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Quotidiano di Sicilia

Recupero crediti, una pratica ogni sette proviene dalla Sicilia
di Serena Giovanna Grasso

Quinto rapporto Unirec: al di qua dello Stretto 5,6 mln di insoluti dal valore di 7,9 mld di € affidati alle agenzie atte al recupero. Il 50% dei crediti affidati è riconducibile all’Isola (14%), Campania (12%), Lombardia (12%) e Lazio (11%)

Tags: Credito, Recupero Crediti, Unirec



PALERMO – Dopo esserci occupati lo scorso 6 giugno dei crediti in sofferenza all’interno dell’articolo “Sofferenze bancarie: il 50% del totale in Lombardia, Lazio, Sicilia e Campania”, torniamo a parlare di crisi, concentrandoci stavolta sulle somme di denaro affidate per il recupero alle imprese di settore. Medesima è la fonte di cui ci avvarremo, ossia il quinto rapporto “Servizi a tutela del credito” curato dal Centro studi Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) in collaborazione con Il Sole 24 ore.

Ribadiamo ancora i concetti espressi nelle precedente sede. Il periodo critico non si è ancora esaurito, ne sono segno i 40 milioni di pratiche affidate lo scorso 2014 alle imprese di recupero crediti, 1,7 milioni in più rispetto all’anno precedente (+4%); ma anche il minor numero di pratiche recuperate (16,8 milioni, ossia 213 mila in meno). Assieme al numero di pratiche, sono letteralmente lievitati gli importi da esigere, passati dai 48,6 miliardi di euro del 2013 ai 56,2 miliardi di euro del 2014 (+7,6 miliardi di euro, in termini percentuali +16%).

Se questo è il quadro sintetico che si prefigura a livello nazionale, in ambito regionale continuiamo a replicare la stessa prospettiva tracciata quando ci siamo occupati dei crediti in sofferenza. Troviamo ancora una volta protagonista di questo poco invidiabile primato la nostra Isola: infatti, proprio dalla Sicilia proviene la quota più consistente di pratiche non riscosse (5.624.000), il 14% del totale, vale a dire che una pratica ogni sette è siciliana. Come se ciò non fosse già sufficiente, aggiungiamo il fatto che l’Isola è una delle regioni in cui è minore il numero di pratiche recuperate: per la precisione, risiede in quint’ultima posizione con 2.267.000 pratiche recuperate nel 2014, corrispondenti al 40,3% del totale, oltre un punto percentuale meno rispetto alla media nazionale (41,4%). Fanno peggio solo la Valle d’Aosta (36,6%) Campania (37,9%), Emilia Romagna (38,2%) e Marche (39,9%).

Delineando un quadro più completo ed articolato, rileviamo come la Sicilia sia una delle quattro regioni in cui si concentra il 50% delle pratiche affidate alle imprese di recupero crediti: in ordine, ritroviamo la Campania con 4.984.000 pratiche (12%); la Lombardia con 4.926.000 pratiche (12%) e il Lazio con 4.550.000 pratiche (11%).

A differenza dei crediti bancari in sofferenza, in quest’ambito rileviamo una composizione abbastanza eterogenea e variegata in cui regioni settentrionali e meridionali si alternano; non quello spaccato netto e preciso cui siamo abituati, con le regioni meridionali costantemente in negativo e le settentrionali dall’altra parte della classifica.

Se finora abbiamo parlato di numero di pratiche, spostiamo adesso la nostra attenzione sugli importi. Neppure in questo caso c’è da stare tranquilli. In questo caso la Sicilia scivola in seconda posizione per un valore pari 7.912.000.000 euro, ovvero corrispondente al 14% del valore complessivo. L’Isola è scalzata dalla Lombardia, con le sue pratiche dal valore di 8.434.000.000 euro (15% del valore totale). Mentre per quel che inerisce gli importi recuperati, in Sicilia si parla solo di 1.402.000.000 euro, appena il 17,7% del totale.
I dati della crisi parlano chiaro, ancora è troppo prematuro parlare di ripresa, in particolar modo per noi siciliani.

Articolo pubblicato il 10 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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