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Ferrandelli lascia, Crocetta "attaccato" alla poltrona
di Raffaella Pessina

Il Direttore del QdS a Zapping, Rai Radio1: “Trenta mesi di disastri”. Il deputato Pd si è dimesso per protesta ma il partito non lo segue

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Fabrizio Ferrandelli, Matteo Tutino



PALERMO - Il presidente della Regione siciliana non molla. Lo ha detto chiaramente ai microfoni dei giornalisti. Rosario Crocetta è tornato ieri pomeriggio nel suo ufficio di Palazzo d’Orléans, da dove mancava da giovedì scorso, quando si era autosospeso tra le polemiche per la presunta intercettazione della frase di Matteo Tutino contro Lucia Borsellino.

Ma le fratture interne al partito restano, così come le dimissioni da deputato regionale di Fabrizio Ferrandelli, da sempre contrario alle politiche del presidente della Regione.
 
Il capogruppo del Pd all’Ars Antonello Cracolici ha detto che il partito è contrario a queste dimissioni. “Stiamo attraversando una fase politica complessa nella quale servono scelte condivise: bisogna evitare fughe in avanti ed egoismi mediatici, bisogna far prevalere le ragioni del noi rispetto alla voglia di esposizione dell’io. Per questo motivo il Partito Democratico all’Ars è contrario alle dimissioni di Fabrizio Ferrandelli e chiederà all’Aula, che dovrà esprimersi con un ‘voto di accettazione’, di respingerle”.

Se le dimissioni verranno accettate, sono già pronte altre polemiche sul successore: infatti il seggio lasciato vacante potrebbe essere assegnato a Francesco Riggio, presidente del Ciapi arrestato nell’ambito di uno dei filoni d’inchiesta sulla formazione professionale in Sicilia. La segreteria del Pd ha già fatto sapere che “Le vicende giudiziarie successive alle elezioni regionali hanno reso Francesco Riggio incompatibile con il Partito Democratico”.

Primo dei non eletti del Pd a Palermo in verità alle regionali del 2012 fu l’attuale sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone: il seggio di Ferrandelli, dunque, toccherebbe a lui.

Se però Faraone ritenesse, come probabile di non insediarsi all’Ars, il seggio andrebbe a Riggio, che lo segue per numero di voti tra i non eletti.
Venerdì 17 luglio il nostro Direttore, Carlo Alberto Tregua, è intervenuto nella trasmissione di Rai Radio1, Zapping, condotta da Ruggero Po, dando una valutazione dei trenta mesi del governo Crocetta.

Trenta mesi in cui la situazione è precipitata. “Quando Crocetta è stato eletto, dal 15 % dei siciliani, gli abbiamo dato fiducia – ha esordito il Direttore - ma ha dimostrato incapacità assoluta perché il Pil ha continuato a retrocedere, la disoccupazione è aumentata fino al 23 %, il sistema rifiuti ha cumulato debiti per 1,8 mld, la Regione ha registrato, lo scorso anno, un buco di bilancio di 1,8 mld, la Sanità ha speso, nel 2014, 600 mln in più del 2013”. Numeri del disastro dietro i quali si cela, secondo il Direttore, l’incapacità della classe politica e burocratica che ha utilizzato l’autonomia come scudo per i propri privilegi.

Sulla recente bocciatura del Governo nazionale della parte della Finanziaria che prevedeva l’utilizzo di risorse destinate a investimenti per la spesa corrente, il Direttore ha precisato che si è trattata di una timida azione poiché ciò è valido per il 2016 e 2017, ma per l’anno corrente 600 milioni di euro circa seguiranno tale inversione di rotta.

Questa mattina, intanto, l’avvocato del presidente terrà una conferenza stampa a Palermo all’hotel delle Palme.
Infine, oggi, seduta d’Aula alle 16 con all’ordine del giorno i liberi consorzi.

Articolo pubblicato il 21 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fabrizio Ferrandelli
Fabrizio Ferrandelli
Rosario Crocetta
Rosario Crocetta


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