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Grecia, nessun progresso. Accordo ancora lontano
di Redazione

Lo riferisce il Fondo Monetario Internazionale: “Pretese insostenibili”

Tags: Grecia, Fmi



Doccia fredda dal Fondo monetario internazionale sulla Grecia: “permangono delle distanze su molti aspetti chiave e non c’è stato alcun progresso per chiuderle: siamo ben lontani da un accordo”. Lo ha affermato il direttore delle comunicazioni, Gerry Rice durante l’incontro mensile con la stampa.

Come ha più volte detto la direttrice Christine Lagarde, “il Fmi non abbandona mai i tavoli e restiamo pienamente impegnati e pronti a riprendere i negoziati. Ma in questo momento le discussioni tecniche si sono fermate - ha avvertito - e la nostra squadra è rientrata a Washington da Bruxelles”.

“Ci risulta che le autorità greche stanno discutendo a livello politico e che stanno preparando alcune nuove proposte. La palla è nel loro campo. Siamo pronti a riprendere le trattative ma al momento - ha aggiunto Rice - non ci sono date previste”.

Non è stato dunque sufficiente a rasserenare gli animi la notizia che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il premier della Grecia Alexis Tsipras hanno “ristabilito le relazioni personali”, così come è stato riferito nella giornata di ieri dal portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, parlando dell’incontro avuto ieri dai due, a margine del vertice tra Paesi dell’Ue e dell’America Latina. Il loro “breve incontro”, tuttavia, non avrebbe sortito gli effetti sperati, a quanto pare.

Rice ha parlato di pretese “insostenibili” su pensioni e tasse: “In Grecia pensioni e salari rappresentano il 18 per cento della spesa primaria. Non è possibile raggiungere gli obiettivi di bilancio di medio termine senza una riforma delle pensioni. E tutti riconoscono che lo schema pensionistico greco è insostenibile”.

Il sistema pensionistico ellenico riceve trasferimenti annui pari al 10 per cento del Pil dallo Stato, a fronte di una media europea del 2,5 per cento. La pensione media greca è allo stesso livello che in Germania, ma si va in pensione sei anni prima e il Pil procapite - ha insistito l'esponente del Fmi - è la metà di quello tedesco". Rice ha voluto porre enfasi sul fatto fatto che le proposte di riforma del sistema pensionistico elaborate da Ue e Fmi avrebbero tutelato le pensioni delle fasce più vulnerabili.

E sulle tasse stessa storia. “La politica di aumentare aliquote già alte non è sostenibile. Quindi è cruciale allargare il prelievo e fin dall'inizio Fmi ha spinto per la riforma dell’Iva.

“La Grecia - ha detto Rice - ha uno dei maggiori gap nell'Ue su raccolta dell’Iva rispetto a quanto dovrebbe incassare. Ha una strutturazione molto complessa di questa imposta e secondo il Fmi andrebbe rivista per ottenere entrate supplementari pari ad 1 punto di Pil”.

Articolo pubblicato il 12 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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