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Infortuni sul lavoro, la Sicilia al 2° posto per morti bianche
di Emiliano Zappalà

Vega Engineering: nella nostra Isola incidenza di mortalità al 49,2% contro una media del 33,2%. Nel 2014 il capoluogo conta 13 decessi, poi Catania e Messina con 12

Tags: Lavoro, Morti Bianche, Infortuni, Sicurezza



CATANIA - Il problema del lavoro in Sicilia non è solo di chi ne cerca uno. Ma anche di chi un impiego ce l’ha ed è costretto ad operare in condizioni indegne e al di fuori delle norme di sicurezza previste. Costretti a rischiare la vita per guadagnarsi il pane.
È questo il quadro drammatico che raffigura il mondo del lavoro italiano e isolano, emerso dalla proiezione elaborata dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega engineering.

L’Isola è la seconda regione del Sud, per numero di morti sul lavoro nel 2014. Peggio di quanto successo nella nostra regione, nel Mezzogiorno, si è verificato solo in Puglia.

La Sicilia è invece quinta nella graduatoria nazionale. Nella nostra regione si contano, per lo scorso anno, ben 65 infortuni mortali rilevati in occasioni di lavoro. E non può affatto consolare che i dati siano stati peggiori in Lombardia (con 86 morti bianche), Emilia Romagna (con 72), Puglia (con 68) e Piemonte (con 66). Anche perché il bilancio delle vittime in Sicilia sale a 77 lavoratori se si contano anche gli infortuni mortali avvenuti in itinere.

Sono le immagini di un vero e proprio disastro che aggiunge sofferenza alla sofferenza. Frammenti di un unico grande e tragico racconto.

Tra le righe di quest’ultimo emerge anche che Palermo è la provincia che fa rilevare il dato più grave con 13 decessi (a cui se ne deve però aggiungere uno avvenuto in itinere). Il capoluogo siciliano sta all’ottavo posto della graduatoria nazionale delle province più colpite dalle morti verificatesi sul posto di lavoro. In questa nefasta graduatoria la città siciliana è preceduta soltanto da Roma con 34 vittime, Torino con 26, Bari con 23, che occupano le prime tre posizioni e, a seguire, da Napoli con 18, Salerno con 17, Cuneo con 16, Brescia e Milano con 14 e Lecce e Bolzano, proprio come Palermo, contano 13 decessi.

Per quanto riguarda le altre città dell’Isola , sono 12 gli infortuni mortali complessivi rilevati in provincia di Messina e altrettanti a Catania, 11 quelli del siracusano. A questi si aggiungono i 10 di Caltanissetta, i 6 di Enna, i 5 di Trapani, i 4 di Agrigento e i 3 di Ragusa.

Ma le brutte notizie non finiscono qui. La Sicilia purtroppo è anche al quarto posto per incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa con un indice pari a 49,2 contro una media nazionale di 33,2. Nella nostra Trinacria, poi, sono soprattutto i cinquantenni ad essere coinvolti dalle tragedie (si parla 27 su 77). Mentre sono venti i quarantenni che nel corso del 2014 hanno perso la vita al lavoro.

Sempre stando ai dati elaborati dall’Osservatorio mestrino sulla base di dati Inail, emerge infine che in Sicilia la morte si incontra soprattutto nei cantieri edili. È, naturalmente, proprio il settore delle costruzioni a contare il maggior numero di vittime; si tratta di 21 persone scomparse sui cantieri. Seguono le attività manifatturiere, il commercio all’ingrosso e al dettaglio (con 7 vittime), e il settore dei trasporti e magazzinaggi (con 6 infortuni mortali).

In definitiva, il totale delle morti sul lavoro registrate in Italia nel 2014 sono state 1.009, delle quali 263 conseguenti a un incidente in itinere.
 

 
Sicurezza e lavoro. Un osservatorio attivo sul territorio dal 2009
 
CATANIA - Più di mille le morti sul lavoro nel nostro Paese. È quello che ci dice l’analisi dell’Osservatorio di Vega engineering. L’Istituto si occupa del rilevamento di questi dati ormai dal 2009. In particolare l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro raccoglie tutte le informazioni disponibili relative agli infortuni mortali provenienti da diverse fonti, tra cui mass-media, comunicazioni di enti istituzionali o di associazioni del settore. Tutte le informazioni relative alle morti bianche vengono analizzate poi dall’ufficio tecnico della stessa Vega engineering al fine di effettuare propri studi, tesi ad individuare le misure di sicurezza più idonee per prevenire le morti bianche.
Gli Studi e le statistiche contemplano tutti i casi di incidente accaduti sul territorio nazionale italiano durante l’esercizio di un’attività lavorativa, con esclusione delle morti bianche accorse durante la circolazione stradale o in itinere.
Tra le varie analisi effettuate, sono individuati gli indici di incidenza dei morti sul lavoro per regioni, zone d’Italia e fasce d’età, al fine di facilitare una corretta “stima del rischio” degli stessi infortuni mortali.

Articolo pubblicato il 14 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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