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Economia del mare: in Sicilia in 12 anni esportazioni cresciute di soli 5 milioni di euro
di Serena Giovanna Grasso

Unioncamere: 150 mln di € il valore dell’export nell’Isola lo scorso anno, contro i 145 mln di € rilevati nel 2002. La Liguria che nel 2002 esportava meno di noi (134 mln), nel 2014 quadruplica (631,5 mln)

Tags: Sicilia, Pesca, Blu Economy, Unioncamere



PALERMO – Dopo “In Sicilia un ‘mare’ di opportunità sprecate. Blue economy, patrimonio da valorizzare” dello scorso 14 maggio, torniamo ad occuparci della materia, concentrandoci stavolta sull’andamento delle esportazioni e sulle opportunità che il suddetto comparto economico ha da offrire a donne e giovani.
 
Già nello scorso appuntamento lamentavamo la scarsa valorizzazione del settore: infatti, nel 2014 proprio una regione interamente circondata dal mare come la nostra è riuscita a produrre un valore aggiunto poco superiore ai quattro miliardi di euro, mentre la sola Capitale ha superato i sei miliardi di euro.

Stesso ritornello ovviamente si ripete in merito alle esportazioni. Anche in questa sede ci avvarremo della medesima fonte, ovvero il “Quarto rapporto sull’economia del mare”, pubblicato da Unioncamere lo scorso 30 aprile. Se, a livello nazionale, le esportazioni della blue economy costituiscono l’1% delle esportazioni totali, la Sicilia si colloca appena al di sopra rispetto alla media (1,6%).
 
Si tratta di un valore estremamente contenuto, specie se rapportato con Veneto o Friuli Venezia Giulia, regioni in cui le esportazioni della blue economy compongono rispettivamente per l’8 e l’8,9% il totale delle esportazioni regionali.
In termini assoluti, la Sicilia lo scorso anno ha esportato prodotti legati alla blue economy per l’esiguo valore di 150 milioni di euro: ben otto regioni hanno fatto molto meglio dell’Isola, tra queste anche regioni prive di qualunque accesso al mare, come Piemonte (173 milioni di euro) e Lombardia (289 milioni di euro). L’unica città siciliana a trovarsi nella top 20 delle province per maggior valore di esportazioni è Palermo (82 milioni di euro), che per di più si colloca solo al dodicesimo posto.
 
A far sfigurare ulteriormente i risultati conseguiti dalla Sicilia è il paragone rispetto al 2002: infatti, mentre proprio in quest’anno il valore delle esportazioni era pari a 145 milioni di euro, dopo dodici anni è  aumentato solo di cinque milioni di euro. Storia ben diversa è quella che ha caratterizzato la Liguria: infatti, mentre nel 2002 partiva da valori di export inferiori ai nostri (134 milioni di euro), dopo dodici anni ha più che quadruplicato tale rendimento, arrivando a vantare 631 milioni di euro di esportazioni.

Infine, concludiamo il nostro focus sull’export citando le altre regioni che esportano più della Sicilia: oltre alle già menzionate Liguria, Lombardia e Piemonte, ritroviamo Veneto (170 milioni di euro), Friuli Venezia Giulia (960 milioni di euro), Emilia Romagna (351 milioni di euro), Toscana (691 milioni di euro) ed infine Marche (132 milioni di euro). Dunque, si tratta esclusivamente di regioni settentrionali. Ennesimo treno perso dalla Sicilia e da tutto il Mezzogiorno.

Passiamo, a questo punto, alla seconda questione esaminata in questa sede. Rispetto al totale di 181.820 imprese impiegate nella blue economy, ben 17.877 sono under 35 (9,8%). La più alta localizzazione si ha nel Mezzogiorno (12,1%), questo può essere spiegato oltre che con una quota consistente di giovani in quest’area, anche con una maggiore presenza di incentivi alle imprese giovanili che vanno a compensare una realtà caratterizzata da grandi difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro. Numeri alla mano, nel Mezzogiorno sono locate oltre la metà delle imprese under 35 (9.520). In particolare, per quel che riguarda la Sicilia, una maggior quota di imprese giovanili si concentra nei settori della ristorazione (15,2%) e nelle attività sportive e ricreative (16,7%).

Altrettanto degna di menzione è la componente di imprese del mare femminili: a livello nazionale se ne contano 37.111, ovvero il 20,4% del totale. Anche in questo caso la quota più consistente si rileva nell’Italia insulare e meridionale (16.896). Infine, in Sicilia i settori trainanti per le imprese rosa sono i medesimi riscontrati per le giovanili: ovvero, attività ricreative (29,6%) e servizi di alloggio e ristorazione (28,4%).

Articolo pubblicato il 21 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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