Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Santa Caterina Villarmosa, borgo situato nel cuore dellÂ’Isola
di Annalisa Di Stefano

Sorge nella provincia di Caltanissetta. Fu abitato sin da epoca remota

Tags: Santa Caterina Villarmosa



Sorge esattamente nel cuore della Sicilia. E’ opinione comune che Santa Caterina Villarmosa, piccolo centro agricolo in provincia di Caltanissetta, sia collocata geograficamente proprio al centro dell’isola. In un territorio abitato sin da epoca remota, come dimostrano i numerosi siti archeologici rinvenuti, che attestano una frequentazione di questi luoghi a partire dall'età preistorica fino ad età tardo imperiale. In contrada Cozzo Scavo le indagini archeologiche hanno attestato la presenza punica, mentre tracce di antichi insediamenti risalenti all'età del ferro sono stati rinvenuti sui monti delle Rocche e Ghibbò e i reperti sono oggi custoditi al Museo Archeologico di Caltanissetta. La storia di Santa Caterina, che nei secoli ha cambiato il nome più volte, è invece molto più recente.
 
La fondazione del paese, anticamente chiamato Risigallo, si deve ai baroni Grimaldi di Enna, che ottennero la licentia populandi nel 1572. Pietro Andrea Grimaldi qualche tempo dopo fu nominato principe e il paese cambiò il nome da Grimaldo a Santa Caterina, poiché i coloni provenienti dai paesi vicini e chiamati dal nobile per popolare il centro abitato, abbellirono la chiesa con numerose statue, tra cui quella di Santa Caterina d’Alessandria. Si racconta che la Santa cominciò a concedere grazie ai fedeli e per questo motivo il simulacro in breve divenne meta di pellegrinaggio. Così al principe non rimase che intitolare il paese a Santa Caterina.

Solo nell’Ottocento, quando la baronia pervenne alla famiglia dei Cottone, dai cittadini fu aggiunto il nome di Villarmosa, in onore del loro benefattore, Carlo Cottone, marchese di Villahermosa. Questi nel suo testamento dispose la donazione delle somme necessarie per la costruzione di un ospedale civico e altre opere di beneficenze. In piazza Garibaldi sorge la settecentesca chiesa Madre, intitolata all'Immacolata Concezione, abbellita con preziose tele di Pietro Antonino Guastaferro, che a Santa Caterina ebbe i natali e fu pittore di fiducia del principe Carlo Cottone. Nella stessa piazza si affaccia anche la biblioteca dedicata al caterinese Luigi Pasquale Panvini, che fu medico personale del re Ferdinando II di Borbone.
 
Al suo interno sono custoditi numerosi libri, alcuni dei quali del Cinquecento, oltre che il prezioso dipinto “La Lucrezia” di Guastaferro. Molto più antica è la chiesa intitolata a Santa Maria delle Grazie, dove si può ammirare la splendida statua della Vergine realizzata dall’artista Domenico Pugliese, assai venerata dalla popolazione e portata in processione per le vie del paese il 20 di agosto. Quella in onore della Madonna delle Grazie è una delle feste più sentite dalla popolazione e vi prendono parte anche numerosi emigranti, che per l’occasione fanno ritorno al loro paese di origine.

Appena fuori dal centro abitato, si trova la Riserva naturale orientata geologica di contrada Scaleri, importante dal punto di vista naturalistico e geomorfologico per la presenza, sulla superficie di alcune rocce gessose, di particolari forme carsiche costituite da scanalature parallele. Sono questi i cosiddetti karren, dal tedesco “karrenfelder”, ossia campi carreggiati o solcati, chiamati così per la somiglianza ai solchi lasciati sul terreno dalle ruote dei carri.

Articolo pubblicato il 02 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus