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Salvatore Scalia: "Procura più efficiente per migliorare i risultati"
di Serena Giovanna Grasso

Forum con Salvatore Scalia, Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Catania

Tags: Salvatore Scalia



Quali sono le sue prime impressioni sulla Procura generale?
“Vorrei precisare che per la prima volta Catania ha come procuratore generale un magistrato che proviene dalla procura generale, i precedenti provenivano tutti da esperienze diverse, quasi sempre di giudicanti. Sono riuscito a fare ricoprire tutti i posti nel giro di pochi mesi, mentre inizialmente avevamo scoperture comprese tra il 30 e il 50%. Tutti i dieci posti di sostituto procuratore generale verranno coperti, attualmente ne mancano solo due che però sono già stati nominati. Tra qualche mese dovremo affrontare solo la vacanza dell’avvocato generale”.

Quali sono le attività che impegnano di più la Procura generale?
“In prima battuta l’attività tradizionale, ovvero la rappresentazione del pubblico ministero all’udienza di secondo grado. Inoltre, stiamo richiedendo con maggiore frequenza la riapertura dell’istruzione dibattimentale, ove intendiamo effettuare ulteriori approfondimenti. Spesso è necessario sentire testimoni non ascoltati in precedenza o risentirli. Abbiamo anche potenziato il dialogo tra la Procura di Caltanissetta e la Procura di Catania, al fine di incrementare lo scambio di atti per i processi di maggior rilievo, specie in materia di mafia. Chiediamo in particolar modo di essere informati su ogni ulteriore evenienza, consistente ad esempio in dichiarazioni contrastanti rese dai collaboranti che, per questa ragione, vanno risentiti.
Un’altra questione che ho particolarmente a cuore è il protocollo d’intesa tra Corte d’Appello e Procura generale recentemente vivificato che consente la personalizzazione in capo allo stesso magistrato dei processi da questo iniziati. Come si sa i processi non si concludono in una sola udienza, dunque, questo provvedimento oltre a garantire la continuità, permette un’interpretazione uniforme degli atti e, di conseguenza, una maggiore efficienza.
Talvolta ci facciamo carico di segnalare alla Corte d’Appello la necessità che i processi vengano decisi in tempi più brevi, specie quando si tratta di processi in materia di misure di prevenzione patrimoniale per patrimoni ingenti sequestrati da anni. Ho il piacere di rilevare una collaborazione molto attiva con i presidenti di sezione.
Inoltre, vorrei porre l’accento sulla revisione dei processi Borsellino 1 e Borsellino bis che avrà luogo dal prossimo 9 giugno. La revisione consiste nel rivedere le sentenze passate in giudicato alla luce di elementi nuovi non conoscibili allora. In questo, come in altri simili casi è la Corte d’Appello che decide di dar luogo alla revisione e la Procura generale cura le istanze. L’impianto del processo rimane immutato, si analizzano i fatti nuovi e alcuni personaggi che erano stati coinvolti devono essere rivalutati in base, ad esempio, a nuove dichiarazioni. Nella fattispecie bisognerà rivalutare alcune condanne all’ergastolo alla luce delle novità  emerse.
Infine, è compito del procuratore generale garantire la sicurezza all’interno delle strutture di giustizia. Catania è uno dei pochi posti in cui la sicurezza non è affidata alla vigilanza privata, ma alle forza di Polizia. Se da un canto con ciò le strutture giudiziarie risultano più tutelate, d’altro canto si tratta di una sottrazione dal presidio territoriale. Sto cercando di mutare le cose e, per quanto possibile, evitare tale concentrazione totalizzate all’interno delle strutture giudiziarie, a danno del territorio”.

Il personale amministrativo risulta al completo o registrate delle carenze?
“La Procura generale è al completo, mentre le procure della Repubblica sono in grave deficit. Si aspetta ancora l’immissione di personale in transito da altri settori, quali il ministero dell’istruzione o il ministero della difesa. Era già stato previsto questo travaso ma non effettuato a causa di problemi soprattutto di carattere sindacale. Il nostro budget per mezzi e risorse è contenuto, quindi cerchiamo di limitare le spese”.
 
State procedendo ad innovare ed efficentare il sistema?
“È possibile riscontrare una novità in materia di avocazioni, ossia il potere del Procuratore generale di sostituirsi alla procura in due casi: quando la procura non riesce a concludere nei termini le indagini o quando c’è una richiesta di archiviazione opposta dalla parte offesa. Tale istituto ci ha già permesso di conseguire buoni risultati. Approfittando dell’organico completo, ho creato un gruppo che si occuperà proprio delle avocazioni che cercheremo, nei limiti del possibile, di incrementare. L’avocazione non è un istituto punitivo nei confronti delle Procure della Repubblica, bensì una valutazione diversa o semplicemente una sostituzione che avviene in perfetta sintonia con esse. Nel primo dei casi suddetti ci sostituiamo alle procure, normalmente, su richiesta di parte e completiamo le indagini entro trenta giorni. Purtroppo tale tipologia è costituita da un enorme numero di casi, quindi siamo incapaci di prenderci carico di tutti. Di comune accordo con gli altri magistrati, individueremo delle tipologie di reato particolarmente delicate che non sono state esaurite entro un arco temporale ampio e le avocheremo d’ufficio. La seconda fattispecie è costituita dalle opposizioni della parte offesa che ci chiede di avocare le indagini archiviate dalla Procura”.

Cosa può dirci in merito alle sedi periferiche?
“Le periferie sono un ulteriore punto cui intendo porre attenzione. Negli anni, infatti, è prevalsa una visione Cataniacentrica. Caltagirone, Siracusa e Ragusa non contano meno di Catania e siccome sono uffici che per le loro dimensioni spesso entrano in crisi, intendo aiutarli”.
 
Che tipo di rapporto intercorre con le quattro Procure della Repubblica?
“Attualmente sto curando riunioni di coordinamento con i quattro procuratori della repubblica, al fine di evitare un impatto differenziato per reati dello stesso tipo.
Ci sono nuove emergenze da affrontare. Infatti, è stata varata ed è applicabile la legge che prevede la non punibilità per i fatti di lieve entità. La legge ci dà un quadro generalissimo di cosa sia la lieve entità. Così ho convocato i quattro procuratori e abbiamo steso una griglia che racchiude i fatti definibili tali”.

Immigrazione, cosa può dirci a riguardo?
“Nel 2014 abbiamo avuto oltre centomila sbarchi, di questi 57 mila solo a Siracusa. Vi sono grandi difficoltà perché molti immigrati rifiutano di farsi identificare. Anche in questo caso occorre garantire un’uniformità di comportamento.
Segue il problema del riconoscimento di status di rifugiato. Prima che gli immigrati siano ascoltati passa un anno. I tempi si ridurrebbero notevolmente se aumentasse il numero delle commissioni territoriali, recentemente passato da due a tre, numero non ancora sufficiente. Qualora la commissione territoriale rifiuti la qualifica di rifugiato, inoltre, l’immigrato procede al ricorso in tribunale. Così, il tribunale accumula numerose pendenze. Dunque, è necessario provvedere ad un incremento degli organici dei magistrati e del personale amministrativo in tutto il Distretto della Sicilia orientale e a Catania in particolare, poichè l’immigrazione è un problema sostanzialmente siciliano. Ho personalmente esposto tale richiesta, insieme ai procuratori della Repubblica, al ministero della Giustizia. Il costo delle risorse umane è, infatti, di gran lunga inferiore a quello che tali lungaggini comportano”.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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