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Messina - Calabria e Sicilia unite in un’unica Autorità portuale
di Lina Bruno

Giovanni Lazzari, coordinatore Laboratorio propositivo e presidente Consulta Architetti: “Attendiamo i decreti attuativi”. Consensi unanimi, ma anche perplessità sull’ingombrante presenza di Gioia Tauro

Tags: Autorità Portuale, Messina, Giovanni Lazzari, Calabria, Sicilia



MESSINA - Il nuovo Piano della portualità e della logistica del ministro Graziano Delrio, accanto a perplessità e distinguo, lascia spazio anche ad una cauta soddisfazione in chi ha avuto un  ruolo nell’inserimento di Messina nell’Autorità di sistema Calabra e dello Stretto. “Attendiamo che vengano approvati i decreti attuativi - dice Giovanni Lazzari, coordinatore del Laboratorio propositivo permanente, presidente della Consulta regionale degli Architetti e dell’Ordine di Messina - dall’esito definitivo si potrà capire se allo Stretto gli sono state assegnate quelle peculiarità che avevamo chiesto”.

L’organismo formato da Ordini, Consulte, Collegi professionali, Confindustria, Sindacati, lo scorso agosto ha promosso sulla riforma del sistema portuale un dibattito che ha coinvolto la politica, nazionale e regionale, l’amministrazione locale, definendo il ruolo che Messina doveva avere nel futuro scenario e sintetizzandolo nel documento che è stato poi illustrato al Ministero delle Infrastrutture dallo stesso sindaco Renato Accorinti.

“Su un Autorità Portuale interregionale che comprendesse il porto di Gioia Tauro e l’area dello Stretto si è registrata una totale unanimità di consensi, ricorda Lazzari, sia tra le forze politiche, e in modo trasversale, che tra quelle imprenditoriali e professionali”.

Tra i sostenitori di una Authority che guardasse all’area integrata dello Stretto anche il presidente dell’Ars Ardizzone, il deputato nazionale Ncd, Enzo Garofalo, l’assessore ai trasporti della Regione Calabria Luigi Fedele, il sindaco di Villa San Giovanni Rocco La Valle, ma naturalmente non mancarono i distinguo, tra gli altri qiuelli di alcuni sindaci della zona tirrenica e di qualche deputato regionale che evidenziavano i pericoli dell’ingombrante presenza di Gioia Tauro per gli interessi economici messinesi.
Ma il sistema che si prospetta va nella direzione di un accentramento delle competenze e di un maggiore coordinamento tra le infrastrutture portuali.

”Un settore così strategico per lo sviluppo del Paese - si legge nella bozza presentata da Delrio - determina la necessità di porre le scelte di pianificazione e gestionali nelle mani di un soggetto pubblico che abbia il controllo delle risorse finanziarie, che sia adeguatamente autonomo rispetto ai possibili condizionamenti di portatori di interessi locali”.

“Il Pd si è battuto perché Messina mantenesse la propria autonomia , -dice il deputato all’Ars Filippo Panarello - dopo di che abbiamo preso atto che da parte del sindaco e della deputazione nazionale è prevalsa l’idea di un’intesa con Gioia Tauro ed i porti calabresi ed il Ministro non ha fatto altro che recepire questi suggerimenti. Penso che dovrebbe esserci un ulteriore momento di riflessione, coinvolgendo anche il Governo regionale, per assicurare, al di là delle scelte che prevarranno, quello spazio che Messina ha nell’attraversamento dello Stretto e nel rapporto con il continente”.

“All’inizio l’orientamento non era quello di fare otto autorità portuali, ma 14 e in questo schema pensavamo che Messina potesse mantenere la sua autonomia, con otto è un problema immaginarlo e in questo contesto bisogna valutare se nel rapporto con la Calabria il nostro porto conserva lo spazio che merita o invece sarebbe più logico immaginare l’accorpamento con una delle Authority che rimarranno in Sicilia. La scelta con Gioia Tauro, potenzialmente positiva, non deve pregiudicare la centralità che Messina deve avere nel sistema regionale dei trasporti.

“Inammissibile” giudica l’accorpamento con Gioia Tauro, Francesco D’Uva, deputato del M5S.
“L’Area Integrata dello Stretto presenta delle caratteristiche uniche e delle competenze che non possono essere assimilate ad altre che non appartengano alla stessa area. Le competenze dello Stretto di Messina devono rimanere in un distretto che assicuri la continuità territoriale e commerciale tra le due sponde. Perché le risorse finanziarie dell’Autorità Portuale di Messina dovrebbero confluire in quelle di Gioia Tauro?”.

Articolo pubblicato il 29 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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