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Doc Sicilia: a fine anno previste 28 milioni di bottiglie
di Liliana Rosano

Il Consorzio ha presentato alla Regione un piano di investimenti da 1,5 mln di euro per accedere ai contributi Ue. Nei primi cinque mesi il vino Doc Sicilia ha raggiunto 89.070 ettolitri (+24% del 2014)

Tags: Viticoltura Bio, Viticoltura, Sicilia



CATANIA - Correva l’anno 1968 quando la Doc Etna veniva riconosciuta come la prima Doc siciliana. Quel territorio, che racchiude venti comuni pedemontani, ha sempre rappresentato un microclima ideale per uve e vigneti unici al mondo.

Ancora oggi, quei vigneti ai piedi del gigante, il vulcano Etna, contribuiscono ad arricchire sempre di piú la Doc Sicilia che entro fine anno, fa sapere lo stesso Consorzio, chiuderà con 28 milioni di bottiglie.

Lo stesso consorzio ha anche presentato un piano di investimenti da 1,5 milioni di euro alla Regione per avere accessi a contributi, finanziati dall’Unione Europea per l’80 per cento.

Il consorzio si muove anche avendo come obiettivo la promozione e la modifica del disciplinare.
Risultati e prospettive che fanno sperare e guardare al futuro in maniera più ambiziosa e fiduciosa,  soprattutto pensando ai mercati esteri.

Pur essendo entrato a regime da circa un anno, il vino Doc Sicilia imbottigliato ha raggiunto nei primi cinque mesi di quest’anno 89.070 ettolitri contro i 68.463 dello stesso periodo dell’anno precedente. A conti fatti un più 24 per cento che, a detta del consorzio, supera le previsioni. Tanto che Antonio Rallo, presidente del consorzio e patron di Donnafugata ha affermato: “Dalle tendenze attuali si può agevolmente prevedere di giungere a 28 milioni di bottiglie entro fine anno, superando così le più rosee aspettative. Oggi si stanno costruendo le basi per portare la denominazione Doc Sicilia sui mercati in maniera strutturata, con l’opportuno riconoscimento di valore e prezzo: in tal modo si potrà dare una svolta importante alla viticoltura siciliana”.

Obiettivo della Doc Sicilia è il mercato degli Stati Uniti, che oggi con circa trenta milioni di ettolitri secondo alcune statistiche sono il primo Paese al mondo per consumi complessivi sebbene ogni americano a testa beva ancora meno vino di un italiano e di un francese, che ne bevono a testa, rispettivamente 35 e 44 litri.

Proprio negli Usa il consorzio Vini Doc Sicilia sta portando avanti una campagna di promozione iniziata ad aprile e che si concluderà a fine anno.

Il progetto prevede che stampa americana e operatori di settore scoprano i vini siciliani in occasione di numerosi appuntamenti, organizzati in collaborazione con la prestigiosa rivista americana di settore Wine Spectator. Obiettivo: fare in modo di aumentare quella percentuale di americani, circa il 9 per cento, che beve vini siciliani con regolarità.

Per arrivare a risultati che mettano d’accordo qualità, prezzo, competittività, bisogna anche lavorare sull’identità, sulla riconoscibilità del prodotto.

Per questo, il Consorzio doc Sicilia ha già in cantiere una modifica del disciplinare, ovvero le regole con cui si può produrre la Doc.
 


Viticoltura bio. Primato alla Sicilia che copre il 38% nazionale
 
La Sicilia ha il primato della viticoltura biologica. L’Isola, è la regione più avanzata nel percorso verso l’agricoltura in armonia con l’ambiente. La viticoltura biologica rappresenta il 38% di quella nazionale e il 23% dell’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili.
I dati, sono quelli riferiti Alberto Tasca, dell’azienda Conte Tasca d’Almerita e consigliere di Assovini Sicilia a margine del convegno internazionale “A mosaic of wines: past, present and future”, organizzato dalla regione Siciliana, in collaborazione con gli assessorati all’Agricoltura e alle Attività produttive, con il Consorzio Sicilia Doc e Assovini Sicilia.
“Stiamo mangiando il pianeta”, ha detto Alberto Tasca, che però ha specificato come l’emergenza ambientale che oggi il mondo produttivo sta affrontando possa diventare un’opportunità, a patto che venga utilizzato un approccio multidisciplinare. Il bio è un percorso virtuoso iniziato da tempo in Sicilia, dove 7 anni fa è nato SOStain, il primo programma per le cantine teso a promuovere un modello sostenibile e trasparente, basato su parametri oggettivi.

Articolo pubblicato il 10 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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