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Gli stranieri tengono a galla lÂ’industria blu
di Dario Raffaele

Secondo l’ultima indagine Horwath Htl, i pernottamenti in albergo dei turisti forestieri sono aumentati del 12,6% nel 2013. Sempre meno gli italiani che scelgono l’Isola per le proprie vacanze (-8%), complice la crisi

Tags: Turismo, Sicilia



CATANIA - Con l’approssimarsi della stagione turistica per eccellenza, l’estate, è interessante dare un occhio al passato più recente per capire quali sono le prospettive nell’immediato futuro.

Per questo motivo un ottimo strumento è rappresentato dall’indagine Horwath Htl di ITEM Srl (su dati Istat e Osservatorio turistico della Regione siciliana), presentato qualche mese fa all’Hilton Catania di Capomulini, che fa riferimento a dati 2013.
Con riferimento alla Sicilia, il movimento nella ricettività alberghiera regionale, che in valori assoluti sfiora nel 2013 i 12 milioni di presenze (pernottamenti), conosce un incremento rispetto al 2012 del +1,4%, un dato questo non esaltante, ma decisamente migliore dei risultati nazionali (in flessione dello -0,4%).

Anche da noi sono in diminuzione i pernottamenti degli italiani (in misura maggiore che nel resto d’Italia), ma il dato è controbilanciato da una forte crescita, ormai triennale, sui mercati internazionali (+12,6%) che amplifica (più del doppio) il già buon andamento del 2012. La crescita dei mercati esteri è di circa 4 volte maggiore rispetto al dato nazionale.

A livello nazionale, dopo le flessioni delle presenze del 2012 e del 2013, pari rispettivamente al -1,7% e al -0,4%, la curva discendente nel primo semestre del 2014 sembra esaurirsi.

Permane la sofferenza del mercato nazionale (-0,5%) che risulta però relativamente migliore rispetto alle più accentuate flessioni del -5% nel 2012 e del -3,4% nel 2013.

Continua il progresso della componente straniera (+0,4%) che conferma, anche se con una dinamica meno vivace, i progressi del +2,2% nel 2012 e del +2,9% nel 2013.

Un settore del turismo che può spingere verso la destagionalizzazione (grande limite della regione Sicilia) e quindi avere come conseguenza l’aumento totale dei pernottamenti, è il congressuale.
Il turismo congressuale rappresenta uno dei segmenti di mercato a più alta attrattività sia per la propensione e capacità di spesa di tale target sia per la minore e diversa stagionalità, caratterizzandosi, infatti, per una distribuzione più omogenea delle presenze sia durante l’arco dell’anno sia durante la settimana.

Nell’indagine Horwath particolare rilievo è stato dato a verificare l’andamento nel periodo di tale strategico segmento di mercato avvalendosi dei nuovi, recenti dati de “L’Osservatorio Congressuale Siciliano 2013”, dalla lettura dei quali emerge una forte contrazione del mercato ma non in maniera generalizzata; a soffrire sono soprattutto gli eventi di piccole dimensioni (fascia con media partecipanti inferiore alle 50 unità) e i territori privi di collegamento aereo di prossimità; in direzione opposta alla contrazione di eventi di piccole dimensioni va il valore economico generato dall’intera filiera, il quale è cresciuto del 15%: ciò, secondo l’Osservatorio, è dato dall’incremento della spesa per delegato che si spiega con l’elevarsi della qualificazione degli eventi e la maggiore presenza internazionale (aumentata del 3%); dall’indagine poi arriva la conferma del peso della provincia di Catania come meta isolana privilegiata per il congressuale (31-33% del complessivo siciliano). In questo senso il crescente peso degli eventi medio-grandi (prevalentemente la fascia 50-99 partecipanti) rappresentano il core business di Capomulini.

Articolo pubblicato il 03 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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