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Ue: sì a ricollocazione di 40 mila migranti
di Redazione

Via libera dei ministri degli Esteri anche alla missione navale antitrafficanti

Tags: Relocation, Migranti, Immigrazione, Unione Europea



LUSSEMBURGO - I ministri degli Esteri dell’Unione Europea riuniti a Lussemburgo hanno dato il via libera all’operazione navale contro i trafficanti di essere umani nel Mediterraneo. Obiettivo della missione ‘Eunavfor Med’, si legge in una nota del Consiglio, è di “identificare, catturare e neutralizzare le imbarcazioni e di rendere disponibili gli strumenti usati o sospettati di essere usati” dagli scafisti.

“L’Ue - ha commentato da Lussemburgo l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini - non ha mai preso così seriamente il tema dell’immigrazione come sta facendo adesso. Con questa operazione, colpiamo il business model di quelli che beneficiano della miseria dei migranti. Ma questa è solo parte di una strategia più ampia, che comprende la cooperazione con i nostri partner in Africa, in particolare nella regione del Sahel, ed il lavoro con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e l’Unhcr”.

Come Ue, ha proseguito la Mogherini, “siamo determinati a contribuire a salvare vite, a smantellare le reti dei trafficanti di essere umani e ad affrontare la cause profonde della migrazione”.

Il quartier generale dell’operazione ‘Eunavfor Med’, guidata dall’ammiraglio Credendino, sarà a Roma, nella sede del Comando operativo interforze. Il presidente del Comitato militare dell’Ue, il generale Patrick de Rousiers, ha spiegato che la prima fase della missione avverrà fuori dalle acque territoriali libiche.

All’operazione - il cui costo è stimato in 11,82 miliardi di euro solo per la fase iniziale di due mesi e che per ora ha un mandato di un anno - dovrebbero partecipare 12 Paesi Ue e circa un migliaio di uomini. La prima fase, il cui inizio è previsto “nei prossimi giorni”, secondo quanto annunciato dalla Mogherini, prevede sorveglianza e raccolta di informazioni sulle reti criminali, con l’obiettivo - e questo rientra nella seconda e terza fase - di sequestrare e neutralizzare i barconi usati dagli scafisti anche in acque territoriali libiche, oltre che di arrestare i trafficanti. Ma per questo sarà necessaria una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che dovrà circoscrivere i limiti del mandato della missione, ed il consenso degli Stati interessati, quindi la Libia.

Sul fronte della cronaca, ieri si è registrata una sparatoria davanti alle coste libiche, dove un gommone con a bordo decine di profughi, in viaggio verso la Sicilia, è stato colpito da diversi spari provenienti da una motovedetta, sembra libica. Il bilancio provvisorio è di un immigrato morto e un altro ferito.

A indagare sull’episodio è la Procura di Agrigento ma l’indagine potrebbe passare ai magistrati di Ragusa, dice all’Adnkronos il procuratore capo Renato Di Natale. “Il reato contestato - spiega - è di omicidio e di tentato omicidio ma dobbiamo ancora capire i contorni della vicenda”. Il migrante ferito è stato trasferito in elisoccorso a Lampedusa. Mentre i superstiti, come conferma Di Natale, “sono stati trasbordati su una nave militare italiana e con ogni probabilità verranno trasferiti al porto di Pozzallo. A quel punto l’indagine passerebbe alla Procura di competenza che è Ragusa”.

Articolo pubblicato il 23 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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