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Quotidiano di Sicilia

Dalle vigne si produce il gas metano, il progetto "Vienergy" è tutto siciliano
di Rosario Battiato

Presentati i risultati: “Studi sull’utilizzo dell’anidride carbonica prodotta come scarto della fermentazione dei mosti”. Confermata la possibilità di produrre energia elettrica e termica da scarti di potatura e vinacce

Tags: Vieneergy, Vigne, Metano, Gas



PALERMO – Nelle vigne siciliane c’è un tesoro energetico che potrebbe tradursi in una grande produzione di gas metano. È questa la conclusione del progetto Vienergy, finanziato con i fondi del programma operativo Italia Malta 2007-2013, giunta in seguito a due anni di ricerca che ha avuto tra i protagonisti un partenariato internazionale costituito tra aziende ed enti ricerca italiani e maltesi.

Per la Sicilia vitivinicola non ci potrebbe essere slogan più adeguato: “vini a emissioni zero”, ovvero la green economy come filosofia di produzione vitivinicola. Ce lo rivela Mario Ragusa, enologo e funzionario dell’Istituto regionale Vini e Oli di Sicilia, precisando che “sono stati  raggiunti ambiziosi risultati” e quindi “oltre alla conferma della fattibilità dell’utilizzo degli scarti di potatura e delle vinacce per produrre energia elettrica e calore, durante le attività del progetto sono stati compiuti studi per l’utilizzo della anidride carbonica (CO2) prodotta come scarto della fermentazione dei mosti”.

I risultati sono stati sorprendenti: un litro di mosto in fermentazione produce oltre 80 grammi di anidride carbonica che per una cantina di medie dimensioni significherebbe l’emissione annua di circa 3500 tonnellate di questo gas. Anche per la produzione di una bottiglia di vino ci sono emissioni equivalenti di CO2. “Una quantità di emissione di gas effetto serra – ha spiegato Ragusa - per l’uso di energia da fonte fossile nelle varie fasi di produzione calcolata mediamente intorno a 1,45 Kg di CO2 equivalente”. Per ridurre sensibilmente il valore della CO2 equivalente per bottiglia di vino prodotta “si è pensato di captare e riutilizzare la CO2 di fermentazione che dal punto di vista ambientale è CO2 neutra, cioè la stessa CO2 che il vigneto aveva assorbito dall’aria in fase di sviluppo vegetativo”.

Ad attuare concretamente il recupero dell’anidride carbonica di fermentazione c’è stato un impianto realizzato dai tecnici di Alternative Bionenergy di Marsala e dalla ditta Giannitrapani  di Trapani e installato presso le Cantine Colomba Bianca. Come impiegare la CO2 oggetto della ricerca? Diversi gli utilizzi che vanno dal ciclo produttivo della Cantina all’industria alimentare nel settore delle bevande gasate, anche se la soluzione più importante resta la possibilità di ottenere metano dalla CO2 attraverso la reazione di Sabatier. “Si tratta di produrre metano – ha proseguito Ragusa - mettendo assieme la CO2 e l’idrogeno prodotto a partire dalle fonti energetiche rinnovabili non programmabili”.

I risultati del progetto hanno confermato che è possibile produrre circa 400 metri di gas metano cubi per ettaro di vigneto coltivato partendo da uno scarto (anidride carbonica di fermentazione) e dall’opportunità di valorizzare la produzione eolica.

Articolo pubblicato il 16 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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