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Emendamendo salvapresidi, ora le proteste
di Elisa Latella

Il concorso per 200 posti da dirigente scolastico in Sicilia era stato oggetto di vertenze , conclusesi con le decisioni del Cga. L’annullamento di atti delle procedure concorsuali non incide sulle posizioni giuridiche acquisite dai candidati

Tags: Scuola, Concorso, Presidi



PALERMO - Protestano i ricorrenti. Il fatto che basti un emendamento che arriva “nel posto giusto e al momento giusto” per annullare le sentenze proprio non va giù.
Riassunto delle puntate precedenti: il concorso per 200 posti da dirigente scolastico in Sicilia era stato oggetto di vertenze , conclusesi con le decisioni n. 477/2009 e n. 478/2009 del Consiglio di Giustizia amministrativa, che avevano rilevato tra l’altro la violazione dei principi generali che presiedono allo svolgimento dei pubblici concorsi, tra cui l’eccesso di potere per difetto assoluto di istruttoria.

La vicenda finita a “Mi manda Raitre”, per le vistose irregolarità che indubbiamente avevano fatto notizia (tra le altre, commissione incompleta, tempo medio di correzione minimo, mancato rispetto dell’ordine di numerazione degli appositi elenchi). Numerosi aspiranti dirigenti, non ammessi alla prova orale, avevano inoltrato altri ricorsi principali al Tar Sicilia, che ha disposto  la ricorrezione degli elaborati dei ricorrenti. Il risultato si ripete: esclusi.
Intanto, il 23 luglio 2007 si procede all’immediata approvazione e pubblicazione della graduatoria con la nomina  Dirigenti scolastici e assegnati alle varie sedi vacanti. In seguito vengono nominati presidi anche gli idonei per scorrimento della graduatoria, l’1 settembre 2009, per  le restanti sedi vacanti.

Che fare delle sentenze del Consiglio di Giustizia amministrativa, massimo organo giudicante per le controversie sui pubblici concorsi in Sicilia? Considerarle come un annullamento della procedura, o solo come un obbligo al  riesame degli elaborati?
Il 15 ottobre era stata fissata l’udienza del Consiglio di giustizia amministrativa per la nomina di un commissario ad acta, ma l’Ufficio scolastico regionale con un decreto del 12 ottobre scorso, dispone la costituzione di una commissione per procedere alla rivalutazione degli elaborati scritti dei soli ricorrenti.
Nell’udienza del 15 ottobre scorso il Cga  nominato un commissario ad acta: la sentenza  dovrebbe essere emessa entro il mese di novembre.

Ma ecco l’ultimo colpo di scena : un emendamento ad hoc, il n° 1.308, approvato nella seduta n. 236 di mercoledì 21 ottobre 2009 dalla Camera, nel corso della discussione del disegno di legge “Conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, recante disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010”, controfirmato da numerosi parlamentari siciliani del Popolo della Libertà .
L’emendamento recita che l’annullamento di atti delle procedure concorsuali non incide sulle posizioni giuridiche acquisite dai candidati che, in quanto vincitori o idonei, sono stati assunti in servizio.

Chi otterrà l’idoneità in esecuzione di sentenze del giudice amministrativo, dovrà aspettare l’anno scolastico 2010-2011. Ma usare un emendamento per svilire una sentenza non sembra politicamente corretto. Anzi non sembra corretto, avverbi a parte.
L’emendamento del decreto sul precariato “mette al riparo” i presidi entrati in ruolo in Sicilia attraverso un  concorso a livello regionale accusato di irregolarità e oggetto di vari ricorsi. Scatta subito la polemica, evidente tra l’altro in  una lettera a firma di Stefania Cocuzza, inviata nella rubrica “I lettori ci scrivono” del sito web de “La tecnica della scuola”, rivista che da sessant’anni segue i cambiamenti dell’ordinamento scolastico italiano.

Nelle ultime righe si legge “Perché questa lettera? Per dare visibilità a quanto sta per accadere in Sicilia, nella convinzione assoluta…che la legge deve essere uguale per tutti. Visto che si sta tentando di arginare l’annullamento delle procedure concorsuali (invalidate dal Consiglio di giustizia amministrativa con sentenza passata in giudicato) tramite provvedimenti legislativi di segno opposto, basati su interessi particolari, chiediamo che venga riconsiderata la nostra posizione  dei ricorrenti, ndr) sulla base di principi che garantiscano e ristabiliscano la legalità.”

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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