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"Relocation" migranti, prove generali di dialogo
di Redazione

Intanto a Ventimiglia l’operazione di sgombero al valico di frontiera

Tags: Relocation, Migranti, Immigrazione, Angelino Alfano



LUSSEMBURGO - Si sono svolti in “un buon clima” e hanno avuto “risultati positivi e in alcuni casi significative aperture”, secondo il ministro dell’Interno Angelino Alfano, la sua riunione a quattro di ieri mattina, a Lussemburgo, con i ministri dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, e tedesco, Thomas De Mazière, e il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, e il successivo Consiglio Affari interni dell’Ue dedicato alla discussione dell’Agenda su immigrazione e asilo presentata il mese scorso dalla Commissione europea. Il ministro italiano lo ha detto ai giornalisti durante un punto stampa congiunto con De Mazière e Cazeneuve, in una pausa della riunione del Consiglio.

“Abbiamo giudicato come un primo passo importante - ha detto Alfano - l’agenda della Commissione sull’immigrazione, sia per quello che io chiamo la rottura del ‘muro di Dublino’ (perché si rimette in discussione il principio cardine del regolmento di Dublino, secondo cui i richiedenti asilo devono restare nel paese di primo approdo, ndr), che per il meccanismo dei rimpatri” dei migranti economici irregolari.

“Abbiamo ottenuto - ha proseguito il ministro - cose positive: tempi certi per la chiusura del meccanismo di riallocazione dei profughi (la “relocation”); un sistema di rimpatri che deve essere sempre europeo, perché è più efficace; non escludiamo missioni congiunte in Africa per farci dare una mano” nei paesi di origine. “Sui numeri (dei rifugiati da ricollocare, ndr) occorre ancora discutere, e di sicuro lo faremo - ha continuato Alfano - con i capi Stato e di governo”, che si vedono al vertice Ue del 25 e 26 giugno a Bruxelles.

Il ministro ha aggiunto poi una frase che probabilmente aveva concordato con i colleghi francese e tedesco, che ne ne avevano parlato molto in precedenza: “L’efficacia del sistema - ha detto - dipende da come si gestiscono gli ‘hot spot’”, centri d’identificazione in cui separare i rifugiati da chi emigra per ragioni economiche, che va rimpatriato. Gli ‘hot spot’ funzioneranno bene se ci sarà un meccamismo di rimpatri che funziona, altrimenti salta il sistema”. (Segue)

Mentre l’Unione europea dibatte sul diritto di libera circolazione dei cittadini e sulla gestione del drammatico flusso migratorio degli ultimi mesi, quella di ieri è stata una giornata rovente a Ventimiglia dove la Polizia è stata impegnata in un’operazione di sgombero al valico di frontiera di Ponte San Ludovico. Due migranti sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di aver opposto resistenza.
Secondo fonti investigative, durante le concitate operazioni di sgombero i due avrebbero causato delle lievi contusioni a due agenti di polizia.

I due migranti, che non sono stati ancora identificati perché sprovvisti di documenti ma dai primi accertamenti sarebbero di nazionalità eritrea, sono stati trasferiti negli uffici della questura di Imperia in attesa della convalida dell’arresto.

Articolo pubblicato il 17 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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