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Pesca, in Sicilia sempre più in crisi
di Michele Giuliano

Gli investimenti resi possibili grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea sono stati 350 mln di euro. Distretto Produttivo Pesca: in quindici anni persi 10mila posti di lavoro

Tags: Pesca, Sicilia



PALERMO - In 15 anni 350 milioni di euro arrivati al settore della pesca siciliana che però hanno prodotto… 10 mila licenziamenti. Non è uno scherzo ma l’amara realtà che hanno dovuto constatare il Distretto produttivo della Pesca e l’Ugl Sicilia nel corso di un incontro promosso proprio per discutere della crisi che ha investito il comparto della pesca siciliana sul tema “La Sicilia sprofonda e la pesca è sommersa”. Ad essere stati affrontati i temi principali e le criticità che caratterizzano il ‘Sistema Pesca Sicilia’.
 
Un settore che però, nonostante questo momento di debolezza del mercato, riesce ancora ad oggi a far da traino ad una buona fetta dell’economia dell’Isola: “La pesca siciliana, nonostante la crisi economica, finanziaria e strutturale, - affermano il presidente del Distretto Giovanni Tumbiolo e il reggente di Ugl Sicilia Giuseppe Messina – ‘pesa’ comunque il 30 per cento del sistema ittico nazionale; la Regione ha il dovere di rivendicare un ruolo di guida nel sistema pesca italiano e mediterraneo e per questo è bene mettere insieme le risorse umane per ripensare una nuova filosofia della pesca mediterranea”.
 
Bella storia quella della Regione, che ha comunque le sue colpe se si è arrivati a questo punto perché ha speso poco e male le risorse provenienti dall’Unione Europea. La dimostrazione è tangibile quando si va a spulciare ad esempio nel bilancio di previsione del 2013 l’infinito elenco di consulenze a cavallo tra il 2011 e il 2012 a carico dell’assessorato regionale Risorse Agricole e Alimentari.
 
Tra esperti in ricerche, progetti e roba simile si è arrivati a spendere in neanche un biennio 254 mila euro. Se a questa spesa poi aggiungiamo i capitoli di bilancio relativi a “produzione animale, zootecnica e caccia”, “Ricerca scientifica e sperimentazione” e “Valorizzazione e tutela economica dei prodotti agricoli”, tutte voci che contengono organizzazioni di convegni e campagne pubblicitarie per il settore agroalimentare, si è arrivati a spendere 17 milioni e 776 mila euro. “Il risultato di 15 anni di interventi europei e di oltre 350 milioni di euro distribuiti - hanno aggiunto Tumbiolo e Messina - è la perdita di 10 mila posti di lavoro. Ciò è paradossale.
 
Affinché tutto ciò non si ripeta è opportuno che la Sicilia prenda consapevolezza del suo ruolo di guida tra i Paesi del Mediterraneo e l’occasione del Cluster Biomediterraneo all’Expo 2015 di Milano può costituire un momento importante di rilancio”. In meno  di un triennio il settore professionale ha  lasciato a casa oltre 4.500 pescatori. Questo quanto emerge dal rapporto “Pesca e acquacoltura  in Sicilia”, con una riduzione del  30 per cento del pescato siciliano.
 
Entrando più nello specifico della crisi dagli ultimi dati contenuti nel rapporto del Comitato scientifico dell'Osservatorio Mediterraneo della Pesca emerge che in Sicilia risultano attivi 3.017 pescherecci, il cui tonnellaggio medio è di poco superiore alle 20 tonnellate. La diminuzione dei natanti è stata costante: più del 75 per cento degli oltre 1.500 pescherecci che si sono ritirati dall'attività negli ultimi 10 anni sono usciti nel periodo tra il 2000 e il 2005.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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