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Quotidiano di Sicilia

Matteo Renzi ha impugnato la finanziaria regionale
di Lucia Russo

Per gli esercizi 2016/17 aperto tavolo di confronto istituzionale con la Regione. Per mancanza di copertura del concorso alla finanza pubblica

Tags: Ars, Matteo Renzi, Rosario Crocetta



ROMA - Il Consiglio dei Ministri ha deliberato ieri di impugnare gli esercizi 2016-2017 così come disciplinati dalla Legge della Regione Siciliana n. 9 del 07/05/2015, “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2015. Legge di stabilità regionale”. Nel comunicato del Consiglio dei ministri si legge la seguente motivazione: “alcune disposizioni riguardanti il concorso regionale agli obiettivi di finanza pubblica, non provvedono all’individuazione della copertura finanziaria per le rispettive annualità, contrastando in tal modo con il principio di copertura finanziaria di cui all’art. 81, terzo comma, della Costituzione. Contemporaneamente si è deciso di aprire un tavolo di confronto istituzionale con la Regione Siciliana per provvedere all’individuazione di possibili soluzioni concordate in merito alla copertura finanziaria per gli anni 2016 e 2017”.

Il Consiglio dei Ministri ha ritenuto di non procedere all’impugnativa con riferimento all’esercizio 2015 alla luce delle precisazioni fornite dal presidente della Regione Rosario Crocetta, circa l’impegno a procedere con una puntuale azione di spending review “che consenta - è scritto sempre nel comunicato del Cdm - col bilancio di assestamento, di realizzare il riequilibrio di bilancio. Nelle more dell’assestamento, la Regione si è impegnata comunque ad una immediata riduzione delle spese”.

Il palermitano Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, ha immediatamente commentato la conseguente erogazione, da parte dello Stato, dei 300 milioni che consentiranno alla Sicilia di chiudere il Bilancio del 2015: “Grazie alla determinazione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si sta chiudendo una partita per il presente e si sta aprendo una strada per il risanamento dei conti e lo sviluppo della Regione Sicilia”. “Il riconoscimento di questi 300 milioni - ha continuato Faraone - segna un risultato importantissimo: la Regione avrà le risorse per pagare gli stipendi ai dipendenti e i 300 milioni consentiranno di incrementare in maniera strutturale le entrate”.

L’autorizzazione ad usare queste risorse per il 2015 per spese correnti è stata, però, un’eccezione concordata dal governo nazionale soltanto in via d’emergenza. “Mai più – ha affermato Faraone - potrà accadere che risorse pensate per le nuove generazioni possano essere utilizzate per finanziare sprechi della Regione Sicilia”.

“In attesa di leggere i rilievi dell’impugnativa, riteniamo dover precisare che quanto affermato dal sottosegretario Faraone è inesatto” ha risposto il capogruppo di Fi all’Ars Marco Falcone.

“Da studi fatti dal Dipartimento Economia di FI – ha detto Falcone - abbiamo rilevato che in Sicilia tra gettito Iva e Irpef vi saranno minori entrate per circa un miliardo di euro”. “Il Pd smetta di litigare, - ha concluso - soprattutto perché ha una doppia responsabilità di Governo nazionale e regionale, s’impegni, invece, a trovare soluzioni concrete ed efficaci”.

Articolo pubblicato il 11 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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