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Quotidiano di Sicilia

"Cura dimagrante" per gli enti locali, era ora
di Raffaella Pessina

Approvato ddl che taglia duemila poltrone nelle giunte e consigli comunali. Bocciato emendamento M5S sul gettone unico giornaliero

Tags: Ars, Enti Locali, Regione Siciliana



PALERMO - La seduta di ieri all’Assemblea regionale siciliana è stata dedicata alla memoria di Lino Leanza.
Il presidente Giovanni Ardizzone ha aperto i lavori con una commemorazione del deputato, fondatore e leader di Sicilia democratica, scomparso il mese scorso dopo un’emorragia cerebrale e che nel corso della sua lunga carriera politica ha ricoperto la carica di presidente della Regione, quando Raffaele Lombardo si dimise.

L’Aula ha tenuto in memoria di Leanza un minuto di silenzio e ha quindi preso la parola il presidente della commissione Affari istituzionali, Antonello Cracolici, del Pd, per rendere omaggio al collega defunto. Un ricordo appassionato di un amico più che di un collega, ha detto Cracolici, che ha voluto affidare alla carta le sue parole, come è abituato a fare nelle occasioni importanti. Alla fine della sua commemorazione Cracolici ha detto che la vita di Lino Leanza è stata troppo breve per tutto quello che avrebbe potuto fare. Al termine, un accorato applauso.

È seguito l’intervento di Nello Musumeci, che ha sottolineato come sia difficile ricordare un collega che ha lavorato fianco a fianco, anche se su posizioni diverse, per la politica siciliana. Musumeci ha ricordato che lui e Leanza hanno cominciato insieme alla Provincia di Catania la loro carriera politica.
 
Nella seduta di martedì scorso, invece, i lavori hanno portato all’approvazione della legge sui tagli ai sindaci, che prevede una “cura dimagrante” per gli enti locali, che entrerà a regime solo al rinnovo di giunte e consigli comunali siciliani. Un decisione che non è piaciuta al Presidente della Regione Crocetta, che sperava in virtù di una applicazione immediata del provvedimento, in un risparmio di circa 50 milioni di euro, argomento da portare al tavolo della trattativa con Roma.

Nella nuova legge passa il taglio di duemila poltrone: 1.300 consiglieri comunali in Sicilia sui circa 6.200 attuali, 500 assessori, 102 consiglieri di circoscrizione a Palermo Catania e Messina, e si cancellano i consigli circoscrizionali nelle altre città. Gettoni e compensi scenderanno mediamente del 20%.

Bocciato, invece, l’emendamento del M5S sul gettone unico giornaliero, ritenuto “un forte deterrente al fenomeno gettonopoli” che prevedeva un unico compenso a prescindere del numero delle commissioni in una giornata. Soppresso l’articolo 5 che prevedeva lo stop alle commissioni consiliari nei comuni con popolazione inferiore ai diecimila abitanti. E fermato l’emendamento con cui si voleva ridurre, come altrove, a una sola giornata la tornata elettorale.

Per quanto riguarda la pubblicità degli atti sul web, il provvedimento ha incassato l’ok del Movimento Cinque Stelle, ma con riserva: “Votiamo sì, ma col naso turato. Si poteva fare tantissimo, ma ci si è accontentati del minimo, con l’aggiunta della sconcezza di rinviare l’applicazione anche delle norme economiche ai rinnovi dei consigli comunali – hanno scritto in una nota i grillini - Questa non è certo la legge che avremmo scritto noi, ma la votiamo in attesa della norma che approveremo quando governeremo, quando saremo noi la maggioranza dentro quest’Aula. E a forza di autogol come questo del Pd, lo saremo molto presto”.

Articolo pubblicato il 25 giugno 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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