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Ospedale-territorio senza dolore
di Maria Francesca Fisichella

Legge n.38/2010 "Disposizioni per l'accesso alle cure palliative": l'Isola adempiente con impegno. La Sicilia non dispone del finanziamento di 175mila euro perché senza progetto

Tags: Cura Palliativa, Oms



PALERMO - L’Organizzazione mondiale della Sanità definisce le Cure Palliative come "un approccio integrato in grado di migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di un’identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicosociale e spirituale". Quanto precede sta scritto, nero su bianco, nel Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge n.38 del 15 marzo 2010 ("Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore").

Qual è la posizione della Sicilia nell’ambito degli adempimenti previsti dalla legge citata? La Sicilia si posiziona tra le regioni adempienti con impegno insieme con Emilia Romagna, Lazio e Marche. Mentre in undici regioni si rilevano piene adempienze (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto).

È dall’analisi del numero di hospice in possesso dei requisiti definiti dal DPCM 20 gennaio 2000, delle relative dotazioni di posti letto, del numero di giornate di degenza erogate da strutture per cure palliative, dei tempi di attesa per la presa in carico domiciliare che è emersa la persistenza di sensibili differenze a livello regionale.

Questo è il quadro. Eppure, si legge nel Rapporto, "l’attuazione dei princìpi che tutelano il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore costituisce "...adempimento regionale ai fini dell’accesso al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale a carico dello Stato" (art. 3 comma 3 della L. 38/2010); inoltre, le prestazioni di assistenza palliativa e terapia del dolore sono ricomprese nei Livelli Essenziali di assistenza e devono essere erogate secondo criteri di qualità, appropriatezza ed efficienza".

La Sicilia, poi, nel Rapporto non compare tra le regioni che hanno proposto progetti volti alla costituzione e allo sviluppo di modelli organizzativi sul territorio regionale. Nel 2014 solo Abruzzo, Molise, Campania e Sardegna hanno proposto tal progetti. A cosa servono i progetti volti alla costituzione e allo sviluppo di modelli organizzativi sul territorio regionale? Si legge nel Rapporto che per lo sviluppo e l’implementazione della rete di terapia del dolore è previsto un finanziamento che ha lo scopo di realizzare sul territorio regionale percorsi di formazione e modelli di organizzazione che possano accogliere ed assistere il paziente affetto da dolore cronico.
 
Il progetto denominato "Ospedale Territorio senza dolore" (art. 6 della legge 38/2010), ha previsto lo stanziamento di risorse a disposizioni delle regioni per una somma pari a euro 1.450.000,00 per l’anno 2010 ed euro 1.000.000,00 per l’anno 2011. Il successivo accordo del 28 ottobre 2010, ha ripartito tale finanziamento per tutte le regioni italiane, consentendo alle istituzioni locali di presentare progetti finalizzati alla creazione e/o miglioramento della rete assistenziale di terapia del dolore.

Nell’elenco dei progetti regionali "Ospedale Territorio senza dolore?, pubblicato sul Rapporto in analisi, si legge che alla Sicilia sono stati assegnati euro 175.079,00, ossia la quota in euro per il biennio 2010/11. Ma alla voce "Approvazione Comitato Lea" si legge, però, "In attesa di progetto" (inviato al Comitato Lea il 17.03.2015). Così pure per Valle d’Aosta e Liguria.

Articolo pubblicato il 20 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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