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Quotidiano di Sicilia

Cresce la vendita di uffici a Catania, +14,6%
di Oriana Sipala

Rapporto dell’Osservatorio Omi relativo al 2014. Il settore commerciale è quello più in crisi: meno negozi compravenduti. A Palermo cresce, invece, del 6,6% quella dei capannoni. In generale in Sicilia una ripresa dell’1,1%

Tags: Mercato Immobiliare



PALERMO - Così come il settore immobiliare residenziale, anche quello non residenziale ha conosciuto nel 2014 un lieve sblocco delle compravendite. A confermarlo sono i dati del Rapporto immobiliare non residenziale, pubblicato lo scorso 28 maggio sul sito dell’Agenzia delle Entrate (Osservatorio del mercato immobiliare), realizzato in collaborazione con Assilea.

Come per il settore delle abitazioni, anche in questo caso, non bisogna dimenticare che, tra il IV trimestre 2013 e il I trimestre 2014 ha giocato un ruolo chiave l’entrata in vigore del nuovo regime di imposte di registro, ipotecaria e catastale, regolamentato dall’articolo 10 del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23. Le nuove norme, infatti, risultando più vantaggiose, hanno indotto i potenziali acquirenti a traslare la stipula degli atti di compravendita al 2014.

Nello specifico, è il settore commerciale a registrare la crescita più cospicua, pari al 5,7%, mentre per il settore produttivo si rileva un +3,6%. Fa eccezione il terziario, che subisce nel 2014 un calo del 4,6% rispetto all’anno precedente. La distribuzione dello stock non residenziale, nonché la variazione di compravendite e quotazioni, ci dà una misura di quanto sia economicamente dinamico ogni singolo territorio. È interessante notare, per esempio, come gli immobili non residenziali si concentrino soprattutto nel Nord Ovest, dove si contano oltre 3 mila unità del settore terziario, 6.713 del settore commerciale e quasi 4 mila di quello produttivo. Nelle Isole, invece, i numeri sono molto più contenuti: il settore terziario conta solo 529 unità, quello produttivo 317 e quello commerciale 1.857. Per di più, nelle Isole il settore produttivo ha registrato un calo del 19,6% e quello commerciale del 2,6%. Fa eccezione il comparto degli uffici, che ha registrato nel 2014 un +4,9% rispetto al 2013.

Settore terziario
Volendo fare un focus sul terziario, balza subito all’occhio come sia la Lombardia a detenere il maggior numero di unità immobiliari adibite a uffici: si tratta infatti del 21,9% del totale nazionale, contro il 5,3% della Sicilia. In generale tutte le regioni del Mezzogiorno presentano, a questo proposito, percentuali bassissime, che non vanno oltre il 6%. Al contrario, in regioni come l’Emilia Romagna e il Veneto si supera il 10%, mentre il Lazio conta l’8,7% del totale degli uffici. In compenso, però, le perdite in termini di compravendite, sono molto più contenute al Sud piuttosto che al Nord. Il calo più accentuato si è attestato in Valle d’Aosta, dove il numero delle transazioni immobiliari è diminuito del 33,7%, seguita dalle Marche (-32%), dalla Basilicata (-30%) e dalla Liguria (-23,7%). Nella nostra Isola, invece, si è registrato un lieve aumento dell’1,1%. Bene anche Calabria (+22,5%), Sardegna (10,3%), Campania (+8,4%). Tra i capoluoghi, inoltre, a soffrire maggiormante il blocco delle compravendite degli uffici è Venezia, che registra un -49,8%, seguita da Genova (-25,6%) e Bari (-24,2%). Lieve calo anche a Palermo (-1,8%), mentre a Catania si registra una crescita del 14,6%.

Settore produttivo
I dati del settore produttivo confermano la medesima situazione: nel Nord ovest, infatti, si concentra il 40,8% dei capannoni, mentre nel Nord est questi sono il 28,6% del totale nazionale. Al Centro e al Sud le percentuali si fermano rispettivamente al 15,3% e al 12%, mentre nelle Isole non si va oltre il 3,3%. In molte regioni del Centro e del Sud, inoltre, si sono registrate significative flessioni in termini di compravendite, con punte in Basilicata (-39,9%), Sardegna (-36,5%) e Molise (-28,4%). Anche la Sicilia, nel 2014, ha registrato un calo del 10,4% rispetto al 2013. In questo quadro rientrano anche la Puglia (-13,1%) e la Calabria (-4%). Tra le regioni del Mezzogiorno fa eccezione solo la Campania, dove si ha una variazione positiva dell’11,4%. Tutte le regioni del Nord, invece, registrano aumenti anche considerevoli: +54,2% in Valle d’Aosta, +25,9% in Liguria, +10,7% in Friuli Venezia Giulia, +9,8% in Lombardia. Il trend si conferma anche se si guarda alle più importanti città del Paese: a Roma addirittura si parla di un +254,7% e a Torino di un +108, 9%, mentre in città come Bologna, Firenze e Genova si supera ampiamente il +50%. Bene anche Bari, dove la crescita è pari al 40,7%. Fanno eccezione Catania (-10,5%), Napoli (-60,3%), Venezia (-31,7%), mentre a Palermo si ha una crescita moderata del 6,6%.

Settore commerciale
Infine, per quanto riguarda il settore commerciale, la Sicilia è una delle poche regioni in cui si è registrato un calo dei negozi compavenduti. La flessione si è attestata all’8,3%, cifra molto simile a quella del Friuli Venezia Giulia, dove il calo è stato dell’8,8%. Contrazioni più contentue si sono registrate in Veneto (-2,1%), Umbria (-1,5%) e Abruzzo (-3,7%). In entrambe le principali città siciliane, inoltre, il calo delle compravendite del comparto commerciale è stato abbastanza sensibile: -38,8% a Catania e -11,7% a Palermo. Assieme a Venezia (-15%), sono le uniche città, tra le più importanti, ad aver registrato un calo, mentre a Bologna si supera il 54%, e a Torino e Verona si va oltre il 20%.

Articolo pubblicato il 03 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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