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Le competenze per superare la crisi
di Margherita Montalto

Le imprese di successo sono quelle più votate all’aggiornamento dei propri manager verso la globalizzazione. Importanti capacità di innovazione hanno reso possibile il perpetrarsi di aziende per più generazioni

Tags: Formazione, Innovazione



CATANIA- Il prolungato periodo di crisi ha coinvolto le aziende e ha contribuito a creare malessere. Poco denaro circolante, molte spese. Il tentativo di ripresa da parte delle imprese è faticoso, alcune riescono altre no. Abbattere i costi di produzione, migliorare la qualità per offrire prodotti migliori è l’obiettivo che molti si propongono di raggiungere.

In Sicilia sono ottantatré le aziende coinvolte nell’ultimo piano formativo della società Civita di Catania che ha messo insieme diverse realtà imprenditoriali dei “due angoli della Sicilia”, il Nord-Ovest e il Sud-Est dell’isola, con le province di Trapani e Ragusa, caratterizzate dalla forte presenza delle filiere del vitivinicolo da un lato e dell’orticolo dall’altro, tipiche anche per l’estrazione e la lavorazione dei materiali lapidei, la pesca e il settore lattiero-caseario.

La responsabile “Civita” Nanda D’amore in un convegno dedicato a questo settore ha spiegato che si vuole raccontare di imprese che hanno raggiunto “l’eccellenza attraverso le loro storie di famiglia e di evoluzione nel tempo e nel territorio simbolo di una Sicilia che non si arrende alla crisi ed è sempre più competitiva”. A tal proposito, nasce il piano formativo “l’economia dei due angoli”, interamente finanziato da Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale di Confindustria Cgil, Cisl e Uil, che si è ispirato alla ricerca della fondazione Res”.

La ricerca ha focalizzato l’attenzione sulle due aree che hanno ereditato dalla storia e capitalizzato nel tempo, un saper fare che ha pochi eguali, a cui però si è aggiunta un’importante capacità di “innovazione”. Per la loro eccellenza sono tre le aziende, Colle d’oro e Fonte verde di Ispica (settore orticolo), Pan Dittaino di Enna (settore cerealicolo) e Nino Castiglione di Trapani (settore pesca), a cui sono  dedicate le monografie, realizzate da tre ricercatrici catanesi del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Catania. Giuseppe Barone, direttore Dipartimento Scienze politiche, ha commentato: “Tre imprese che rappresentano l’eccellenza nel panorama dell’economia siciliana; tre storie che raccontano le vicende di tre generazioni di imprenditori che partendo dal territorio e dalla piccola impresa hanno costruito nel tempo realtà leader che hanno saputo coniugare tradizione e modernità, un esempio da imitare”. Si spinge sulla possibilità “di far leva sulla tradizione millenaria che caratterizza l’economia siciliana e portarla nei mercati nuovi ed emergenti, disponibili a pagare un prodotto di qualità, sano e differenziato – ha detto Biagio Pecorino, ordinario di Economia Agroalimentare, Di3A – per fare questo le aziende hanno bisogno di capitale umano e di attività di formazione che migliori l’esperienza del personale e che consenta di essere preparati e proiettarsi di ai nuovi mercati”.

Il successo delle aziende è simbolo di crescita in Sicilia per Antonella Rizza di Civita srl, “che hanno accolto con grande diponibilità il fare formazione soprattutto in settori innovativi, come la comunicazione, il lavorare in gruppo, migliorare le competenze linguistiche, e noi abbiamo riscontrato una voglia e una necessità di migliorare formare al meglio i propri dipendenti”.
 

 
Un piano formativo che ha coinvolto 920 lavoratori
 
L’obiettivo del piano, che ha coinvolto 920 lavoratori (723 uomini e 197 donne) con un forte percentuale (655) di under 45 di età, è quello di accrescere la competitività delle imprese, aumentando le competenze per poter affrontare con successo la sfida della globalizzazione, rafforzando i punti di forza di cui le aziende dispongono. Il piano “Economia dei due angoli” segue a “Prometeo”, dedicato a 74 aziende del comprensorio Taormina- Etna del settore prevalentemente turistico-alberghiero e a “Baroque”, che ha raccontato la storia di 102 aziende della filiera agro-alimentare seguendo la linea ideale del barocco nelle tre province Catania, Siracusa e Ragusa. Ciò che importa di più è quello di supportare le aziende mantenendo integra la tradizione siciliana, mantenere i toni dell’eccellenza. Eccellenza è innovazione nella tradizione che caratterizza l’economia Sicilia per estenderla a livello internazionale. Le aziende devono potere arrivare ai mercati esteri privilegiando la qualità. La crisi deve essere uno stimolo per crescere creando nuova brillantezza.

Articolo pubblicato il 05 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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