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Non votare De Luca e via De Magistris
di Carlo Alberto Tregua

Commissione antimafia, 16 impresentabili

Tags: Antimafia, Rosy Bindi, Raffaella Paita, Vincenzo De Luca, Luigi De Magistris



La Commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Rosy Bindi - che non apprezziamo per il suo comportamento anti riformista nei confronti del Governo - ha compiuto un atto esemplare e dovuto: pubblicare l’elenco dei candidati alle prossime elezioni regionali prima del voto (e non dopo), in modo che i cittadini possano valutare anche questo elemento.
Su sette Regioni ove si vota, cinque sono candide come la neve: nessun candidato confligge con il codice etico e perciò denominato giornalisticamente impresentabile. Neanche la candidata del Pd in Liguria, Raffaella Paita - pur essendo indagata per omissione di atti d’ufficio, concorso in disastro colposo e omicidio colposo, nell’ambito dell’alluvione di Genova del 2014 - è stata definita impresentabile.
Quattro impresentabili, ma eleggibili, si trovano in Puglia. Uno di essi, Fabio Ladisa, appoggia il candidato Pd Michele Emiliano. Ma l’ex sindaco di Bari ha dichiarato che lo farà ritirare o non accetterà i suoi voti.

Ben dodici, invece, sono in Campania. Fra essi, il candidato presidente, del Pd, Vincenzo De Luca.
La sua situazione è nota: è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Se dovesse essere eletto, il prefetto emetterebbe un’ordinanza di sospensione. Ma alcuni traffichini hanno pensato che avrebbe il tempo di nominare la sua Giunta e il vice presidente, in modo da evitare il ritorno alle urne. Il solito guazzabuglio all’italiana, ben lontano dalle regole etiche.
Renzi, secondo noi, ha fatto male ad appoggiare De Luca, benché la sua colpa sia veniale e, peraltro, soggetta all’appello in corso.
Ha fatto male perché sulla moglie di Cesare...Certo, avendo vinto, il De Luca, le primarie, il Pd non poteva negargli di competere. Ma nel caso analogo di Mirello Crisafulli, candidato sindaco ad Enna, non è stato concesso l’uso della denominazione, tant’è che l’ex senatore ha intestato la sua lista Enna democratica (Ed).
Si capisce che c’è differenza fra una grande Regione come la Campania e un piccolo Comune capoluogo come Enna. Ma l’etica non conosce differenze quantitative, per cui in due casi analoghi il comportamento doveva essere il medesimo. Così non è stato: Renzi ha sbagliato.
 
La Corte di Cassazione, con propria sentenza a sezioni unite, ha stabilito che i ricorsi contro la Legge Severino debbano essere presentati al Tribunale ordinario e non a quello amministrativo. La conseguenza è che tutte le sentenze di sospensione in materia perdono valore.
È il caso di Luigi De Magistris, ex magistrato e sindaco di Napoli, il quale occupa attualmente la sua sedia perché il Tar della Campania ha sospeso l’ordinanza del prefetto che, a sua volta, lo aveva sospeso dall’incarico di primo cittadino.
Caduta l’ordinanza di sospensione del Tar, ha ripreso vigore quella del prefetto, con la conseguenza che De Magistris è sospeso dal suo incarico, sempre a norma della Legge Severino.
Ora egli dovrà fare ricorso d’urgenza al giudice ordinario, chiedendogli di sospendere l’ordinanza del prefetto. Ma fino ad allora - secondo noi, che non siamo giuristi - De Magistris non dovrebbe poter esercitare l’attività di sindaco di Napoli.

Tornando a De Luca, prendiamo atto della sua dichiarazione secondo la quale intende querelare Rosy Bindi per diffamazione. Ci sembra una reazione scomposta, se non una vera e propria boutade, perché la presidente della Commissione parlamentare ha fatto quel che ha fatto nell’esercizio delle sue funzioni secondo il codice etico.
Peccato che tale Commissione non abbia preso in esame i candidati a sindaco e ai Consigli comunali, forse perché erano troppi e si sarebbe stancata. Se l’avesse fatto, la lista degli impresentabili sarebbe stata chilometrica, soprattutto nelle regioni ove ancora hanno forte presenza le diverse criminalità organizzate.
La Questione morale comincia ad emergere ed è sempre più presente nella cognizione dei cittadini, i quali hanno il difetto, però, di non indignarsi e protestare a voce alta, ma di disertare le urne.
La Questione morale è diventata primaria nella vita del nostro Paese. Occorre che tutti denuncino i comportamenti illeciti contro la Cosa pubblica, le ruberìe e la corruzione.
Tutti, nessuno escluso. Senza esitazione!

Articolo pubblicato il 30 maggio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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