Il Sole 24 Ore Sud. Per la Sicilia è emerso il quadro di una regione sempre più periferica, che si allontana dall’Europa soprattutto per il basso tasso di attività, la scarsa spesa per l’innovazione e la diffusa povertà.
In particolare, rispetto alla situazione economica generale, fatto pari a 100 il Pil pro capite medio Ue, la Sicilia è passata dal 74% del valore medio europeo del 2001 al 67% del 2006.

Situazione peggiore per l’occupazione: la strategia di Lisbona prevedeva un tasso di occupazione nella classe di età 15-64 anni del 70% entro il 2010. Ma la Sicilia dal 2001 al 2009 è passata dal 43 al 44%. Riguardo al tasso di occupazione degli adulti in età compresa tra 55 e 64 anni c’è da segnalare un recupero (da circa il 27% del 2001 al 33% del 2009), comunque distante dal 50% previsto per il 2010.

Sul fronte della spesa per la ricerca si segnala una situazione di stallo, che vede la Sicilia ferma allo 0,9% del Pil dal 2001 al 2006, ancora lontana dal 3% europeo. Invece in questo settore il Mezzogiorno ha fatto piccoli progressi passando la spesa per la ricerca dallo 0,7% del 2001 allo 0,9% del Pil nel 2006, anche se sempre lontana dal 3% europeo. Il livello più alto della spesa si è registrato in Campania, 1,2%, superiore anche al dato nazionale (1,1%), mentre il più basso è in Calabria (0,4%).
Progressi molto consistenti riguardano la scolarizzazione secondaria: la popolazione siciliana in età 20-24 anni in possesso di diploma è salita dal 59% del 2001 al 69% nel 2008. Nonostante la buona performance, la situazione - la peggiore tra le regioni meridionali- è ancora troppo lontana dal target previsto (85%).

Problema specifico del Mezzogiorno resta la povertà, che riguarda una quota superiore di tre volte e mezza rispetto all'obiettivo di Lisbona, con il caso limite della Sicilia (42%). Rispetto all'obiettivo della sostenibilità ambientale, mentre in generale si segnala al Sud una crescita sia di emissioni di Co2 che di consumo di energia, in Sicilia invece c’è stato un positivo calo sia di emissioni di Co2 che di consumo di energia, caso unico nel Mezzogiorno. Nel resto del Paese, infatti, si conferma un ritardo complessivo della strategia ambientale nazionale.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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