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Crocetta si autosospende, Ardizzone rinvia l’Aula
di Raffaella Pessina

Intercettazione sì o no, la Regione è ormai con l’acqua alla gola. Il direttore del QdS a Radio 24: “Commissariare la Regione”

Tags: Rosario Crocetta, Giovanni Ardizzone, Ars, Matteo Tutino



PALERMO - “Il mio assistito, Matteo Tutino non ha mai pronunciato, quella frase. Me lo ha assicurato e a quanto ne sappiamo quella intercettazione non risulta agli atti dell’inchiesta”. E’ quanto si è affrettato a dichiarare il legale del medico che insieme al governatore è nell’occhio del ciclone per una  presunta frase contro Lucia Borsellino che avrebbe pronunciato al telefono a Rosario Crocetta.
 
Ed a supporto di questa tesi c’è la dichiarazione del procuratore Lo Voi pubblicata ieri sulle agenzie: “Con riferimento a notizie giornalistiche diffuse nella giornata di oggi (ieri per chi legge) secondo le quali nel corso di una telefonata intercettata tra il presidente della Regione Rosario Crocetta ed il dottore Matteo Tutino quest’ultimo avrebbe affermato che la dottoressa Lucia Borsellino ‘va fatta fuori. Come suo padre’, ritengo necessario precisare che agli atti di questo ufficio - ed in particolare nell’ambito del procedimento n 7399/2013/21 non risulta trascritta alcuna telefonata tra il Tutino ed il Crocetta del tenore sopra indicato.

Analogamente i carabinieri del Nas che hanno condotto le indagini nel suindicato procedimento hanno escluso che una conversazione del suddetto tenore tra i predetti sia contenuta tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti del Tutino”.

Il Governo è comunque giunto al capolinea: il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, a seguito della vicenda,  si è autosospeso dalla carica e ha attribuito le sue funzioni al deputato del Pd, Baldo Gucciardi, entrato in giunta solo due giorni fa come assessore alla Salute.

Non segue il regolamento comunque la procedura adottata da Crocetta. Infatti sarebbe dovuta subentrare il vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello che regge l’assessorato alla Formazione. Era appena stata fatta la pace all’interno della maggioranza ed ora un altro macigno cade in testa al Governatore. Le presunte e mai confermate intercettazioni telefoniche fra lui e l’ex primario di chirurgia plastica Matteo Tutino hanno fatto gridare allo scandalo tutti i partiti che chiedono pressantemente le dimissioni di Crocetta.

E la dimostrazione che la pace fatta nei giorni scorsi era fittizia è che il collega del suo partito Fabrizio Ferrandelli, che è anche il vice presidente della commissione regionale antimafia, ha ribadito la necessità delle dimissioni del Governatore. “Nel mio intervento in direzione -ha detto- ho parlato dell’inadeguatezza e dell’incapacità politica e progettuale di questo governo. Ho detto che non si poteva fare in tre mesi ciò che non si è fatto in tre anni. Ho chiesto di staccare la spina e mi hanno isolato. Quella direzione ha scelto di non decidere e, qualche giorno dopo, con l’ingresso del capogruppo Gucciardi in giunta, il Pd ha inaugurato il ‘patto del salvagente’ che vorrebbe portare questo Titanic fino a fine legislatura. Io non ci sto -ha proseguito- e non ci sto ancor di più oggi, dopo aver letto parole vergognose nei confronti di Lucia Borsellino, alla quale va la mia vera e convinta solidarietà”.

E proprio ieri il QdS ha pubblicato l’inchiesta dal titolo “Commissariare la Regione almeno per un anno” e il nostro direttore Carlo Alberto Tregua è stato intervistato sulle ragioni del commissariamento da Oscar Giannino  a Radio 24.

Ieri sera alle 19 è stato convocato l’esecutivo regionale del Pd d’urgenza e prima dell’incontro i deputati del Pd si sono incontrati con il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Quest’ultimo, sempre ieri, ha aperto la seduta prevista per l’Ars e l’ha rinviata: “Quello che sta avvenendo ha rilevanza istituzionale e politica, ma anche etica”. Ardizzone ha comunicato la decisione di rinviare i lavori a martedì prossimo, quando già era previsto l'intervento del presidente della Regione Rosario Crocetta.

Sempre ieri Lucia Borsellino ha ricevuto solidarietà da tutti gli esponenti politici e sopra a tutti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal premier Matteo Renzi. In questi giorni si accerterà la verità su questa frase, e se è importante che si sappia se tali pesanti parole siano state pronunciate, è anche importante capire come sia fragile questo governo, osteggiato non solo dall’opposizione, ma da pezzi di maggioranza che non hanno mai tollerato le prese di posizione del Governatore.

Se questa legislatura si chiuderà in anticipo, si tratterà della terza di seguito che non arriva alla fine del quinto anno. Il segno di un cattivo governo della Regione che invece avrebbe bisogno di stabilità e concretezza.

Articolo pubblicato il 17 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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