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Minori scomparsi, in Sicilia il 7,8% dei casi
di Chiara Borz├Č

Viviana Beninati (Telefono Azzurro): nella nostra Isola sono in tutto sessanta i bambini di cui non si ha più traccia. In Lombardia (181) e Lazio (164) si concentra invece il 40% del totale nazionale

Tags: Telefono Azzurro, Denise Pipitone, Viviana Beninati



CATANIA - Sia Palermo che Catania, al pari delle altre grandi città italiane, hanno celebrato in questi giorni la “Giornata internazionale dei bambini scomparsi” promosse da Telefono Azzurro in ricordo e per la sensibilizzare sul tema dei minori di cui non si hanno notizie in Italia.
 
Il fenomeno non ha smesso d’interessare la nostra penisola, in Sicilia in particolare rimane vivo tutt’oggi perché è avvolta nel mistero la storia di Denise Pipitone, bambina di Mazara del Vallo (Tp) di cui si sono perse le tracce l’1 settembre 2004. Di scomparsa si parlò inizialmente anche per il caso di Loris Stival a Santa Croce Camerina (Rg), prima che la polizia ritrovasse il corpo del povero bambino nelle campagne vicine la città ragusana.
 
“La scomparsa di un minore non è un fatto che segna solo la famiglia coinvolta, ma le intere comunità in cui avviene – ha dichiarato Viviana Beninati, responsabile di Telefono Azzurro a Palermo –. Come comitato di Palermo ci siamo ritrovati a Santa Croce Camerina proprio nei primi giorni in cui fu denunciata la scomparsa del bambino, per attivarci immediatamente nelle attività di gestione delle emergenze legate alla fattispecie. Siamo partiti dalle scuole. A Santa Croce Camerina sia i genitori che i bambini erano preoccupati e di fatto questo stato d’animo si rifletteva nella paura che la stessa cosa potesse succedere ad altri coetanei di Loris. Ritrovato poi il corpicino, abbiamo continuato a lavorare nella scuola in cui era iscritta la vittima, per dare ancora risposte al trauma percepito dai suoi compagni”. La scomparsa di un minore genera dunque sconforto collettivo e non solo all’interno della famiglia di origine. “Lo abbiamo rilevato sia nei bambini che negli adulti – ha evidenziato l’esperta - le emozioni che circolano sono legate alla domanda: perché scompare proprio un bambino?”.

Secondo quanto comunicato da Francesca Colaico del servizio 166.000, in Sicilia nel 2014 non sono stati denunciati nuovi casi di scomparsa di minore. Nel 2015 questa somma è cresciuta, perché sono state comunicate ben 3 casi di minori scomparsi: sono di nazionalità straniera e sono riconosciuti come Msna, ovvero minori stranieri non accompagnati.

Ecco che in Sicilia il fenomeno della scomparsa di giovanissimi assume dei contorni nuovi e strettamente legati al fenomeno delle migrazioni. La giornata internazionale organizzata da Telefono Azzurro nelle principali città italiane ha avuto lo scopo di non far dimenticare anche il dramma di bambini e giovanissimi stranieri che arrivano nel nostro paese senza un genitore o un accompagnatore. Sfruttamento, prostituzione, tratta degli organi sono i brutali fenomeni di contorno che spesso seguono alla scomparsa di un minore, italiano o straniero indifferentemente. 

Secondo i dati forniti da Telefono Azzurro 116.000, in Sicilia sono concentrati il 7,8 per cento dei casi di scomparsa italiani di minore. Il dato è il terzo nazionale, preceduto solo dal numero di Lombardia e Lazio. In queste due regioni – secondo quanto rilevato – si concentra insieme il 40 per cento delle scomparse di minore a livello nazionale. La percentuale siciliana è la più alta rispetto quella dell’Emilia-Romagna (7,5 per cento), della Toscana (6,9 per cento), della Campania (6,6 per cento) e del Piemonte (6,4 per cento). I casi complessivamente censiti in Sicilia sono 60.

Nonostante la classificazione, il numero siciliano rimane molto distante dal numero di scomparsi registrati per la Lombardia (181) e il Lazio (164) e si avvicina ai casi registrare in Emilia-Romagna (58), in Toscana (53) o Campania (51).
 

 
Il numero unico europeo rischia di scomparire
 
CATANIA – In Italia il numero unico europeo per i bambini scomparsi rischia di scomparire.
Dallo scorso anno la Comunità Europea ha smesso di finanziare il servizio, lasciando che fossero i singoli stati membri a gestirlo e sostenerlo economicamente.
Questa situazione ha creato una vera emergenza in Italia che ci è stata denunciata ancora da Viviana Beninanti del comitato Telefono Azzurro di Palermo: “Nel nostro paese sembra non si comprenda l’importanza del servizio, da febbraio non ci sono fondi per supplire ai tagli dell’Unione Europea e mentre i governi degli altri stati europei sono subentrati finanziando il proprio 116.000, l’Italia non lo ha fatto. Il governo non ha fatto nulla – ribadisce la responsabile – c’è una trattativa in corso con il Ministero dell’Interno che è in stallo da febbraio. Il 116.000 è un numero istituzionale che il Viminale ha dato in gestione a Telefono Azzurro.

Articolo pubblicato il 29 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Viviana Beninati, responsabile di Telefono Azzurro a Palermo
Viviana Beninati, responsabile di Telefono Azzurro a Palermo


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