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Quotidiano di Sicilia

Formazione in alto mare: si naviga "a vista"
di Michele Giuliano

Dall’Assemblea regionale siciliana accuse al governo: “In questo marasma chiusi anche enti virtuosi”. Ex sportellisti “Saranno assorbiti nel privato”; enti di formazione storici senza certezze

Tags: Formazione, Lavoro



PALERMO - Che fine faranno gli enti di formazione estromessi dal circuito dopo la revoca dell’accreditamento? E quale sarà il destino dei loro dipendenti? E quello dei lavoratori che erano impiegati agli oramai soppressi Sportelli multifunzionali? La sfilza delle domande potrebbe in realtà continuare, tante sono le incertezze di un settore che non trova pace nonostante le tante promesse di riassesto a cui non è mai stato dato seguito concretamente.

La prima emergenza riguarda un “plotone” di 1.800 lavoratori degli ex Sportelli che sembrano essere stati scaricati definitivamente dal governo siciliano che aveva sul groppone un costo enorme ogni anno di ben 60 milioni di euro. Le parole dell’assessore regionale al Lavoro, Bruno Caruso, sono rimbalzate come vere e proprie bombe in questi giorni: “Il personale che fino a oggi ha trovato riparo in questo ente di formazione regionale – ha sottolineato - uscirà dal circuito pubblico. Il mercato assorbirà il numero e le professionalità di cui avvertirà il bisogno”. Chiaro e forte il messaggio, quindi. “Ex sportellisti abbandonati al loro triste destino, - ha affermato con amarezza Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all’Ars - ingannati da un esecutivo incapace di offrire risposte chiare.

Il piano dell’assessore Caruso appare cinico, persino logico, ma completamente fuori dalla realtà. Grazie ai disastri croccettiani, questi lavoratori si sono ritrovati senza un’occupazione e, come se non bastasse, senza la certezza della cassa integrazione.

Adesso l’assessore pensa di poterli ricollocare nel privato, non tenendo conto che le imprese siciliane sono sul lastrico, distrutte da una politica nazionale dedita alle tasse, e una regionale falsa e ignobile, fatta di tante parole e priva di fatti”. “Le sconcertanti dichiarazioni di Caruso – ha aggiunto una delle rappresentanti dei 1.800 lavoratori siciliani, Adriana Vitale - non risultano inedite, semmai rafforzano e rendono ancora più chiaro il disegno di questo governo in ossequio al volere imposto dal governo nazionale. Le sue dichiarazioni hanno sempre virato verso una direzione, in un crescendo continuo quasi a voler tastare il polso sulle scontate reazioni da parte dei lavoratori e intensificare con sfregio un colpo per volta. Giusto per sgomberare qualsiasi dubbio, qualora ce ne fossero, è stato ancora più chiaro, il suo compito, quello di falciare interi settori in nome del rigore, la sua parola d’ordine è il nostro sterminio e quello di tante altre categorie”.

Ci sono poi da fare i conti con gli enti formativi a cui è stato ritirato l’accreditamento ed oggi hanno dalla loro parte una sentenza del Tar, o altri ancora a cui i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte della Regione per l’anno formativo in corso li ha costretti a chiudere la baracca. “Enti virtuosi hanno dovuto chiudere i battenti – aggiunge il capogruppo all’Ars i Forza Italia Marco Falcone - personale specializzato è stato licenziato, famiglie sono state gettate da un giorno all’altro sul lastrico. Tutto questo non può rimanere impunito, serve chiarezza”.
 


22 gli enti finiti sotto la scure della Regione
 
Sono 22 gli enti della formazione professionale in Sicilia che negli ultimi due anni hanno visto revocare l’accreditamento con la Regione Siciliana ed hanno, di conseguenza, proceduto al licenziamento dei dipendenti. Enti che occupano migliaia di lavoratori e il cui futuro è ancora incerto. “Occorre un tavolo urgente – afferma il responsabile per la Cisl Scuola Sicilia, Giovanni Migliore - per affrontare la grave crisi dei lavoratori di questi 22 enti di formazione di tutta la Sicilia. La situazione è drammatica e, come tale, va immediatamente affrontata, si è già perso troppo tempo. Chiediamo dunque di affrontare l’emergenza sociale che coinvolge migliaia di lavoratori con urgenza, al fine di scongiurare i licenziamenti e individuare ogni possibile soluzione per la salvaguardia occupazionale del personale tutto”. Gli enti per i quali la Cisl sollecita il tavolo sono Ial Sicilia, ed altri revocati quali Anfes, Aiprig, Ancol, Aram, Cufti, Efal Messina, Esfo Ctrs, Ecap Palermo, Emmeciquadro, Enaip Ragusa, Enfap Sicilia, Eureka Geoinformatica, Iraps, Irfap, Issvir, Informhous, Interconsult, Ipf, Lumen, Sicilform e Cefop-Cerf.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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