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Quotidiano di Sicilia

Concessione mutui, la Sicilia terza regione in Italia
di Chiara Borzì

Le stime diffuse dall’Abi evidenziano un incremento del 42,4% tra 2014 e il 2015 (dicembre - febbraio). Più flessibilità grazie al Fondo di Garanzia, col quale lo Stato si fa garante

Tags: Mutuo, Abi, Banca



PALERMO - I siciliani tornato a sognare la possibilità di costruire o comprare casa dopo anni di rinunce. Esattamente otto, ovvero quelli in cui da parte delle banche nazionali è stata fatta pressione contraria alla concessione dei mutui. La notizia dell’inversione di rotta è stata confermata dalle stime diffuse per l’Italia dall’Abi, lo scorso aprile, in cui si evidenzia una crescita dell’erogazioni di mutui del 42,4 per cento durante l’ultimo trimestre a cavallo tra 2014 e il 2015 (dicembre-febbraio), rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente. Stando ai dati diffusi, la Sicilia sarebbe oggi la terza regione in Italia per concessione di mutui erogati. Un dato importante, che fa sperare per il futuro, specialmente per quanti sono in condizioni di poter acquistare oggi un immobile.

Oltre che per la Sicilia i dati sono positivi soprattutto per la Campania, prima in classifica per Ance, e per la Basilicata, seconda. Il mercato della casa sorride poi a Lazio, Calabria, Molise, Marche, Puglia, Piemonte e Abruzzo, tutti territori in cui la crescita dell’erogazioni è stata superiore o pari al 13,4 per cento. Tra le regioni in cui è stata superata la soglia di erogazione media nazionale c’è la Sicilia, accompagnata – tra l’altro – da numerose regioni del Sud Italia. Questi i dati nello specifico: Campania (24 per cento), Basilicata (23,7 per cento), Sicilia (22,5 per cento), Lazio (18,2 per cento), Calabria (18 per cento), Molise (17,3 per cento), Marche (16,1 per cento), Puglia (15, 9 per cento), Piemonte (15,2 per cento) e Abruzzo (14,5 per cento).

Nella top ten sono esattamente sei le regioni meridionali che si distinguono per buone percentuali di crescita delle concessioni.
Tre – Campania, Basilicata e Sicilia – trovandosi all’apice della classifica evidenziano una propensione nuova delle banche favorevoli a concedere mutui, quindi fiducia, a territori spesso privi di garanzie. In questa occasione, come raramente accade, sono le regioni del Nord e parte di quelle del Centro a fare registrare dei dati peggiori a livello nazionale. La Lombardia, ad esempio, non rientra tra le grandi variazioni positive e si mantiene sotta la fatidica soglia del 13,4 per cento, non riuscendo ad andare oltre il 10,4 per cento. La Liguria si ferma al 12,6 per cento, il Veneto all’11,1 per cento, l’Emilia Romagna al 9,6 per cento come il Trentino Alto Adige. Fanalino di coda sono Umbria e Valle d’Aosta, con il 7,2 per cento di concessioni e appena il 5,5 per cento.

Con il maturare di queste stime sembra prendere forma uno scenario che era in previsione, anche in Sicilia, già ad ottobre del 2014, periodo in cui le banche siciliane promisero maggiore flessibilità grazie all’arrivo del Fondo di Garanzia prima casa. Con questa operazione lo Stato si fa garante per i mutui, agevolando così tutte quelle fasce che, con scarse garanzie contrattuali, desiderano comunque comprare casa.

“In questo caso – precisava ad ottobre dello scorso anno il presidente Abi Sicilia Giovanni Chelo - la garanzia è fornita dallo Stato, dunque, a essere tutelati sono anche le banche. La misura è dettata da poche regole, chiare e precise, e per questo – spiegava Chelo - è stata recepita già positivamente dalle banche”.

Il Fondo di garanzia è rivolto gli under 35, alle coppie o single in difficoltà e con figli a carico.
 


Casa 2.0: un programma di assistenza gratuito per i cittadini
 
I nuovi dati diffusi dall’Abi costituiscono segnali positivi, ma da parte dei professionisti della costruzione vengono interpretati con un cauto ottimismo. Nonostante sia avviata l’inversione di tendenza, nel concreto non si riscontra ancora l’effetto della nuova o maggiore liquidità che anche le banche siciliane hanno deciso di concedere per la costruzione o la compravendita delle case. A confermare questo quadro è Ance Palermo, tramite il direttore Francesco Artale. “Queste percentuali hanno poco significato – spiega – perché hanno ancora poco valore in termini di volume reale. L’unico dato positivo è l’inversione di rotta, ma primi risultati concreti potremmo vederli solo nel lungo periodo”.
L’effetto è atteso, ma non troppo. “Il passaggio dal mutuo alla realizzazione potrebbe vedersi anche tra qualche mese – continua Artale – l’importante è continuare a stimolare il settore”. Con la collaborazione di Banca Nuova, Ordine Architetti di Palermo e Assessorato alle Infrastrutture del Comune di Palermo, Ance Palermo ha promosso il progetto Casa 2.0, programma di assistenza gratuito rivolto ai cittadini che vogliono ristrutturare o acquistare casa.

Articolo pubblicato il 08 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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