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La ripresa del mercato immobiliare ancora lenta, solamente 1,4% in più in Sicilia
di Oriana Sipala

Rapporto immobiliare residenziale dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con l’Abi. Fatturato del settore in Sicilia di 3,07 mld, rispetto ai 15,3 mld in Lombardia

Tags: Mercato Immobiliare, Crisi, Sicilia



Il mercato immobiliare residenziale sembra conoscere un rialzo che, seppur lieve, risulta degno di nota in quanto si verifica dopo tre anni di perdite consecutive. A rivelarlo è il Rapporto immobiliare residenziale 2015, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate (Osservatorio del mercato immobiliare) lo scorso 21 maggio e realizzato in collaborazione con Abi. In particolare, l’aumento rilevato a livello nazionale è pari al 3,5%, mentre in termini di fatturato delle abitazioni compravendute si è registrato un incremento di 5 miliardi di euro: si è infatti passati dai 67,5 del 2013 al 72,1 del 2014.

Uno dei fattori principali che spiega il trend positivo delle unità immobiliari compravendute è l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2014, del nuovo regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, regolamentato dall’articolo 10 del d.lgs. n. 23 del 14 marzo 2011. Tuttavia, secondo il Rapporto preso in esame, siamo ancora ben lontani dai valori registratisi negli anni Ottanta.
Non in tutte le regioni e le città d’Italia, inoltre, rilevano gli stessi tassi di crescita. L’incremento maggiore del numero di transazioni immobiliari si è registrato in Molise (+10,8% nel 2014 rispetto al 2013), seguito dal Lazio (8,5%) e dalla Liguria (7,8%). La Sicilia ha registrato una crescita abbastanza contenuta, pari all’1,4%, mentre in altre regioni si può parlare di vere e proprie flessioni. È il caso della Calabria (-7,8%), dell’Abruzzo (-4,2%), della Sardegna (-3,5%), della Valle d’Aosta (-3%), della Basilicata (-2,8%).

Al di là degli andamenti registratesi nelle diverse regioni, è anche e soprattutto il fatturato ricavato dalle compravendite a dare la misura di quanto vivo sia il mercato, e di come questo cambi di zona in zona. La Lombardia, per esempio, è la regione in cui nel 2014 è avvenuto il maggior numero di transazioni immobiliari, pari a 83.948, ovvero il 19,9% del totale nazionale. Di conseguenza, è proprio in terra meneghina che si rileva il fatturato più consistente, pari a 15,3 miliardi di euro.
 
La nostra Isola, invece, è lontana anni luce dalla dinamicità della Lombardia: si stima infatti che nel 2014, in Sicilia, il fatturato ricavato dalle compravendite di abitazioni residenziali sia stato pari a 3,07 miliardi di euro. Ciò si deve al minor numero di unità compravendute, pari a 28.687 (ovvero il 6,8% del totale), ma anche al minor prezzo di vendita attribuito alle singole unità. Il fatturato medio per unità, infatti, nel 2014 è pari a 182.200 euro in Lombardia, mentre in Sicilia questo si attesta a 107 mila euro.

In generale, è proprio nel Meridione che si registrano fatturati complessivi più bassi: in Molise e in Basilicata, infatti, non si superano i 300 milioni di euro di fatturato, mentre in Abruzzo si sfiorano i 980 milioni e in Calabria gli 850. Se da un lato ciò fa pensare a un più facile accesso al mercato delle abitazioni nel Mezzogiorno, dall’altro questi stessi numeri implicano un blocco del mercato che ancora persiste. D’altra parte è proprio in queste regioni che, come già accennato, si è registrato un calo nel numero delle compravendite.

Il Rapporto ci offre anche un focus relativo alle principali otto città italiane, tra cui anche Palermo. In tutti i capoluoghi considerati, a eccezione di Napoli, si sono registrati aumenti significativi, più accentuati rispetto a quelli verificatesi nei piccoli comuni.
Aggregando i dati di tali città, si ottiene un incremento del 9,2% e un numero di unità compravendute pari a 74.795. Le variazioni più importanti si rilevano a Bologna (+18,5%), Genova (+15%), Roma (+13,9%) e Firenze (+13,3%), mentre a Palermo l’aumento è più contenuto e si attesta al 4%. Un po’ meglio vanno Milano e Torino, con una crescita pari rispettivamente a 5% e al 5,4%, mentre a Napoli il calo è pari a -3,7%.

Nel resto di ogni singola provincia, invece, le variazioni sono meno marcate. In nessuna di esse, infatti, si supera il +6%; fanno eccezione solo la provincia di Firenze, dove l’aumento è stato del 12% e la provincia di Palermo, dove al contrario si registra un calo dello 0,2%. Palermo, inoltre, è anche il capoluogo che nel 2014 ha registrato il fatturato complessivo più basso, pari a 556 milioni di euro, mentre in città come Genova, Bologna, Firenze, Torino e Napoli si va oltre il miliardo di euro.
 
Inutile poi comparare la principale città siciliana con Milano e Roma, dove il fatturato registratosi nel 2014 è stato pari rispettivamente a 8,4 miliardi di euro e 5 miliardi di euro. Ciò conferma come il vero risveglio si stia verificando nelle regioni del Centro e del Nord, mentre il Sud, Sicilia compresa, continua ancora ad arrancare, nonostante i deboli segnali di ripresa.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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