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Ars, si azzerano tutte le commissioni legislative
di Raffaella Pessina

Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha convocato oggi la Conferenza capigruppo. Si discute anche della sopravvivenza di alcuni gruppi

Tags: Giovanni Ardizzone, Ars



PALERMO - Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, ha convocato per oggi alle 11.00 la Conferenza dei capigruppo parlamentari. All’ordine del giorno il rinnovo di tutte le commissioni legislative, l’istituzione della commissione statuto e comunicazioni in merito ai gruppi parlamentari in deroga.

Si tratta di tre questioni piuttosto spinose poiché il rinnovo delle commissioni vedrà la nomina del nuovo presidente della commissione Bilancio, rimasta vacante per il posto lasciato da Nino Dina, che come è noto è rimasto coinvolto in questioni giudiziarie. Contrario si dichiara Giovanni Greco. “Ritengo opportuna la decisione del presidente dell’Ars di convocare la Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari per discutere di alcuni punti salienti, ma considero inappropriato il giorno scelto, proprio quello delle elezioni elettorali. Una bizzarria! Ne comprendo l’urgenza ma non la scelta, proprio per la delicatezza delle questioni da affrontare. Invito, per questo, il presidente Ardizzone ad aspettare la conclusione della tornata elettorale, affinchè possano tutti presenziare attorno a un tavolo".

Diverso il commento del capogruppo di Sicilia democratica all’Ars, Salvatore Lentini: "Il rinnovo delle presidenze delle commissioni parlamentari, fisiologico a metà mandato elettorale, ma coincidente con un momento di particolare difficoltà nel rapporto di credibilità e fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, ci rende tutti ancora più responsabili e corretti nei confronti dei nostri elettori. Sicilia democratica che si è costituita a Giardini Naxos come evoluzione naturale di un progetto immaginato, costruito e condiviso da Lino Leanza con gli attuali componenti del Gruppo parlamentare all’Ars, è un partito vivo, attivo e fortemente radicato nel territorio". E in effetti il suo è uno dei partiti che non rischia di essere cancellato dal panorama dei gruppi all’Ars perchè conta 6 componenti.

Diverso il discorso invece per altri gruppi, della cui sopravvivenza si discute proprio questa mattina. L’Mpa ad esempio, creatura dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, così come Grande Sud Pid, che perde un altro dei suoi componenti (Roberto Clemente), mentre gli altri potrebbero confluire in Forza Italia, il Megafono, fondato dall’attuale governatore Crocetta che conta ormai solo tre componenti, ma anche la lista Musumeci, anche lei ridotta a tre parlamentari. Tutti potrebbero transitare nel gruppo misto, evitando quello che consegue nel reperimento di risorse per mantenere così tanti gruppi parlamentari. E’ pur vero che i contributi ai gruppi sono proporzionali al numero dei componenti, ma di sicuro si otterrebbe una razionalizzazione delle forze politiche presenti a Palazzo dei Normanni.

Intanto a margine dell’inchiesta della magistratura che ha coinvolto Dina e Clemente, si registra una dichiarazione di Marika Cirone del Pd che ha chiesto con una lettera al presidente dell’Assemblea “la costituzione di parte civile dell’Ars nei confronti di quanti hanno approfittato dell’alta funzione parlamentare per alimentare corruzione e sfiducia nella democrazia"."Le vicende giudiziarie che hanno riguardato diversi esponenti politici - spiega la parlamentare Pd - finiscono tutte con l’alimentare cinismo, diffondendo l’idea che l’elezione a deputato regionale sia solo occasione per vantaggi personali e dei gruppi elettorali di supporto. E’ indispensabile, invece, salvaguardare il valore civile della rappresentanza politica".

Articolo pubblicato il 30 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Ardizzone
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