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Modifiche al Durc in vigore dall’1 luglio
di Emiliano Zappalà

Il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali apporta semplificazioni al Documento unico di regolarità contributiva. Previa procedura online, è possibile ottenere una certificazione digitale in pdf valida 120 giorni

Tags: Durc, Impresa



ROMA - Sono finalmente in vigore le modifiche che riguardano il Documento unico di regolarità contributiva (Durc). È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 125 dell’1 giugno 2015 il decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali con le semplificazioni, ormai pronte da tempo, che lo riguardano.

Il decreto del Ministero del Lavoro, quindi, non ha fatto altro che ufficializzare quanto era già stato reso noto nei giorni precedenti. Dal primo luglio 2015 sarà quindi sufficiente un click per ottenere il documento in tempo reale.

Grazie alle nuove disposizioni, operative a partire dal trentesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta, basterà infatti completare la procedura online per ottenere una certificazione di regolarità contributiva che avrà una validità di 120 giorni e potrà essere utilizzata per ogni finalità richiesta dalla legge, senza bisogno di richiederne ogni volta una nuova.

In questo modo il soggetto richiedente, dopo aver ottenuto esito positivo per quanto riguarda la verifica di regolarità, otterrà un documento in formato pdf, non modificabile, che presenta tutti i requisiti fondamentali. Tra questi: la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il codice fiscale del soggetto nei cui confronti è effettuata la verifica; l’iscrizione all’Inps, all’Inail e, ove previsto, alle Casse edili; la dichiarazione di regolarità; il numero identificativo, la data di effettuazione della verifica e quella di scadenza di validità del Documento.

Il documento in questione sostituirà ad ogni effetto il Durc, previsto per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, ma anche nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici e nei lavori privati dell’edilizia; o per il rilascio dell’attestazione Soa.

Ad essere abilitati alla nuova procedura per la verifica contributiva on line sono principalmente i soggetti già individuati da un decreto del Presidente della Repubblica, il n. 2075 dell’ottobre 2010; le amministrazioni pubbliche concedenti; le amministrazioni pubbliche procedenti; l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse; le banche o gli intermediari finanziari, previa delega da parte del soggetto titolare del credito.

Le nuove dinamiche rendono la vita molto più facile per le imprese italiane. Fino ad oggi, per esempio, una impresa regolare sotto il profilo contributivo sapeva di dover attendere anche un mese per ottenere un certificato che dimostrasse la regolarità della propria posizione, attraverso una procedura talvolta complessa che, non a caso, veniva spesso delegata ad intermediari. Da luglio invece le imprese potranno accedere all’archivio degli Istituti e delle Casse edili per ottenere un Durc in formato digitale che potranno poi stampare direttamente in azienda. Inoltre, nel caso in cui dovessero essere riscontrate carenze contributive, entro 72 ore potranno essere comunicate all’interessato le cause dell’irregolarità e saranno poi sufficienti pochissimi giorni per regolarizzare la propria posizione ed ottenere il certificato.

Tutto questo dovrebbe garantire quindi maggiore efficienza e rapidità.



Vantaggi economici. Risparmi per P.a. e imprese, pari a 80 mln e 25 mln €
 
Le nuove procedure di rilascio del Durc costituiscono un importante passo avanti verso la modernizzazione dei rapporti con i cittadini e le imprese, nel segno dell’efficienza e del risparmio. Esse consentono infatti di limitare gli sprechi sia alle Amministrazioni e ai soggetti tenuti al rilascio del Durc sia alle imprese. Le prime saranno infatti avvantaggiate dalla verifica della regolarità delle imprese appaltatrici, che adesso sarà possibile in tempi brevissimi, con forti risparmi sull’utilizzo del personale adibito a tale attività e ai tempi di gestione degli appalti e dei pagamenti. Per Inps, Inail e Casse edili i risparmi derivano invece dal minore utilizzo del personale adibito alla verifica della regolarità contributiva. E infine per le aziende il vantaggio è legato sia al tempo speso dal proprio personale nelle pratiche di rilascio del documento, che potranno essere svolte anche senza l’ausilio di intermediari, sia alla maggiore speditezza dell’amministrazione.
Per le Pubbliche amministrazioni si parla dunque di un risparmio di oltre 80 milioni di euro.
Mentre per le imprese, considerando i costi medi del personale addetto o degli intermediari, i risparmi possono superare anche i 25 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 09 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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