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Quotidiano di Sicilia

Marcello Cardona: "Produrre sicurezza per il bene della Città"
di Margherita Montalto

Forum con Marcello Cardona, Questore di Catania

Tags: Marcello Cardona



Dalla sua esperienza Catania, rispetto alle altre città in cui ha lavorato, come si presenta?
“Il mio percorso formativo è complesso, arrivo con un bagaglio impegnativo. Livorno è molto simile a Catania. Poi l’esperienza di Milano con la Criminalpol…Catania è, sotto l’aspetto della Polizia Giudiziaria, molto difficile. Già in passato criminali catanesi andavano al Nord per fare rapine. Degrado, disoccupazione, non scolarizzazione, mancanza di lavoro mettono in crisi la sicurezza di questa città. Per non commentare l’atteggiamento di chi delinque, di chi crede che la vita si realizzi nel delinquere e non contempla la possibilità che dopo la terza media si possano proseguire gli studi e realizzare un futuro. Nello stesso tempo si registra una voglia di emergere e l’azione comunale è aperta. Tutte le Istituzioni devono contribuire. Catania è dunque  agli antipodi tra criticità e voglia di ripresa e ha tutte le possibilità per esplodere. Il sindaco Bianco sta procedendo con interventi che porteranno risultati; se c’è delinquenza minorile dobbiamo capirne il motivo per debellarla”.

Che provvedimenti state mettendo in atto per la sicurezza?
“A Catania manca il rispetto per tutto, è una città metropolitana complessa fra le prime sette in Italia e ai primi posti per problemi di sicurezza, ma è stata amministrata da grandi figure. In questa realtà critica e difficile, dobbiamo produrre sicurezza secondo il nostro target. Per chi non usa il casco, per esempio, abbiamo preso dei provvedimenti avviando un progetto che farà recapitare a casa verbali senza limiti a chi non rispetterà il Codice della strada. Costi quel che costi, dobbiamo proteggere la sicurezza”.

Come sono distribuiti i vostri uomini per il controllo del territorio?
“Per turno di servizio disponiamo di circa 7/10 macchine, le abbiamo quasi raddoppiate e con i Carabinieri abbiamo rimodulato il controllo sul territorio. Dobbiamo dividere le competenze, come ha detto qualche giorno addietro il Capo della Polizia, c’è bisogno di una razionalizzazione e se, ad esempio, l’Arma nelle province svolge un lavoro enorme, quest’ultima dovrebbe essere rafforzata.. Anche in un contesto difficile come quello di Mineo abbiamo rafforzato i controlli su 3500 stranieri richiedenti asilo, sono decine gli uomini impiegati a turno. L’impegno è costante e garantisce, all’interno del Centro, una sezione distaccata della Squadra Mobile, dei Reparti Mobili e dell’Ufficio Immigrazione della Questura”.

Quali saranno gli ulteriori “aggiustamenti” che intende mettere in atto?
“Non è possibile che noi della Polizia di Stato occupiamo 18 stabili il cui affitto deve essere versato a privati. Con il Sindaco e con il dipartimento della Pubblica Sicurezza abbiamo deciso di lasciare questi stabili perché i soldi che il Dipartimento verserà al Comune o alla Provincia saranno ridistribuiti per le esigenze della Città, quindi ne avremo un ritorno utile. Di concerto con il Sindaco Bianco, è previsto che, Squadra Mobile e Scientifica andranno in una struttura del Comune, pagheremo meno della metà e il Comune con quei soldi ristrutturerà immobili che sono in stato di abbandono. I soldi dello Stato andranno ai cittadini. Così sarà per tutto finché io sarò qui”.

Qual è il suo parere sull’organizzazione delle Forze di Polizia?
“C’è una situazione in netto miglioramento sul fronte dell’organizzazione e su quello dell’attenzione del Governo verso le Forze di Polizia che devono ristrutturare e rivedere il loro modo di organizzarsi. Seppur vero che dobbiamo investire più forze, dobbiamo eliminare il superfluo. Con la riforma della Pa, per esempio, in mare saranno presenti non più 5 pattuglie di Corpi differenti, ma solo le unità della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. Noi recupereremo così 11 persone che saranno destinate al controllo del territorio. Questa non è restrizione, ma migliore organizzazione”.
 
Razionalizzare e rivoluzionare dunque, cosa è già stato fatto in concreto?
“Abbiamo messo in atto una vera rivoluzione togliendo ai Commissariati tutte le competenze di notifica, concentrate ora negli uffici centrali. Lo scopo è quello d’impiegare le Volanti dei Commissariati sul territorio. In un turno di mattina e pomeriggio, disponiamo così di circa 12 auto e circa 20 equipaggi dei vari settori”.

Come sono le collaborazioni con la Procura della Repubblica?

“Sul fenomeno della criminalità siamo stati supportati fortemente dalla Procura della Repubblica, una delle migliori d’Italia. La struttura del Tribunale è molto efficace e operativa e si distingue con risultati d’eccellenza. C’è inoltre una sinergia con Prefettura, Carabinieri, Guardia di Finanza. Stiamo facendo un ottimo lavoro sul fronte della confisca di beni, nervo sensibile della criminalità organizzata. Porto avanti questa esperienza grazie ad una normativa che permette ai Questori di schiacciare l’acceleratore e lo ha ricordato anche il Capo della Polizia. Non sfuggono al nostro controllo le azioni criminose; abbiamo cominciato da qualche mese e il nostro dirigente dell’Anticrimine, esperto nella confisca dei beni, sta procedendo tenacemente. Occorre mettere in campo una battaglia primaria, azioni tenaci per sconfiggere la Mafia che si è inserita nei circuiti sociali e che deve essere estirpata. Dobbiamo svolgere il nostro ruolo e ci sono funzionari che lo svolgono bene. La Polizia di Stato ha personale qualificato, professionale e appassionato, i risultati ottenuti dalle nostre attività sono merito di questa gente che sa muoversi sia perché nutre grande rispetto dell’Istituzione sia per la passione che mette sul lavoro”.
 
‘Rivoluzione’ estesa al cittadino? In cosa consistono le innovazioni?
“Nel giro di qualche mese verrà istituito il “numero unico 112”, che rappresenta un modello di servizio di emergenza che ripropone quello adottato in diversi Paesi europei. Tutte le telefonate di emergenza confluiranno verso  un’unica centrale operativa. Gli operatori smisteranno le chiamate all’ente competente per la gestione dell’evento di emergenza: Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, emergenza Sanitaria.
Sono stato il primo Questore d’Italia, con la collaborazione della Regione Lombardia, a realizzare il numero unico 112 a Varese. Questo numero rappresenta un rinnovamento epocale, per questo, con molta passione spingo affinchè la Regione Sicilia si impegni ad attuarlo e se non lo faranno li ‘martelleremo’ poiché è espressione di civiltà. Le istituzioni regionali devono impegnarsi perché rappresenta un vantaggio per i cittadini, che non dovranno più attendere i vari passaggi che fanno perdere minuti preziosi, ad esempio, per la salute. Dobbiamo migliorarci nelle procedure e, ripeto, sarò martellante e confermo che verrò fuori pubblicamente perché Crocetta deve impegnarsi a realizzare immediatamente questo servizio 112. é un numero fondamentale, un vantaggio per tutti i cittadini siciliani. In collaborazione con l’assessorato alla Salute,  abbiamo già realizzato il contatto diretto fra gli ospedali e la Questura, uno smistamento diretto grazie al quale, in situazioni particolari al pronto soccorso, il medico responsabile parla istantaneamente con l’operatore della Polizia di Stato”.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Marcello Cardona, Questore di Catania
Marcello Cardona, Questore di Catania