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Tempi stretti per il viadotto Himera
di Rosario Battiato

L’assessore regionale delle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, lamenta i troppi giorni passati per definire lo stato di emergenza. Territorio fragile, nominati due commissari: Marco Guardabassi per l’A19 e Calogero Foti per il dissesto

Tags: Viadotto Himera, Autostrada, Catania-palermo



PALERMO – C’è voluto più di un mese per dichiarare il tanto atteso stato di emergenza per fare fronte ai danni connessi agli eventi meteorologici che si sono verificati dal 16 febbraio al 10 aprile 2015 nel territorio delle Province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani, compresi gli interventi emergenziali da realizzare in conseguenza del cedimento dei piloni del viadotto Himera dell’autostrada A19. Tempi lunghi che adesso sembrerebbero accorciarsi.
 
La settimana scorsa il governo, in occasione dell’invio del commissario Acampora per la ricostruzione del viadotto, aveva confermato il completamento dei lavori già per ottobre.
Il 18 maggio è arrivata la dichiarazione dello stato di emergenza, ma si è dovuto attendere ancora il 30 maggio per avere i due commissari per le emergenze dissesto e A19 in Sicilia. Saranno Calogero Foti, dirigente regionale del dipartimento della Protezione civile, e Marco Guardabassi, dirigente del ministero delle Infrastrutture. Importante anche la firma di Fabrizio Curcio, capo del dipartimento della Protezione civile, sulle ordinanze n. 257 e n. 258, per affrontare i primi interventi urgenti di protezione civile conseguenti agli eventi meteorologici e al dissesto che ha interessato il viadotto.

Andando in dettaglio, Calogero Foti è stato nominato Commissario delegato per il superamento dell’emergenza nel territorio delle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina e Trapani colpito dagli eventi calamitosi verificatisi tra febbraio e aprile. Per il responsabile della protezione civile regionale un compito preciso: entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta ufficiale dovrà predisporre un piano da far approvare a cura del capo del diparimento della Protezione civile per la più celere attuazione delle misure volte a rimuovere le situazioni di rischio, assicurare l’assistenza e il ricovero delle popolazioni colpite. Nella redazione potrà avvalersi dei liberi consorzi dei comuni, delle strutture organizzative e del personale della Regione Siciliana.

Delicato anche il compito di Guardabassi che dovrà occuparsi del viadotto Himera potendosi avvalere del personale Anas. Per lui tempi ancora più stretti – croprogramma degli interventi da presentare per l’approvazione dopo 20 giorni dalla pubblicazione in Guri dell’ordinanza – e dovrà provvedere “ad assicurare – si legge sul sito del ministero - una viabilità alternativa e la demolizione o lo smontaggio di alcune campate del viadotto stesso”.

I tempi saranno costantemente monitorati da un Comitato composto da sei membri (due a testa per dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e Dipartimento della protezione civile, uno a testa per Anas e Regione Siciliana).

Proprio sui tempi si è concentrata la riflessione rilasciata ieri all’Adnkronos dall’assessore alle Infrastrutture della Regione, Giovanni Pizzo. “La verità è che il tempo che ci è voluto per dichiarare lo stato di emergenza sul viadotto della A19 Palermo-Catania dopo il cedimento dei piloni è stato fin troppo lungo, ora dobbiamo cercare di recuperare al più presto”. L’assessore promette pressing sul nuovo commissario per arrivare presto alla aggiudicazione dei lavori, anche se ancora non ci sono stime precise sui mesi necessari per la realizzazione della bretella autostradale che costituirà il percorso alternativo in attesa della ricostruzione del viadotto. La settimana scorsa il governo nazionale ha assicurato che il viadotto sarà riaperto entro 4 mesi perché non ci sarà più la necessità di abbattere entrambe le carreggiate. La bretella, ha assicurato Pizzo, sarà comunque realizzata.
 


Rosolini-Modica. Ance Ragusa: “I finanziamenti sono a rischio”
 
PALERMO – Ancora grossi problemi sull’autostrada Rosolini-Modica. Lo ha denunciato l’Ance Ragusa, assieme alle sigle sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, dopo aver esaminato la situazione relativa all’appalto per la realizzazione dell’opera e in particolare nei lotti 6+7 e 8, che sono stati aggiudicati dal Consorzio per le autostrade siciliane (Cas) alle imprese riunite Condotte d’Acqua SpA e Cosedil SpA. Secondo quanto riportato nella nota dell’associazione dei costruttori, le due linee di finanziamento, cioè le porzioni statale (Anas, ex L.433/91 e L.295/98) e comunitaria (ex PO Fesr 2007/2013) per un ammontare complessivo di circa 290 milioni di euro, presentano diversi punti oscuri perché i fondi non sarebbero ancora stati trasferiti al Cas. Sul finanziamento, del resto, c’è anche una scadenza ben precisa perché proprio la quota comunitaria da poco più di 126 milioni di euro dev’essere “spesa” entro la fine di quest’anno. I soggetti coinvolti, imprese e lavoratori con relativi organi di rappresentanza, hanno chiesto un incontro urgente alla presidenza della Regione, all’assessorato regionale alle Infrastrutture, al Consorzio e all’Impresa appaltatrice, per capire quali siano le difficoltà e stimolare la riapertura dei canali di finanziamento. Non sarebbe la prima volta che la Regione vedrebbe sfumare un importante finanziamento.

Articolo pubblicato il 03 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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