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Messina - Estate e turisti in arrivo, ma la città è nel degrado
di Lina Bruno

L’Amministrazione comunale ripone speranze di cambiamento nella fusione tra Amam e Messinambiente. Complici la carente raccolta dei rifiuti e il mancato spazzamento in alcune strade

Tags: Messina, Turismo



MESSINA - Uno stato di estremo degrado. La città non riesce a cambiare volto e le ultime speranze per un salto di qualità nel servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’Amministrazione comunale le ripone nella fusione, ormai prossima, tra Amam e Messinambiente, prima tappa del traguardo più a lungo termine della Multiservizi. Il primo passaggio verso il sodalizio è l’elezione di Leonardo Termini, commercialista, esperto a titolo gratuito del Comune, a presidente del Cda dell’Azienda meridionale acque.
 
Malumori per questa scelta emergono dalle fila del movimento del sindaco, Cmdb, mentre molti componenti del Civico Consesso non ritengono opportuna la stessa fusione. Giuseppe Santalco, area Pd, parla di “possibili anomalie amministrative perché il previsto affidamento in house della gestione dei rifiuti potrebbe contrastare con la disciplina delle concessioni e degli appalti pubblici a cui è soggetto il gestore del servizio idrico”.

Intanto però la città continua ad essere sporca come denunciano cittadini e consiglieri circoscrizionali che sottolineano come specie i villaggi collinari e quelli costieri, affollati nel periodo estivo da turisti e vacanzieri del fine settimana, siano invasi da rifiuti e offrano di sé uno spettacolo indecoroso e mortificante.

“Di una situazione particolarmente incresciosa che si è venuta a creare negli ultimi giorni” parla Orazio Laganà, presidente del sesto quartiere che ricorda come il mancato svuotamento dei cassonetti abbia creato, nei villaggi della zona nord, delle vere e proprie mini discariche in mezzo alle strade.

“Una tale situazione - dice Laganà - comporta problemi alla viabilità ma anche disagi dal punto di vista igienico sanitario e rischi per la salute pubblica”.

Sulla questione era intervenuta nei giorni scorsi con una nota rivolta al sindaco Renato Accorinti anche la presidente del Consiglio Comunale Emilia Barrile che denunciava oltre la carente raccolta dei rifiuti solidi urbani e il mancato spazzamento in alcune strade anche la scarsa manutenzione dell’arredo urbano. Ingombranti abbandonati in realtà fanno bella mostra di se nelle periferie come in zone centralissime della città e non servono i ripetuti solleciti fatti agli uffici di Messinambiente.

In alcuni casi solo dopo l’intervento dell’assessore all’Ambiente Danuele Ialacqua, che ha inviato agli addetti dell’azienda le foto che gli erano pervenute da utenti che segnalano il grave disservizio, si è avuto qualche risultato.

La presidente nella sua nota in particolare faceva riferimento “al cumulo di rifiuti e sterpaglie rimasto per oltre venti giorni sui marciapiedi che costeggiano la cittadella fieristica di viale della Libertà, tanto che i pedoni - diceva - sono costretti a percorrere la carreggiata con il rischio di essere travolti dalle auto che percorrono quella strada a velocità sostenuta. Da tale situazione viene da pensare se il servizio della raccolta differenziata, dove vengono impiegate consistenti risorse umane di Messinambiente, sia privilegiato rispetto a quello di spazzamento delle vie cittadine che deve rimanere tra i primari servizi pubblici da svolgere”.

Dei 522 dipendenti, 160 si occupano di spazzamento, 119 di raccolta e 132, la maggior parte non idonei a servizi operativi, sono collocati nelle isole ecologiche.

Da Messinambiente fanno sapere con un comunicato che il mancato svuotamento dei cassonetti è legato al rallentamento delle operazioni di scarico a Motta Santa Anastasia per i ritardati pagamenti alla società Oikos da parte del comune di Messina. Alcune criticità sullo spazzamento sarebbero determinati poi dalla scarsa disponibilità di macchine spazzatrici.

Delle 10 in dotazione si è passati due anni fa a tre e oggi soltanto una è disponibile. “Una tipologia di mezzo difficilmente recuperabile da altre aziende pubbliche ed altrettanto difficile da acquistare, visti i costi, per un’azienda in liquidazione”.

Articolo pubblicato il 18 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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