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Quotidiano di Sicilia

La Regione finanzia incompetenti
di Lucia Russo

Spesa cattiva. Precari, formatori e forestali.
Clientes. Un bacino elettorale di circa 50 mila voti cresciuto negli anni e che è diventato difficile da gestire. Ma con un indebitamento di 5 miliardi la Regione non può assumersi altri impegni.
Società partecipate regionali. Negli anni sono arrivate ad assumere senza concorso fino a 4 mila dipendenti a tempo determinato, ma adesso il Governo deve sopprimere gli enti inutili.

Tags: Roberto Di Mauro, Precari, Partecipate, Salvino Caputo



PALERMO - Precari, formatori e forestali un bacino elettorale di quasi 50 mila voti che il Governo regionale ha voluto sempre accontentare facendo lievitare la spesa e arrivando ad una situazione da cui è difficile tornare indietro.
E così gli stipendi del personale a tempo determinato della Regione di circa 90 milioni di euro non bastano. Si sommano, infatti, i regali ai precari con il Fondo di amministrazione per il miglioramento delle prestazioni (Famp), previsto appunto anche per i lavoratori a tempo determinato per circa 7 milioni di euro (vedi nostra inchiesta del 29 settembre scorso), ed erogato senza tener conto del raggiungimento o meno dei risultati.

E ancora l’ultima manovra di assestamento di bilancio 2009, approvata in una seconda versione rispetto a quella di settembre dalla Giunta regionale questa settimana e che deve approdare in commissione Bilancio Ars. Essa prevede 43 milioni di euro per il Fondo unico del precariato e per le misure di fuoriuscita dal bacino dei lavoratori socialmente utili (lsu).Gli interessati sono in servizio con contratto a scadenza presso vari enti regionali: Arra, Arpa, Consorzi di bonifica, Enti parco, protezione civile, e società ed enti partecipati dalla Regione. E ci sono pure i dipendenti regionali a tempo determinato dati in prestito agli enti locali.

La questione è di difficile soluzione, basti vedere quali reazioni ha suscitato la prospettata soppressione dell’Ente sviluppo agricolo (Esa). “Invece di sopprimere Enti che sono risultati macchinette mangiasoldi e carrozzoni clientelari, con bilanci in perdita, il Governo decide di sopprimere l’Esa che ha operato un perfetto pareggio di cassa e che sta operando concretamente per il rilancio della agricoltura in Sicilia” lamenta Salvino Caputo, presidente della commissione parlamentare Attività produttive.
 
Ma l’assessore regionale al Bilancio Roberto Di Mauro ha sottolineato ieri: “La decisione di liquidare l’Esa rientra nell’opera di risanamento e razionalizzazione della spesa pubblica regionale, nella convinzione che questo ente rientra tra quelli che hanno ormai esaurito la loro missione istituzionale e non hanno più ragione di essere mantenuti in vita”. C’è però il problema dei dipendenti e Di Mauro assicura: “Il governo tutelerà il personale, sia quello a tempo indeterminato che stagionale. Lo prevede la manovra approvata in giunta perché pensiamo che questo personale sia una risorsa che può ancora essere ben impegnata”. Il personale a tempo indeterminato, si legge in una nota, confluirà nella Resais, mentre le modalità di utilizzo del personale impegnato con contratti stagionali o temporanei, in essere nel 2008, saranno disciplinate da un decreto del presidente della Regione.

Del resto la normativa nazionale è chiara: l’articolo 49 della legge 133/08 individua il lavoro flessibile come strumento eccezionale e stabilisce che le amministrazioni “non possono ricorrere all’utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell’arco dell’ultimo quinquennio”.
E così il Governo regionale si è impegnato a procedere alla liquidazione di quattro società e di altre tre ha avviato il processo di unificazione. Non è più possibile mantenere quell’esercito di circa 4 mila dipendenti delle partecipate che sono entrati nella Pubblica amministrazione senza concorso.

Articolo pubblicato il 31 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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