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Lotti industriali e legalità, l’Irsap fa sul serio
di Redazione

Alfonso Cicero: “Assegnare alle imprese sane quelli tolti alle aziende colluse con la mafia”

Tags: Alfonso Cicero, Irsap Sicilia



PALERMO - Sulla revoca dei lotti industriali che ospitano opifici di aziende raggiunte da informative antimafia prefettizie, il Tar Sicilia ha emesso ad aprile una sentenza che in termini tecnici definisce un principio di carattere generale, respingendo il ricorso di una ditta dell’area industriale di Agrigento a cui il Presidente dell’Irsap Alfonso Cicero aveva revocato il lotto.

“L’interesse pubblico giustifica il potere-dovere di revoca della pubblica amministrazione dei rapporti già instaurati con i privati in applicazione della disciplina antimafia”, scrivono i giudici amministrativi. Un principio destinato ad applicarsi a tutte le procedure di revoca operate dal presidente dell’Irsap Alfonso Cicero nelle aree industriali della Sicilia nei confronti di aziende colluse o a rischio di infiltrazioni mafiose.

Cicero ha emanato direttive specifiche agli uffici periferici di tutte le Aree industriali per attivarsi nella richiesta delle informative antimafia delle aziende insediate alle Prefetture dell’Isola. Nell’ambito di tale attività un’azienda edile a Trapani di un pregiudicato per mafia, nel territorio del mandamento del boss latitante Matteo Messina Denaro, ha recentemente ricevuto il provvedimento di revoca del lotto industriale, contestuale al diniego di autorizzazione a vendere. Altri lotti in Sicilia sono stati revocati tra i quali nove ad Agrigento, nell’ex Asi dove il presidente Cicero ha anche revocato un appalto milionario ad un’azienda collusa con la mafia.

“Cacciare senza indugi dalle zone industriali della Sicilia le imprese colluse con la mafia, riappropriandosi dei lotti ceduti dagli ex Consorzi Asi al fine di assegnarli alle imprese sane, è la risposta più efficace per colpire direttamente gli affari sporchi di Cosa Nostra nel tessuto economico-produttivo”, afferma il presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero. La strada da seguire è quella di applicare e far applicare la sentenza e accelerare la riconsegna degli opifici in modo da poterli assegnare a chi vuole investire in modo pulito. “E’ la migliore risposta che potremmo dare alle imprese ed alla società civile”, spiega Cicero.

La sentenza del Tar risulta particolarmente importante perchè le aziende che vengono colpite dai provvedimenti di revoca a seguito di informative antimafia oppongono, tra le altre, la tesi secondo cui i lotti industriali siano stati acquistati e trattandosi di una compravendita non si applicherebbe loro il “Codice antimafia”, che prevede misure attive di contrasto alle infiltrazioni mafiose in caso di appalti, forniture di servizi e rapporti in essere di questo tipo.

Di tutt’altro avviso il Giudice amministrativo che, con integrale accoglimento della tesi difensiva prospettata dal legale del Consorzio Asi di Agrigento in liquidazione, l’avvocato Alberto Marolda di Palermo, ha escluso la natura di semplice compravendita, affermando la sussistenza di una "fattispecie complessa caratterizzata dalla immanenza, anche dopo la stipula del contratto, di un rilevante e prevalente interesse pubblico".

Il dovere dell’Irsap non è solo quello di vigilare la destinazione d’uso dei lotti ceduti alle imprese. Trattandosi di terreni e infrastrutture in cui sono state usate risorse pubbliche, l’Irsap ha il dovere di applicare la disciplina in materia di prevenzione delle infiltrazioni mafiose. La sentenza del Tar è fondamentale anche perchè conforta un’azione, quella del presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero, mai finora intrapresa in Italia.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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