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Quotidiano di Sicilia

Formazione ritardataria ora arrivano i finanziamenti
di Michele Giuliano

Si sblocca l’ultima consistente tranche per i corsi in via di chiusura: in arrivo 150 decreti. Manovra da 37 mln sbloccata in ritardo per le difficoltà economiche della Regione

Tags: Formazione, Avviso 20, Lavoro



PALERMO - Capisci che la formazione professionale siciliana sia malata da una condizione su tutte: la mancata programmazione. Non può essere considerata altrimenti il mancato stanziamento di quasi un terzo dei fondi solo per ciò che concerne la terza annualità dell’ex Avviso 20.

In pratica, soltanto in questi giorni sono usciti all’incirca 150 decreti pari al finanziamento di altrettanti progetti presentati e regolarmente approvati a suo tempo dalla Regione.
Complessivamente le risorse liberate dall’assessorato regionale all’Istruzione e Formazione professionale si aggirano intorno ai 120 milioni di euro.

Finalmente si sblocca la vicenda che teneva col fiato sospeso migliaia di lavoratori che attendono le retribuzioni ferme da mesi. Ritardi su ritardi che hanno visto protagonisti l’esecutivo regionale ed il governo nazionale, accusato a sua volta di non avere stanziato queste risorse. Manovra che è stata resa possibile a distanza di un mese dalla richiesta di variazione di bilancio effettuata dall’assessorato, resa operativa dal bilancio del dipartimento Formazione professionale.
È la boccata d’ossigeno che tutto il comparto attendeva, ma tanto bisognerà ancora fare per rimettere nella carreggiata della normalità il sistema formativo regionale.

Questa situazione, c’è da dire, è figlia degli errori del passato della classe politica siciliana, ma anche quella del presente che parla di riforme che però puntualmente si affossano quando si tratta di toccare gli interessi di grandi masse di voto, quali possono essere gli 8 mila dipendenti dei vari enti di formazione.

Oggi questa formazione è diventata intoccabile proprio per effetto dei disastri normativi del passato. A cominciare dal contratto collettivo nazionale di lavoro che contempla “la salvaguardia occupazionale attraverso la mobilità del personale dipendente all’interno del Sistema Regionale della Formazione Professionale”. Istituto che dovrebbe essere attuato attraverso l’istituzione di tavoli trilaterali regionali anche tra istituzioni formative degli Enti ed istituzioni formative della Regione e degli enti delegati, anche mediante accordi.
Ci sono poi le Leggi regionali numero 24/76 e 25 del 1993, che sostanzialmente dicono che “al personale iscritto all’albo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria”.

I licenziamenti che quindi sono arrivati in questi mesi sono illegittimi? Sino ad oggi si contano all’incirca 4 mila licenziamenti, ma potrebbero presto salire vertiginosamente e il motivo lo spiega Giuseppe Raimondi, segretario regionale della Uil Scuola Sicilia: “Già a fine giugno, in assenza di un nuovo Piano per l’Offerta formativa, gli enti attiveranno le procedure di licenziamento. In mezzo alla strada finiranno almeno 6 mila persone. Una situazione inaccettabile, più volte denunciata dalla Uil Sicilia e che il Governo regionale sino ad ora non ha ascoltato”.
 

 
Tanti enti a cui è stato ritirato l’accreditamento
 
Non ci sono solo i lavoratori licenziati da tenere a bada che rivendicano il diritto alla garanzia occupazionale, bisogna fare i conti anche con gli enti formativi a cui è stato ritirato l’accreditamento e che oggi hanno dalla loro parte una sentenza del Tar, o altri ancora a cui i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte della Regione per l’anno formativo in corso li ha costretti a chiudere la baracca. “Enti virtuosi hanno dovuto chiudere i battenti – ha denunciato nei giorni scorsi aggiunge il capogruppo all’Ars i Forza Italia Marco Falcone – e personale specializzato è stato licenziato, famiglie sono state gettate da un giorno all’altro sul lastrico. Tutto questo non può rimanere impunito, serve chiarezza”. Sono 22 gli enti della formazione professionale in Sicilia che negli ultimi due anni hanno visto revocare l’accreditamento con la Regione Siciliana ed hanno, di conseguenza, proceduto al licenziamento dei dipendenti. Enti che occupano migliaia di lavoratori e il cui futuro è ancora incerto. Attenzione poi alla class action intentata a livello regionale contro la Regione per i licenziamenti dei lavoratori: già in 200 hanno aderito.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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