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Quotidiano di Sicilia

Le performance della giustizia siciliana
di Serena Giovanna Grasso

I dati dell’“Osservatorio per il monitoraggio degli effetti sull’economia delle riforme della giustizia” sul sito del ministero della Giustizia. Nei tribunali di Marsala e Termini Imerese le migliori prestazioni a livello nazionale

Tags: Giustizia



PALERMO – Un campione di 139 tribunali in tutta Italia e quasi due milioni di cause pendenti al 31 dicembre 2013 (il 40% del totale) per verificare lo stato di “salute” della giustizia italiana. Questa è stata l’unità di riferimento su cui l’ “Osservatorio per il monitoraggio degli effetti sull’economia delle riforme della giustizia” presieduto da Paola Severino ha compiuto il proprio studio pubblicato lo scorso 12 maggio sul sito del ministero della Giustizia. Due gli indicatori considerati: ovvero, la durata delle cause e la percentuale delle cause ultra – triennali giacenti in primo grado. 

Rispetto all’universo totale dei 139 tribunali presi in esame, in 27 si registrano performancs superiori alla media, 16 in linea rispetto al trend nazionale e nella stragrande maggioranza dei casi (96) si rileva un andamento inferiore alla media.
Da elogiare la posizione conseguita da due tribunali siciliani che si collocano tra i ventisette migliori: ovvero, Marsala e Termini Imerese, rispettivamente con durata media delle cause pari a 461 e 532 giorni. Proprio Marsala si colloca al decimo posto della classifica stilata dall’Osservatorio per minor durata delle cause. Positivo andamento anche in merito all’abbastanza contenuta percentuale di cause ultratriennali (rispettivamente pari a 5,7% e 17,1%).

Al di sotto rispetto alla durata media a livello nazionale attestantesi in 952 giorni, calcolata sulla scorta dei 139 tribunali analizzati, si collocano anche Caltanissetta, Sciacca, Trapani, Gela, Agrigento, Palermo e Siracusa. Al fine di rendere maggiormente agevole la consultazione della durata delle cause e del tasso di ultra – triennalità dei tribunali siciliani, pubblichiamo a corredo dell’articolo una tabella esplicativa.

Nella sua analisi, l’Osservatorio evidenzia oltre alle inefficienze arrecate ai cittadini, il negativo impatto economico gravante sull’Erario e derivante dai risarcimenti ex Legge Pinto. Ci eravamo già occupati della materia lo scorso 17 marzo con “Giustizia lenta, in Sicilia costa 4 milioni di euro”. In base a quanto prescritto dalla Legge Pinto 89/2001 che aveva previsto il diritto di chiedere un’equa riparazione per il danno subìto per l’irragionevole durata di un processo (superiore a tre anni per il primo grado, due per il secondo ed uno per la Cassazione); e nonostante le modifiche apportate dalla Legge 134/12 che ha stabilito per le controversie insinuate a partire dall’11 settembre 2012 l’impossibilità di avanzare domanda di equa riparazione durante la pendenza del procedimento presupposto ed ha ammesso la possibilità di tutela dei cittadini dalle lungaggini processuali solamente entro il termine di sei mesi, la giustizia lenta in Sicilia ci costa 4 milioni di euro.
 
Questo il dato calcolato considerando gli 834 procedimenti pendenti per equa riparazione rilevanti all’interno delle relazioni di inaugurazione dell’anno giudiziario delle quattro Corti d’Appello siciliane (Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo), relative al periodo compreso tra il primo luglio 2013 e il 30 giugno 2014, immaginando per ciascuno di essi una durata media di tre anni e un risarcimento pari a 1.500 euro per anno. Ad ogni modo non dobbiamo dimenticare la netta riduzione rilevata rispetto all’anno precedente (12 milioni di euro).

Articolo pubblicato il 16 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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