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Quotidiano di Sicilia

Prestiti imprese, ancora in negativo (-2,3%)
di Serena Giovanna Grasso

Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia nel rapporto “Le economie regionali”, nel 2014 è costante il tasso di nuova sofferenza (+4,1%). Nell’Isola, le maggiori contrazioni nell’erogazione dei finanziamenti riguardano le aziende più rischiose (-14,6%)

Tags: Prestiti, Impresa



PALERMO – Torniamo ad occuparci della questione creditizia, stavolta concentrandoci sul credito erogato alle unità imprenditoriali, dopo lo scorso appuntamento “Prestiti, sempre in negativo – 1,8% ma in ripresa rispetto al -2,4%” datato 11 luglio.

Secondo quanto rilevato dal rapporto “Le economie regionali – L’economia della Sicilia” pubblicato dalla Banca d’Italia lo scorso 18 giugno, si conferma anche in ambito imprenditoriale una ripresa del credito, seppur sempre in negativo (-3,3% nel 2013, contro il -2,3% del 2014), per un totale di 35,2 miliardi di euro di credito erogato nel corso dell’anno trascorso.

Il calo ha riguardato tutte le principali forme tecniche, riflettendo sia la debolezza dell’attività operativa sia la scarsa propensione agli investimenti da parte delle imprese.

La diminuzione è stata più marcata nel comparto energetico (-11,9%) e nel settore delle costruzioni (-3,3%), caratterizzato ancora da una congiuntura sfavorevole e da un’elevata incidenza dei crediti deteriorati. Una tendenziale stabilità è stata registrata dall’industria manifatturiera; mentre una più che positiva crescita ha interessato le imprese dedite alla fabbricazione di raffinati del petrolio, prodotti chimici e farmaceutici (+8,2%) e un po’ meno quelle impegnate nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,1%).

Nel 2014 il calo del credito erogato da banche e società finanziarie ha interessato in misura più accentuata le imprese classificate come rischiose sulla base dei rating loro attribuiti da Cerved Group; tra queste la contrazione è stata particolarmente intensa per le imprese delle costruzioni e dei servizi. Tra le imprese non rischiose sono aumentati i finanziamenti verso il comparto manifatturiero. Nel segmento dei prestiti a breve termine si è osservata una flessione degli affidamenti accordati alle imprese più rischiose, seppure in misura inferiore rispetto all’anno precedente (-14,6% e -18,0% rispettivamente nel 2014 e nel 2013).

Costante rispetto al 2013 è l’incremento dei crediti in sofferenza (+4,1%), ovvero quei crediti bancari la cui riscossione non è certa per le banche che hanno erogato il finanziamento poiché i soggetti debitori si trovano in stato d’insolvenza anche non accertato giudizialmente o in situazioni sostanzialmente equiparabili. Complessivamente, i crediti in sofferenza erano più di uno su quattro dei presiti totali (27,8%). Come se questo scenario non fosse già abbastanza allarmante, dobbiamo aggiungere quel 9,7% di crediti caratterizzati da altrettante difficoltà nel rimborso, seppur meno gravi (crediti scaduti, incagliati o ristrutturati).

 L’incremento del tasso di ingresso in sofferenza è interamente riconducibile al settore produttivo, dove ha raggiunto il valore massimo dall’insorgere della crisi (6,3%), e ha interessato in misura più accentuata le imprese di piccola dimensione (dal 5,6% all’8%). L’indicatore è aumentato nelle costruzioni (dall’8,3% al 9,7%) e nei servizi (dal 5,3% al 5,7%) mentre si è ridotto, dopo il marcato peggioramento osservato nel 2013, per le aziende manifatturiere (dall’8,9% al 7,5%).

Le difficoltà finanziarie delle imprese si sono riflesse anche in un aumento delle uscite dal mercato a seguito di una procedura fallimentare. Secondo i dati di Cerved Group e InfoCamere, nel 2014 sono state avviate in Sicilia circa 900 procedure fallimentari, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente.

Tra il 2008 e il 2014 il numero di fallimenti avviati è pressoché raddoppiato. Il fenomeno dei fallimenti riguarda in particolar modo le società di capitale: a esse si riferisce circa il 70% delle istanze presentate nel corso dell’ultimo anno. Con riferimento alle sole società di capitale, nel 2014 sono state avviate 61,7 procedure fallimentari ogni 10.000 imprese presenti sul mercato; l’indicatore si è in lievemente ridotto (63,5 nel 2013), ma risulta ancora sensibilmente superiore rispetto a quello osservato nel 2008 (33,6).

Articolo pubblicato il 21 luglio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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