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Rifiuti, in arrivo commissari e sanzioni dopo l’era Ato Spa
di Rosario Battiato

La nuova ordinanza di Crocetta: media di raccolta differenziata al 35% in sei mesi e tributi speciali. Impennata anche sul fronte gestionale per le procedure di riduzione degli Rsu

Tags: Rifiuti, Sicilia, Regione Siciliana



PALERMO –  Il vecchio sistema di gestione dei rifiuti è scaduto, ma la Regione si aggrappa ancora all'improvvisazione per restare in piedi. La fine delle Ato - l'ultima proroga è scaduta martedì scorso - ha obbligato il governatore Crocetta all'ennesima ordinanza (n.20/rif del 14 luglio 2015) che fa riferimento al “ricorso temporaneo a una speciale forma di gestione dei rifiuti nel territorio della Regione siciliana nelle more dell'attuazione del Piano stralcio attuativo per il rientro in ordinario della gestione del ciclo integrato dei rifiuti”. Ripartire non sarà facile, perché ricordiamo che il passivo degli Ambiti è stato pari a 1,8 miliardi di euro, così come documentato dalla Corte dei Conti e riportato nella nostra inchiesta di martedì. Gli obiettivi sono ambiziosi – arrivare al 35% di rd in sei mesi – e si prevedono sanzioni e potenziamento dell'impiantistica.

Cosa succederà? L'articolo 1 dell'ordinanza precisa l'urgenza del ricorso temporaneo a una speciale forma di gestione dei rifiuti per un periodo di sei mesi a partire dal 15 luglio. L'obiettivo primario consiste nell'evitare “l'insorgere di emergenze igienico-sanitarie, di ordine pubblico e sociale e, soprattutto, al fine di consentire l'immediata attuazione dell'implementazione impiantistica regionale nonché del modello di gestione integrata dei rifiuti di cui alla legge regionale n.9/2010”. Niente di nuovo, visto che proprio i ritardi nel funzionamento delle Srr, previste appunto nella legge di riforma del sistema, hanno di fatto bloccato il meccanismo di liquidazione delle Ato in passato.

Anche sul capitolo relativo all'impiantistica ci sarà molto da lavorare. L'assessore Vania Contrafatto, appena qualche giorno fa, aveva precisato al QdS che a breve terminerà il collaudo del Tmb di Bellolampo, mentre per piattaforme pubbliche di Enna, Gela e Messina la situazione è differente. Per le prime due a breve si vedranno partire i lavori, visto che le procedure di gara sono state completate, mentre per il capoluogo peloritano le gare sono in corso e si attende la conferenza di servizi. Le discariche rimanenti, in compenso, dovrebbero vedere nel corso degli anni una sostanziale riduzione del conferimento indifferenziato.
 
L'ordinanza, oltre che sottolineare l'esigenza di procedere al completamento dell'impiantistica, ribadisce il contenimento dei volumi indifferenziati prodotti che dovranno passare dagli attuali 6.150 tonnellate al giorno a 3.400. Una riduzione che corrisponderebbe di fatto al raggiungimento della media del “35 per cento di raccolta differenziata alla quale si coniuga un programma di riduzione dei Rub (Rifiuti urbani biodegradabili) pari al 10 per cento”. L'ordinanza fissa, inoltre, anche i compiti per casa per le aziende che gestiscono alcuni impianti regionali in termini di abbancamento e gestione dei flussi dei rifiuti (Siculatrasporti, Oikos, Rap, Catanzaro Costruzioni, Trapani servizi).

L'articolo 8 costituisce un altro passaggio essenziale dell'ordinanza perché stabilisce delle sanzioni fiscali per quei soggetti che non rispetteranno la tabella di marcia imposta dal governo regionale. Intanto alla Società per la regolamentazione dei rifiuti e ai comuni, in forma singola o associata, si chiede di procedere, secondo quanto stabilito dalla L.r. 9/2010, all'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti e di prevedere “il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di riduzione dell frazione biodegradabile da conferire in discarica previsti dalla normativa vigente”.
 
Al comma 3 l'amministrazione regionale prevede di applicare ai soggetti “conferitori di rifiuti in discarica che, entro l'anno 2015, non raggiungeranno un livello di raccolta differenziata almeno pari al 36 per cento, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti (vedi tabella in pagina, ndr)”. Compiti previsti anche per gli aro, i soggetti responsabili dei servizi di raccolta e spazzamento, che dovranno onorare le direttive europee in materia di gestione e riduzione della produzione di rifiuti. Inoltre per tutta la durata dell'ordinanza, quindi per i prossimi sei mesi, i comuni non potranno smaltire nelle discariche gli sfalci di potatura del verde pubblico e privato.

Accelerazione anche sul fronte gestionale. L'assessore regionale all'Energia potrà, infatti, nominare, pescando tra i dipendenti regionali in servizio, dei commissari all'interno delle Srr a cui attribuire poteri accertativi e/o sostitutivi per la redazione del piano d'ambito, per l'adozione e trasmissione della dotazione organica, per l'attivazione delle procedure necessarie per l'individuazione del gestore del servizio, per la verifica delle procedure di assunzione del personale.

Articolo pubblicato il 16 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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