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L’inventore siciliano che aiuta il cittadino a rendere la vita più facile
di Dario Raffaele

Giovanni Occhipinti è il genio ragusano di 23 anni che ha già realizzato due applicazioni (a costo zero) di grande utilità. Con Myhome è possibile controllare tutta la casa in remoto direttamente dal cellulare

Tags: Giovanni Occhipinti, Myhome, App



CATANIA - Nonostante siano sempre più i giovani che lasciano la nostra isola per tentare fortuna altrove (o per realizzare quanto la nostra burocrazia, o altri impedimenti, non ci consentano di fare), c’è un esempio di un giovane siciliano che ancora resiste in questa terra dalle mille contraddizioni e si impegna giorno dopo giorno nella realizzazione di idee che semplificano la vita al comune cittadino. Si chiama Giovanni Occhipinti (23 anni di Ragusa) e attualmente sta lavorando a MyHome, app che permette il controllo della propria casa in remoto dal telefonino.

Facciamo la sua conoscenza.
Mi descrivi la tua “invenzione”? Al momento è solo un’idea o già funziona? Cosa deve fare un utente per utilizzarla?
“La mia invenzione si basa sulla domotica. Ormai si è diffusa moltissimo con il passare degli anni, e quindi ho deciso di sviluppare questo progetto, chiamato MyHome, per dimostrare alla gente che non bisogna spendere enormi cifre per un kit domotico!
MyHome funziona già; adesso ho implementato anche il riconoscimento vocale e sto implementando una specie di algoritmo che riconosce anche il dialetto siciliano. Al momento l’app non è stata rilasciata, perché è in fase di test. Tra l’altro sono alla ricerca di finanziatori per il mio progetto (la mia email è: gianniocchipinti91@gmail.com).Superata questa fase, l’utente finale dovrà avere solamente una connessione internet per utilizzarla”.

Come ti è venuta questa idea?
“L’idea è nata dalla volontà di realizzare nuovi progetti, di superare la barriera della fantasia... da lì è nata MyHome, così come altri piccoli progetti”.

In passato hai già realizzato altre idee innovative?
“Sì, diciamo di sì, tra robot, applicazioni, sviluppo software e molto altro...”.

Sei riuscito a mettere a profitto alcune delle tue idee?
“Sì, nel 2014 ho rilasciato l’app Comiso Airport disponibile sul Google Play Store, ma l’ho fatto gratuitamente. Ma come ripeto, il problema non è saperle fare, è avere l’idea di cosa realizzare. Per quanto riguarda l’applicazione Comiso Airport, avevo implementato il flightradar, quindi l’utente finale cliccando su un volo poteva vedere in che punto della mappa era l’aereo, a che velocità andava, latitudine, longitudine, tipo di aereo, compagnia aerea ecc. Però purtroppo a progetto finito mi sono accorto che non potevo utilizzare le API di flightradar24, altrimenti violavo i termini e condizioni. Ho ripulito il progetto e ho messo le notifiche push (ad esempio, quando un aereo atterra, decolla o è in fase di imbarco, Android ti avvisa”.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
“Per il futuro mi piacerebbe sviluppare nuovi sistemi che possano aiutare qualsiasi tipo di utente, semplificare ciò che al giorno d’oggi è difficile. Diciamo che basta avere fantasia e capire cosa si vuole davvero”.

Cosa ti piacerebbe fare “da grande”?
“Lavorare in qualche azienda che si occupi della sicurezza informatica/sviluppo software, comunque sia sempre in ambito informatico. L’ultima cosa che volevo ricordare a tutti, è: non smettere mai di credere su qualsiasi cosa, non vi arrendete, provateci, e alla fine arriveranno le soddisfazioni!”.

Articolo pubblicato il 04 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Occhipinti
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