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Sofferenze bancarie: il 50% del totale in Lombardia, Lazio, Sicilia e Campania
di Serena Giovanna Grasso

Secondo il quinto rapporto Unirec, nel 2014 il valore complessivo degli insoluti è stato di 183,7 mld, di cui il 6% in Sicilia. 27 miliardi in più rispetto al 2013 quando la somma ha raggiunto i 155,8 miliardi di euro

Tags: Banca, Unirec, Credito



PALERMO – A dispetto di quanti affermano che la ripresa economica sia iniziata, i dati smentiscono tali ottimismi. Tra questi ultimi ritroviamo il centro studi Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) che, all’interno del quinto rapporto “Servizi a tutela del credito” redatto in collaborazione con Il Sole 24 Ore, evidenzia l’andamento negativo registrato nel 2014 da tutti gli indicatori economici, ossia prodotto interno lordo, tasso di disoccupazione, consumi, tasso di inflazione e andamento del credito. Qualche debole segnale di ripresa è stato registrato solo a fine 2014, ma non determinante al punto da riscattare la situazione negativa vissuta durante tutto il corso dell’anno.

A proposito di indicatori altamente negativi non possiamo evitare di considerare il tasso di sofferenze bancarie, ovvero quei crediti bancari la cui riscossione non è certa per le banche e gli intermediari finanziari che hanno erogato i finanziamenti, poiché i soggetti debitori si trovano in stato d’insolvenza, anche non accertato giudizialmente, o in situazioni equiparabili.

Proprio nel 2014, il valore dei crediti in sofferenza è cresciuto del 17,9% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti sono passati da 155,8 miliardi di euro del 2013 ai 183,7 miliardi del 2014, ossia 27,9 miliardi di euro in più. Badando all’effettivo numero, si parla di 1,2 milioni di pratiche creditizie la cui riscossione è incerta.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di pratiche dal valore abbastanza modico: infatti, il 61,7% dei crediti in sofferenza si riferisce a prestiti di importo compreso tra i 250 e i 30 mila euro (pari complessivamente a 6,4 miliardi di euro); perlopiù riconducibili a famiglie e piccole imprese, testimonianza del fatto che la crisi colpisce indiscriminatamente tutti.

Mentre un numero assai più contenuto di sofferenze (4,3% del totale) si riferisce a prestiti di importo superiore ai 500 mila euro (pari complessivamente a 120 miliardi di euro), sicuramente riconducibili alle attività di carattere imprenditoriale.

Come in ogni contesto critico, anche qui non poteva mancare la posizione di pole position rivestita dalla nostra Sicilia. Infatti, quasi il 50% del numero di sofferenze si concentra in quattro regioni: Lombardia (15,3%), Lazio (11,3%), Sicilia (11%) e Campania (10,3%). Mentre le altre sedici regioni si spartiscono il restante 50% del numero di sofferenze. In particolar modo, una quota assai contenuta di sofferenze è riscontrabile oltre che al Settentrione anche in Sardegna (2,7%).

Mentre per quel che riguarda il valore delle sofferenze, in Sicilia si rilevano importi pari al 6% delle sofferenze totali rilevate a livello nazionale. Si tratta dunque di un tasso più contenuto rispetto a quello del numero (se ne discosta di cinque punti percentuali), segno che i crediti da saldare agli istituti di credito sono abbastanza bassi, così da presumere che nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie in “sofferenza”.

Anche in riferimento agli importi, la Lombardia si conferma al primo posto con il 21% del valore delle sofferenze. Mentre nel Lazio si concentra il 13% degli importi in sofferenza, cui seguono di pari passo Veneto ed Emilia Romagna (9%). Al fine di rendere maggiormente agevole la fruizione dei dati regionali relativi al numero e agli importi delle sofferenze bancarie, pubblichiamo a corredo dell’articolo una tabella di sintesi.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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