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Lavoro, a maggio 184.707 nuovi contratti
di Redazione

Diffusi dal ministero del Lavoro i dati su attivazioni e cessazioni

Tags: Lavoro, Giuliano Poletti



ROMA - Nel mese di maggio 2015 sono state 30.325 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato. Rispetto allo stesso periodo del 2014 crescono del 43,2% (erano 21.184 a maggio 2014). Lo ha comunicato il ministero del Lavoro che ha diffuso i dati relativi alle attivazioni e cessazioni di contratti, comprensivi dei settori del lavoro domestico e della pubblica amministrazione.

Nel periodo di riferimento, il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro ha raggiunto quota 934.258 , mentre le cessazioni di rapporti di lavoro sono state 749.551: il saldo positivo è, quindi, di 184.707 contratti. I dati riportati dal ministero, sono relativi alle attivazioni e cessazioni di contratti, comprensivi dei settori del lavoro domestico e della pubblica amministrazione.
Sul fronte delle attivazioni, 179.643 (circa il 19%), sono contratti a tempo indeterminato, 643.032 sono contratti a tempo determinato, 19.728 sono contratti di apprendistato, 36.376 sono collaborazioni e 55.479 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”.

Quanto alle cessazioni, 179.372 (circa il 24%) sono relative a contratti a tempo indeterminato, 458.220 a contratti a tempo determinato, 13.230 sono contratti di apprendistato, 46.570 sono collaborazioni e 52.159 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”.

Il ministero del Tesoro, invece, ha reso noto che a maggio sono state aperte 48.103 nuove partite Iva. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso si registra un incremento significativo (+9%), in larga parte sostenuto dalle nuove aperture nel settore dell`agricoltura, localizzate soprattutto nel Sud e Isole. Il maggior numero di aperture di partite Iva (21,3% del totale) si è registrato nel commercio, seguito dall’agricoltura (19,7%) e dalle attività professionali (11%).

Inoltre, il 38% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,1% al Centro e il 40,7% al Sud ed Isole.
I dati della produzione industriale di maggio (incremento registrato del +3%) e quelli sul lavoro indicano che l’Italia è a un “punto di svolta”. è quanto sottolineato dal ministero dell’Economia.

“I dati diffusi dall’Istat sulla produzione industriale di maggio fanno registrare un incremento congiunturale e tendenziale superiore alle aspettative. Il miglioramento viene rilevato in tutti i settori: aumenta l’indice relativo alla produzione di beni strumentali, energia, beni di consumo e beni intermedi”.

Nel recente passato gli analisti “hanno dovuto constatare una certa divergenza tra indicatori predittivi (per esempio il clima di fiducia dei consumatori e le aspettative dei gestori degli approvvigionamenti nelle imprese) e dati effettivi: i primi ormai da molti mesi impostati positivamente, i secondi ancora altalenanti tra dati positivi e negativi. L’incremento registrato a maggio, invece, sembra indicare un vero punto di svolta”.

Articolo pubblicato il 11 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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