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Acqua potabile, le linee guida per gli apparecchi depurativi
di Michele Giuliano

Il ministero della Salute, in riferimento al decreto 25/2012, ha pubblicato nuove direttive nel settore idrico. In caso di restrizioni d’uso il gestore e l’autorità sono tenuti al ripristino della qualità

Tags: Acqua Potabile



ROMA - Depuratori, caraffe, impianti di vario tipo in circolazione di qualsiasi marca e modello. C’è un variegato mondo che ruota attorno alla depurazione delle acque. Ma tutto ciò che circola in commercio è sicuro? Il ministero della Salute ha pubblicato le linee guida sulle apparecchiature per il trattamento dell’acqua destinata al consumo umano. A renderlo noto è Aqua Italia, l’associazione costruttori impianti per il trattamento delle acque primarie, che parla di “un documento chiaro e esaustivo nelle mani del consumatore finale che potrà in questo trovare informazioni utili per la valutazione dell’eventuale adozione delle apparecchiature”.

Le linee guida sono state redatte anche con l’aiuto di esperti delegati di Aqua: “Sono funzionali – sottolinea Aqua - ad offrire al consumatore strumenti e indicazioni a supporto di una scelta basata sulle prestazioni qualitative e quantitative dell’apparecchiatura, sconsigliando scelte non sorrette da tecnologie di provata efficacia e dimostrati e documentati effetti. Particolare importanza è anche dedicata all’informazione al consumatore relativamente alla corretta collocazione, installazione, gestione e manutenzione delle apparecchiature secondo le istruzioni previste dalla legislazione vigente”.

Obiettivo ultimo delle linee guida sarà anche quello di armonizzare la sorveglianza nel settore per isolare eventuali pratiche commerciali scorrette. Il riferimento è in particolare alla qualità dei contenuti informativi e pubblicitari in adempimento agli obblighi previsti dal decreto ministeriale numero 25/2012, con particolare riguardo ai dettami del Codice del Consumo. Queste linee guida anzitutto aiutano il consumatore a scegliere i dispositivi di trattamento come le caraffe filtranti.

Le acque distribuite nel territorio italiano e siciliano, secondo quanto attesta il ministero, sono di qualità adeguate per il consumo umano e non necessitano di norma di alcun trattamento domestico finalizzato alla potabilizzazione o alla mitigazione di potenziali rischi di carattere sanitario.
 
Anche laddove, per specifiche e circoscritte circostanze vigessero particolari restrizioni d’uso delle acque, accompagnate in ogni caso da rigorose procedure di gestione di rischio e debita informazione ai sensi della legislazione vigente (DL.vo 31/2001 e s.m.i.), il gestore idrico e le autorità preposte sono tenute a ripristinare prontamente la qualità delle acque e, nel periodo necessario, fornire ai consumatori interessati, mediante approvvigionamenti alternativi, adeguate quantità di acque idonee per il consumo umano.

Il consiglio essenziale è comunque quello che di garantire l’adeguata manutenzione di tutte le tecnologie utilizzate per il trattamento delle acque. Alcune tecnologie (es. la filtrazione su mezzi attivi) richiedono una periodica sostituzione di materiali di consumo relativamente poco onerosa e, in alcuni casi, praticabile dall’utente.
 
Tecnologie più complesse quali quelle basate su filtrazione su membrana richiedono operazioni manutentive per le quali è necessario l’intervento da parte di tecnici specializzati e quindi è fortemente raccomandato un servizio di assistenza in contratto da parte di operatori e persone competenti.
 

 
Depuratori sempre più diffusi in Italia, ma attenzione all’utilizzo
 
L’applicazione dei criteri raccomandati nel documento può consentire l’elaborazione da parte degli operatori del mercato di contenuti informativi esaustivi e fruibili, e rafforzare e armonizzare le azioni di sorveglianza, anche per isolare eventuali pratiche commerciali scorrette nel settore. A questo proposito, Aqua Italia ricorda anche che la prestazione di ogni apparecchiatura deve attenersi agli attuali requisiti di legge, di conseguenza, le apparecchiature che non offrono tali prestazioni possono costituire un’inadempienza agli obblighi di informazione ai danni del consumatore.
Aqua Italia ricorda che le apparecchiature per il trattamento acqua sono sempre più diffuse tra gli italiani che dichiarano di bere sempre o quasi sempre acqua del rubinetto; infatti circa un terzo, vale a dire il 28,4 per cento di questi ha almeno un apparecchio per l’affinaggio dell’acqua, il più amato è la caraffa filtrante (13,1 per cento) seguito da apparecchiature con filtro per il cloro (9,1 per cento) e sistemi a osmosi inversa (3,7 per cento). Apparecchi quindi che sono sempre più diffusi ma che proprio per questo si rischia di perderne il controllo.

Articolo pubblicato il 17 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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