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Messina - Corte dei Conti: "Nelle partecipate irregolare gestione del personale"
di Lina Bruno

Troppe esternalizzazioni in passato con cooperative ad hoc, hanno creato un esercito di precari. Il magistrato istruttore ha segnalato criticità nella mobilità interaziendale

Tags: Amam, Messinambiente, Messina, Partecipate, Renato Accorinti



MESSINA - Tutti in corsa per accaparrarsi un posto nella futura società Multiservizi. Le esternalizzazioni a cui si è fatto ricorso abbondantemente negli anni passati, attraverso cooperative create ad hoc utilizzando disperazione e disagio sociale, hanno prodotto un esercito di precari che adesso chiede lavoro.

L’ultimo presidio nell’atrio di Palazzo Zanca, in ordine di tempo è quello dei 15 corsisti, con vari gradi di disabilità, inseriti nel progetto Mistral, costato alle casse regionali due milioni e mezzo di euro che non hanno fatto però in tempo ad avere assegnato alcun servizio.

Formati come operatori del verde pubblico gli era stato detto dall’allora Amministrazione retta da Giuseppe Buzzanca, che il percorso fatto era finalizzato all’inserimento lavorativo probabilmente nei servizi cimiteriali. Ma il contesto politico stava cambiando e nessuno si intestò la loro causa.

Il sindaco Renato Accorinti all’inizio aveva mostrato una certa disponibilità ad accogliere le loro istanze ma sembra che nel progetto, di cui il Comune era partner, non ci fosse una consequenzialità tra formazione e assunzione. Intanto, nelle scorse settimane, una delibera di Giunta ha aperto la porta dell’Amam, dove dovrebbe confluire entro giugno Messinambiente con tutti i suoi dipendenti, ai 14 Lsu della ex cooperativa Agrinova con un contratto a tempo determinato e proprio per la manutenzione del verde all’interno del Gran Camposanto, di cui già in passato si erano occupati. Gli ex del progetto Mistral continuano a stazionare a Palazzo Zanca e l’unico, dicono che sembra preoccuparsi di loro, è il consigliere comunale Pd Nicola Cucinotta che ha fatto una interrogazione sul caso.

La procedura di mobilità interaziendale tra partecipate era stata già avviata con una delibera di Giunta ad ottobre e già quel provvedimento aveva stabilito che i servizi di competenza dell’Amam e di Messinambiente possono essere svolti da unità di personale dell’Ato 3 e di Agrinova.

C’è poi il caso posto dalla Cisl dei letturisti, che oggi operano all’interno di una azienda privata, vincitrice dell’appalto dopo aver fatto parte di quelle cooperative che per decenni hanno svolto il servizio di lettura dei contatori. Stefano Trimboli, segretario della Femca Cisl, in vista della costituzione della Multiservizi, ha inviato una nota al Cda dell’Amam per chiedere  contromisure per la tutela delle professionalità acquisite dagli addetti alle letture, sia attraverso l’utilizzo di una clausola di salvaguardia sociale all’interno del prossimo appalto, sia attraverso il prioritario utilizzo di questi lavoratori professionalizzati all’interno dei processi di riorganizzazione dell’Amam che potrebbero prevedere l’accorpamento e l’eventuale internalizzazione dei servizi oggi ceduti in appalto. Per i 16 lavoratori ex Feluca, che si occupavano dei servizi informatici del Comune, il passaggio ad Amam e Atm, a tempo indeterminato, è avvenuto già a gennaio con un procedimento che qualche consigliere comunale aveva allora definito illegittimo.

E “dubbi circa la regolarità delle procedure di mobilità interaziendale del personale Feluca in seno alle partecipate del Comune Atm ed Amam” li ha recentemente espresse la sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Sicilia nella relazione firmata dal magistrato Istruttore, Gioacchino Alessandro, in cui si evidenzia una serie di altre criticità sul bilancio consuntivo 2013.

Nel mirino ci sono tra l’altro ancora le partecipate con Messinambiente, che presenta perdite d’esercizio pari a quasi sette milioni di euro, un indebitamento di oltre 62 milioni di euro ed un costo del personale che supera i 23 milioni di euro. Atm ha un indebitamento di circa 40 milioni di euro ed un costo del personale di circa di 22 milioni di euro. Somer spa, dal 2005 detenuta da Messinambiente, risulta in operativa, con costanti perdite d’esercizio e senza il bilancio 2013 approvato.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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