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Il calcio non infanghi Catania
di Melania Tanteri

Il caso Pulvirenti ha fatto piovere critiche di ogni genere dall’opinione pubblica nazionale, senza le dovute distinzioni. Istituzioni e società civile devono separare la città sana dai malfattori

Tags: Calcio Catania, Antonino Pulvirenti



CATANIA - La bufera che ha travolto lo sport cittadino, con le partite “comprate” dal presidente del Catania, Antonino Pulvirenti per evitare la retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro, ha travalicato, come spesso accade, i confini calcistici.
L’opinione pubblica nazionale ha ancora una volta colto l’occasione per puntare il dito sulla Sicilia, e in questo caso su Catania, senza distinguere i malfattori dalla società sana, i disonesti dagli onesti.
A tutti i catanesi e a tutti coloro i quali amano la Sicilia spetta dunque il compito di rimarcare questa netta distinzione tra chi ha barato per tornaconto personale (e pertanto deve essere severamente punito, sia dal punto di vista sportivo che penale) e una città sana e vitale, che dopo anni difficili sta cercando con grandi difficoltà di risollevarsi.
(Per leggere l'inchiesta completa abbonati qui)

Articolo pubblicato il 03 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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